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In attesa dell’incontro di domani tra la cancelliera Angela Merkel e il presidente Vladimir Putin, che potrebbe chiarire alcuni punti in sospeso nelle questioni i in cui la Russia è coinvolta, la situazione nel Donbass resta ad un alto livello di criticità. Le truppe ucraine della zona, infatti, hanno abbattuto un drone russo che stava effettuando una ricognizione sulle posizioni dell’operazione delle Forze congiunte. “Il 16 agosto, le forze di difesa aerea e i mezzi delle Forze congiunte hanno individuato un veicolo aereo senza pilota delle forze di occupazione russe, che stava effettuando ricognizioni sulle nostre posizioni nell’area di Pervomaisk-Severodonetsk-Svatove”, si legge nella dichiarazione rilasciata dal quartier generale dell’operazione gestita dalle forze armate ucraine. Un velivolo dotato, secondo l’analisi effettuata, di “12 obiettivi per riprese aeree e video panoramici con la possibilità di trasferire le informazioni raccolte a un punto di raccolta in tempo reale”.

E se Putin, parlando al Consiglio di Sicurezza, ha discusso con i membri permanenti degli argomenti che porterà sul tavolo di domani con Merkel, anche la cancelliera ha confermato l’intenzione di aprire al dialogo con Mosca per un futuro che preveda relazioni positive. E tra i temi che i due affronteranno, appunto, molto probabilmente ci sarà anche quello spinoso dell’Ucraina, in cui la Russia continua a stazionare in bilico, in barba agli accordi di Minsk.

DA DOVE VIENE IL DRONE

Alcune componenti del drone abbattuto nel Donbass, in particolare il sistema optoelettronica, sarebbero stati fabbricati da una società russa, soggetta alle sanzioni statunitensi e operante in collaborazione con lo stabilimento di produzione Orlan. Un elemento che, secondo le fonti ucraine, dimostra effettivamente il coinvolgimento di Mosca nella fornitura di armi nel Donbass contro l’esercito ucraino. I sono prezzi esorbitanti: si aggirano intorno ai 100 mila dollari per solo una delle telecamera presenti sul velivolo. “Così, la Federazione Russa continua a cercare nuove forme e metodi per sfruttare armi moderne e hardware militare in condizioni di combattimento reali sul territorio ucraino e, al tempo stesso, svolge attività di ricerca sulla valutazione delle capacita’ effettive del proprio hardware militare utilizzando i territori occupati dell’Ucraina come campo di tiro”, ha riferito sempre in una nota il quartier generale dell’Operazione.

SEGUIRE GLI ACCORDI DI MINSK

Ieri Heather Nauert, portavoce del dipartimento di Stato degli Usa, aveva ancora una volta ribadito, dopo anche l’ultimo intervento su Twitter del rappresentante speciale Kurt Volker, la necessità che la Russia segua gli accordi stipulati a Minsk, ritirando le sue truppe dall’Ucraina. “Gli operatori della missione di monitoraggio (Smm) dell’Osce hanno avvistato quattro nuovi sistemi di guerra elettronica russa nell’Ucraina orientale: sono ulteriori prove che l’esercito russo sta orchestrando il conflitto nel Donbass, La Russia deve attuare pienamente gli accordi di Minsk e ritirare le sue forze dall’Ucraina”, ha asserito Nauert.

Sempre Volker, d’altronde, durante un’intervista televisiva, aveva specificato la sua posizione.
“Vediamo che la pressione esercitata rafforza la nostra posizione negoziale. Se acconsentono ad attuare gli accordi di Minsk, potrebbe essere discussa l’abolizione delle sanzioni. Altrimenti, queste saranno solo rafforzate”. Chiarendo, poi, la sua fiducia nelle restrizioni imposte a Mosca: “Non hanno ancora cambiato la politica fondamentale della Russia verso la Crimea o il Donbass, ma so che creano pressione e la parte russa vuole rimuovere in qualche modo queste sanzioni”, ha continuato Volker.

I DATI DELL’OSCE

La scorsa settimana proprio l’dmm dell’Osce aveva presentato dei dati riferito al periodo tra il 30 luglio e il 5 agosto di quest’anno, che mostravano l’aumento del 63% delle violazioni del cessate il fuoco nell’area orientale dell’Ucraina. Tutta l’area orientale del Paese attraversa una situazione di profonda instabilità. “La scorsa settimana, la missione speciale di monitoraggio dell’Osce ha registrato un aumento del 63 per cento del numero di violazioni del cessate il fuoco, in tutto oltre 6.500 violazioni del cessate il fuoco sono state registrate dall’Osce Smm”, ha affermato Alexander Hug, vice capo della missione Osce. La missione, secondo Hug, avrebbe dunque registrato un aumento di quattro volte il numero di violazioni, legate in particolare all’utilizzo di armi che sarebbero già dovute essere ritirate dal Donbass.

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