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Una nota per precisare che gli accordi con la Cina non prevedono nessuna intesa per il 5G, ma probabilmente scritta per non lasciare che Matteo Salvini possa intestarsi la battaglia sulla sicurezza delle infrastrutture critiche del Paese. Luigi Di Maio, tramite il Ministero dello Sviluppo Economico, diffonde una nota dopo che l’alleato di governo, dal consiglio federale della Lega, aveva chiesto un’ulteriore approfondimento sui bandi delle telecomunicazioni per “salvaguardare la sicurezza nazionale”. Una precisazione, che sembra anche una replica a Salvini.

“Il Memorandum of understanding – precisa il Mise – non prevede alcun accordo inerente la teconlogia 5G.  Lo scorso febbraio, inoltre, il ministro Luigi Di Maio ha istituito presso l’ISCTI del Ministero dello Sviluppo Economico il Centro di valutazione e certificazione nazionale (CVCN) per la verifica delle condizioni di sicurezza e dell’assenza di vulnerabilità di prodotti, apparati, e sistemi destinati ad essere utilizzati per il funzionamento di reti, servizi e infrastrutture strategiche, nonché di ogni altro operatore per cui sussiste un interesse nazionale”.

Il 21 marzo è attesa la visita a Roma di Xi Jinping. La firma del Memorandum non dovrebbe essere in dubbio, ma nel governo c’è ancora da approfondire la questione perché non tutte le anime dell’esecutivo sembrano sulla stessa lunghezza d’onda.

 

risiko, cina

Di Maio replica a Salvini: "Sì al Memorandum, ma no al 5G nelle mani della Cina"

Una nota per precisare che gli accordi con la Cina non prevedono nessuna intesa per il 5G, ma probabilmente scritta per non lasciare che Matteo Salvini possa intestarsi la battaglia sulla sicurezza delle infrastrutture critiche del Paese. Luigi Di Maio, tramite il Ministero dello Sviluppo Economico, diffonde una nota dopo che l'alleato di governo, dal consiglio federale della Lega, aveva chiesto…

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