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Quando era stato annunciato da Donald Trump lo scorso fine novembre, qualcuno lo metteva al pari del programma Apollo. L’obiettivo di Genesis Mission è d’altronde tra i più ambiziosi: utilizzare l’intelligenza artificiale per le scoperte scientifiche. La ricerca, nota per le sue tempistiche lunghe, verrebbe ridotta a una questione di attimi grazie agli agenti di IA che possono verificare le ipotesi e automatizzare le fasi di lavoro. Una vera e propria rivoluzione per dei settori strategici come la fusione nucleare, l’esplorazione spaziale, la scienza quantistica, la biotecnologia, l’energia, la sicurezza e via dicendo. Centrare l’obiettivo garantirebbe all’America un vantaggio tecnologico quasi incolmabile.

A distanza di cinque mesi dal lancio dell’iniziativa, l’amministrazione Trump intende già fissare alcune date cardine. Entro il 2028 la Casa Bianca vorrebbe ottenere un computer quantistico, mentre entro la fine del decennio le centrali elettriche a fusione. Tutto questo dovrebbe creare 100.000 posti di lavoro per scienziati e ingegneri. L’impulso è notevole.

Naturalmente tutto questo è possibile con l’aiuto dell’industria. Il governo mette a disposizione i dati, ma poi hardware e software è competenza delle Big Tech. Tra le aziende che hanno sottoscritto accordi figurano Oracle (che fornirà assistenza nella costruzione di sistemi di calcolo), Nvidia (che collaborerà per dare piattaforme di calcolo accelerato e modelli di IA per le simulazioni scientifiche), Microsoft e Google (per le infrastrutture cloud e altri strumenti), Palantir (per l’integrazione e l’analisi dei dati), Anthropic (che oltre a Claude metterà a disposizione competenze tecniche).

Rimane però sempre lo stesso ostacolo, è quello della formazione. L’innovazione deve andare di pari passo con le competenze umane, altrimenti si tratta di un successo a metà. “L’ostacolo dell’adozione della tecnologia non è la tecnologia stessa, ma le persone”, afferma Michael Dell, amministratore delegato dell’omonima azienda.

Un aiuto dovrà ovviamente arrivare anche dalla politica. E dovrebbe arrivare. Il progetto rientra nel piano di deregolamentazione dell’amministrazione repubblicana per dare un impulso allo sviluppo tecnologico. A Capitol Hill sembra esserci una iniziativa bipartisan per riautorizzare la National Quantum Initiative per acconsentire 85 milioni di dollari all’anno per il prossimo quinquennio. La Genesis Mission “durerà un decennio e dobbiamo portarla a termine”, assicura il sottosegretario all’Energia Darío Gil. “Affinché sia duratura, avremo bisogno che anche il Congresso svolga un ruolo chiave in questa equazione”.

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L’amministrazione repubblicana l’aveva lanciato lo scorso fine novembre per sfruttare l’intelligenza artificiale anche nella ricerca scientifica, così da ridurre i tempi e rendere l’America leader tecnologica indiscussa. A distanza di cinque mesi, la Casa Bianca fissa alcune date cardine per centrare l’obiettivo: dal supercomputing alle industrie elettriche a fusione

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