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“Bisogna costruire un’idea sulla transizione”. Ha chiesto un fronte comune sindacati-imprese pro estrazioni in Adriatico il segretario generale della Uiltec-Uil, Paolo Pirani, chiudendo il primo marzo a Ravenna i lavori del convegno “Gestire la transizione. Dall’economia fossile alla blue economy”. Il governo, ha attaccato, “sta adottando politiche sbagliate, si mette contro l’industria, contro lo sviluppo del Paese, e mette a rischio posti di lavoro, non solo qui a Ravenna”. L’obiettivo, prosegue, è “un’energia pulita ma sono sbagliati i decreti di chiusura, le tasse”. Occorre invece “investire nel cambiamento energetico, passare dal carbone al gas, puntare su tecnologie nuove come l’idrogeno”. Per il sindacalista più ricerca, più innovazione e più investimenti” assicurano posti di lavoro, ruolo dell’Italia per la continuità energetica e una prospettiva di autosufficienza per abbassare l bolletta”. E protagonista di questo passaggio può essere la Cassa depositi prestiti.

“Venite con noi il 16 marzo in piazza del Popolo a Ravenna”. La città è in prima fila contro la decisione del governo di stoppare le estrazioni, con i lavoratori del settore, “i caschi gialli”, pronti a fare sentire la loro voce, dopo essere già scesi in piazza a Roma. D’altronde a volte “servono i muscoli”, ha ribadito il sindaco Michele de Pascale intervenendo al convegno sulla transizione energetica, organizzato dalla Uiltec-Uil. “Non ci rassegniamo a vedere distrutto un grande patrimonio di questo Paese”.

Al fianco della città c’è la Regione Emilia-Romagna, ha assicurato il consigliere regionale del Partito democratico, Gianni Bessi, che non si spiega la “ricerca di nemici” del governo mettendo in contrapposizione gas naturale ed energie rinnovabili. Anche perché, come emerge dal convegno, il gas sarà importante per almeno altri 20 anni, ma prevale un approccio ideologico.

“Finché ci sarà bisogno di fonti fossili perché non produrle sul territorio nazionale”. Questo il messaggio che lancia al governo il chief refining marketing officer di Eni, Giuseppe Ricci. L’Italia, aggiunge, ha appena redatto la bozza del Piano energia-clima che è in fase di discussione. “È molto sfidante e ci porta al 2030 a raggiungere obiettivi di decarbonizzazione molto importanti”. Eni “dà un contributo fondamentale, da molti anni ha sposato la linea di sviluppo dei biocarburanti. Ha sviluppato una vera e propria politica di economia circolare che ci porta a produrre nuove tecnologie per esempio per valorizzare gli scarti dei rifiuti, “una svolta per un Paese povero di materie prime”.

Il responsabile Energy management Italia di Enel, Alfredo Camponeschi ricorda che l’azienda è “da tempo” impegnata nella transizione energetica, “ha degli indirizzi ben specifici, la decarbonizzazzione attraverso lo sviluppo delle energie rinnovabili, di reti intelligenti e di un modo “consapevole” di consumare energia.

pirani

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