Skip to main content

La finestra di opportunità è quella circostanza in cui una data posizione, anche marginale o eccentrica rispetto ai termini del dibattito corrente, trovi una ragione di diffusione nell’opinione pubblica, grazie a specifici eventi. Le elezioni regionali in Sardegna del 24 febbraio 2019 devono essere state interpretate in questi termini da parte del movimento dei pastori sardi, nel momento in cui esso ha avviato una vera e propria lotta sul territorio contro la costante diminuzione del prezzo del latte praticata dalla grande industria casearia. L’”onda bianca” dei pastori è ormai attiva da inizio febbraio con una serie di proteste, blocchi stradali e interruzioni del traffico di tir sull’Isola e con la minaccia di boicottare il regolare svolgimento delle elezioni nel corso di domenica 24.

Dal punto di vista comunicativo, il gesto che ha dominato l’agenda di questa campagna è stato lo sversamento del latte raccolto dai pastori sulle strade della Sardegna. Piuttosto che conferire il proprio prodotto all’impresa di trasformazione, per un prezzo ritenuto incongruo con i costi del lavoro pastorale, i pastori hanno scelto di gettarlo via. E lo hanno comunicato attraverso azioni e simboli autentici e molto concreti, uscendo dalla logica delle impressioni da social e dalla mutevolezza del discorso politico elettorale.

La dispersione del latte in strada è un atto dal grande impatto metaforico, in grado di suscitare emozioni fonde anche nel pubblico dei social. In termini simbolici, gettare via il latte richiama lo spreco di un alimento primario, il fondamento stesso della vita. Si tratta di un’azione per molti versi luddista, in grado di sabotare l’esito stesso della dura produzione del pastore – più un modello di vita che un semplice impiego – per rivendicare un ruolo sociale, non solo economico di tale attività. È un gesto fortemente ideologico, che recupera un concetto desueto, come l’alienazione marxista: se non è possibile riconoscersi nel frutto del proprio lavoro, in quanto il mercato non fornisce ad esso adeguata remunerazione, si giunge fino a sprecarlo pur di riappropriarsene, estraniandosi completamente dalla logica di mercato.

Così, la protesta simbolica dei pastori sardi ha conquistato l’agenda comunicativa di mass media e politica, dettandone temi, regole e tempi, grazie ad una iniziativa dal basso, coordinata tramite social. Non una novità in termini di azione collettiva, per chi studia le comunità del dissenso in Italia.

Si tratta tuttavia di un impiego caratterizzato da una forza peculiare: quella di compiere gesti che risultano eclatanti anche per il disincanto odierno, e di convogliarli in un lasso temporale concentrato, il momento elettorale regionale – al fine di massimizzare l’esito della protesta. Quali che siano le risposte politiche alle richieste avanzate dal movimento dei pastori, in termini di creazione di una agenda pubblica sul tema, questa protesta ha introdotto innovazioni comunicative rilevanti, perché scalabili e riproducibili anche al di fuori del contesto regionale sardo. Così, anche se dopo le elezioni regionali, la protesta dei pastori terminasse senza l’esito sperato, gli apparati, i riferimenti e i modelli comunicativi messi a punto in questa circostanza, restano a disposizione di altri attori del sistema. Con l’incertezza sulle modalità di declinazione, ad esempio, per le prossime elezioni europee di fine maggio 2019.

Sardegna al voto. La campagna elettorale dominata dai pastori

La finestra di opportunità è quella circostanza in cui una data posizione, anche marginale o eccentrica rispetto ai termini del dibattito corrente, trovi una ragione di diffusione nell’opinione pubblica, grazie a specifici eventi. Le elezioni regionali in Sardegna del 24 febbraio 2019 devono essere state interpretate in questi termini da parte del movimento dei pastori sardi, nel momento in cui…

Phisikk du role - Il partito a cinque stelle

Per come gira la politica in Italia, tra il fragore perentorio delle dichiarazioni al tiggì, sveltamente smentite dal tiggì successivo, e la scia liofilizzata della comunicazione digitale, potrebbe apparire un azzardo affermare che i Cinque Stelle sono ad una svolta. Magari tra due giorni si rismonta tutto e si torna alla forma eterea (da “etere”) da cui sono partiti. Epperò…

