William McKinley, il venticinquesimo presidente degli Stati Uniti, è tra le persone che hanno ispirato Donald Trump. Il parallelo tra i due presidenti repubblicani è affascinante ma mentre il primo, dopo anni di protezionismo, finì per riconoscerne i limiti e i pericoli, il secondo sembra celebrare proprio quegli aspetti che il predecessore aveva ripudiato. Una lezione che, proprio in queste ore di trattative con l’Ue, occorrerebbe ricordare. L’analisi di Lorenzo Castellani, professore di Storia delle istituzioni politiche presso la Luiss Guido Carli
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La cintura della regolamentazione digitale in Ue è diventata troppo stretta. Il commento di da Empoli
Con circa 100 tra direttive e regolamenti in ambito digitale vigilate da oltre 270 regolatori il quadro dell’acquis comunitario in ambito digitale è quantomai complesso. Problema accentuato dal fatto che una parte importante di questo effluvio legislativo è ancora in via di attuazione e nessuno davvero sa quanto sarà stretta alla fine la cintura regolatoria. È infatti l’interoperabilità regolamentare una delle parole chiave dello studio presentato nei giorni scorsi in Parlamento europeo a Bruxelles da PromethEUs, network di think tank dell’Europa meridionale, coordinati dall’Istituto per la Competitività (I-Com). La lettura di da Empoli, presidente di I-Com
Dal risparmio al rischio zero, così l’Italia ha smesso di credere in se stessa
Ormai le logiche dei mercati finanziari prevalgono sulla creazione del valore aggiunto e, generalmente, si è portati a investire in questo senso. Ma è aprendo nuove imprese che si sviluppano maggiori servizi, che possono incrementare il livello della concorrenza stimolando una crescita dell’innovazione e alimentando l’export. Certo, anche la finanza ha un ruolo importante per la crescita del Paese, ma questo ruolo lo gioca quando c’è una correlazione diretta con il tessuto produttivo e imprenditoriale. L’analisi di Stefano Monti
Pace e IA, le sfide più urgenti per Leone XIV spiegate da Zamagni
L’intelligenza artificiale insieme alle tecnologie del digitale, la presa d’atto della fine del modello di cristianità che conosciamo e la pace disarmata e disarmante sono le sfide più urgenti che il pontefice sarà chiamato a raccogliere e, verosimilmente, a vincere. L’analisi di Stefano Zamagni, già presidente della Pontificia accademia delle Scienze sociali e professore di Economia politica presso l’Università di Bologna
Visione di fede. Vi racconto Gjon Kolndrekaj, il regista del sacro
La Chiesa Cattolica ha sempre dimostrato di adeguarsi ai continui cambiamenti della società per intrattenere nuove forme di dialogo con il prossimo. Per questo, l’efficacia della rappresentazione cinematografica dell’opera di Gjon Kolndrekaj sta nel rendere il catechismo parola viva e vibrante, affidata a testimonianze commoventi, rappresentazioni emozionanti e scenari mozzafiato. Una realizzazione artistica unica, chiara ed esauriente per gli uomini del nostro tempo
Così Golfo e Brics cavalcano insieme un'epoca di crisi della civiltà
La crescente convergenza tra Ccg e Brics non è soltanto questione di interessi strategici: è una necessità di civiltà. Le popolazioni più vaste e i cittadini più giovani del pianeta vivono oggi tra Asia e Africa. È lì che si negozierà il futuro
Ordini commerciali, programmi militari e spazio. Un bilancio da Le Bourget
Il salone di Le Bourget ha confermato l’accelerazione globale del comparto aerospaziale, tra nuove esigenze operative, trasformazione tecnologica e ridefinizione dei rapporti industriali. L’Italia ha giocato un ruolo di primo piano, con una presenza qualificata e progetti strategici ad ampio respiro. Dalla rivoluzione dei droni all’evoluzione dell’Air Power, passando per il rilancio dello spazio e le tensioni tra cooperazione europea e visioni nazionali divergenti. L’analisi di Fabrizio Braghini
I valori Usa tra indipendenza, relazioni transatlantiche e Ucraina. Parla Sendak (Cepa)
“La sicurezza dell’Ucraina si traduce nella sicurezza dell’Europa, queste due cose vanno di pari passo. È di fondamentale importanza capire che qualsiasi cosa che venga percepita come una vittoria per la Russia, darebbe al presidente Putin e al suo team il potere di raggiungere altri obiettivi”. Il commento di Catherine Sendak, direttrice del Transatlantic defense and security program del Center for European Policy Analysis
Di fronte alla debolezza europea, l'Italia può tenere stretta l'America. Parla Orsina
“Se davvero gli Usa si disimpegnano e l’Europa continua a dichiarare l’importanza strategica del sostegno all’Ucraina, l’Italia dovrebbe attivare tutti i suoi canali diplomatici e politici interni all’amministrazione americana per evitare quello che sarebbe uno strappo transatlantico molto pericoloso”. Conversazione con Giovanni Orsina sul ruolo di Ue e Italia nella guerra russa contro Kyiv, ma non solo. Bruxelles continua a stare ai margini, e questo prima o poi si paga
Xi non vuole che Putin perda? Il segreto di Pulcinella
Durante un incontro con l’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas, il ministro cinese Wang Yi avrebbe dichiarato che Pechino non può permettere una sconfitta russa in Ucraina. Il motivo? Evitare che Washington si concentri completamente sul contenimento della Cina in Asia. Una posizione che conferma i sospetti europei