Zingaretti alla guida del Pd? Dialogo possibile solo se rompe con il renzismo. La visione di Laforgia

La sinistra che non si riconosce nel Partito democratico prova a riorganizzarsi in vista delle prossime elezioni europee. Dopo i risultati non proprio incoraggianti delle ultime elezioni politiche i partiti della galassia progressista provano ripartire dai fondamentali per presentare un’offerta politica credibile agli elettori chiamati a scegliere come comporre il prossimo Parlamento Europeo. L’organizzazione e parole d’ordine pronunciate dai parlamentari…

Summit vaticano sugli abusi, la Chiesa italiana sta lavorando da anni. Parla l'arcivescovo Ghizzoni

In questi giorni i riflettori di tutto il mondo sono puntati in Vaticano per il summit sugli abusi, eppure lo stesso staff comunicativo del Papa ha messo in guardia dal sovraccaricare di importanza l’incontro. Un importante test per la Chiesa universale, un esempio di governance globale fondato sul dialogo e sul riconoscimento delle differenze, per di più in un contesto di…

putin venezuela russia

Perché per Trump il Venezuela potrebbe essere un punto di non ritorno

La crisi venezuelana sta mettendo in evidenza alcuni aspetti particolarmente interessanti in seno alla politica statunitense. Innanzitutto, è ravvisabile un parziale cambio di rotta della presidenza Trump in riferimento alla politica rivolta all’America Latina. Fino ad oggi, l’attuale presidente americano aveva tendenzialmente ignorato il Sud America, occupandosene al massimo in chiave critica o addirittura difensiva (si pensi solo al muro…

Bruciate tonnellate di aiuti umanitari in Venezuela. Gli Usa aumentano la pressione, e l'Italia?

Morti, feriti, tonnellate cibo e medicine bruciati, avvelenamenti e minacce. La situazione del Venezuela, ancora una volta, è precipitata. Più di 60 militari venezuelani hanno disertato per seguire l’ordine costituzionale. Ma nonostante alcuni militari abbiano deciso di aprire il passo agli aiuti umanitari internazionali nella frontiera con la Colombia, i cosiddetti “colectivos”, gruppi armati di paramilitari all’ordine di Nicolás Maduro –…

trump

Cosa succederà dopo i colloqui Kim-Trump di Hanoi

Alla fine di questo mese di febbraio 2019, i giorni 27 e 28, si terrà ad Hanoi, la capitale del Vietnam, l’incontro tra il leader della Repubblica Democratica di Corea, Kim Jong-Un, e il presidente degli Stati Uniti, Donald J. Trump. Obiettivo primario e dichiarato, da entrambi i capi di Stato, è quello della risoluzione della questione nucleare di Pyongyang…

Cosa c'è dietro la turbolenza tra Erdogan e Al Sisi?

Che cosa punta ad incassare il presidente turco Receyp Tayyip Erdogan in questa nuova turbolenza con il suo omologo egiziano? Davvero in ballo c'è solo la “partita ideologica” relativa alla Fratellanza Musulmana? Le relazioni tra Turchia ed Egitto sono state praticamente inesistenti da quando l'esercito egiziano, guidato da Abdel Fatah Al Sisi, è salito al potere nel 2013, sostituendo Mohammed…

iraq, netanyahu, insediamenti

Israele alle urne: come cambia la mappa politica

I gruppi politici si affrettano a presentare le liste elettorali, cui viene assegnata una lettera o un gruppo di lettere - e quest’anno a quanto pare ci sarà un grande numero di sigle a confondere gli elettori. La prima grande novità è il patto tra Gantz e Lapid: i due leader hanno deciso di presentarsi con una lista comune che…

teheran

Prove di forza. Gli iraniani testano un missile da crociera nello Stretto di Hormuz

L'Iran ha testato con successo un missile da crociera ani-nave durante esercitazioni navali nello Stretto di Hormuz, dove le acque del Golfo Persico si chiudono tra territorio iraniano ed Emirati Arabi prima di formare il golfo dell'Oman. Un'area delicatissima dal punto di vista geopolitico, che è già stata oggetto di tensioni. Gli americani la pattugliano con una presenza militare che…

×

Iscriviti alla newsletter