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Sente il fiato sul collo. Con sei avversari, più o meno agguerriti, il gioco si fa duro. E’ quasi certo che sarà costretto al ballottaggio, dove tutto può succedere.

Perciò Luigi de Magistris ha deciso per un coup de théâtre, un durissimo attacco al presidente del consiglio Matteo Renzi, reo di volere venire a Napoli per tentare un passo avanti sulla questione di Bagnoli, cioè la riqualificazione dell’ex area Italsider. Su questa faccenda i due si erano già bisticciati: Renzi dà la colpa al Comune se nulla è stato fatto, de Magistris accusa invece l’inerzia del governo. In ogni caso il muro-contro-muro non giova a Bagnoli, che così continua bellamente nella sua agonia. Su iniziativa del governo è stata costituita una Cabina di regia e il presidente del consiglio vuole nominare un commissario che prenda le redini della situazione. Il Comune ha rifiutato di partecipare alla Cabina e non vuole il commissario. Picche e ripicche d’ordinaria amministrazione (anche in considerazione dei caratteri di Renzi e de Magistris) se non vi fosse di mezzo la campagna elettorale e così il sindaco uscente che spera di rientrare in Comune si catapulta sotto i riflettori annunciando: “Se Renzi pensa di venire a Napoli per riannodare un dialogo istituzionale nel rispetto della Costituzione noi saremo molto felici di accoglierlo, se invece pensa di espropriare la città, di mortificare la dignità di un popolo e di realizzare scempi, allora è bene che sappia che sarà con fermezza e risolutezza respinto”.

Per ora nell’agenda di Renzi quella visita a Napoli il 6 aprile è confermata. Se ne vedranno delle belle alla vigilia delle urne?

Il comitato elettorale di de Magistris s’è scatenato, cogliendo l’occasione d’oro per dare fuoco alle polveri: “Il premier non pensi di mettere le mani sulla città”, ovvero un appello ai napoletani per difendere la loro indipendenza, con l’ex-sindaco a fare da condottiero. C’è da aggiungere che Renzi, il quale da segretario Pd appoggia ovviamente il candidato sindaco del suo partito contro de Magistris, non porge l’altra guancia: “Nonostante il tempo che ci ha fatto perdere il Comune, abbiamo vinto al Tar contro l’amministrazione de Magistris e adesso possiamo finalmente partire: sarò personalmente a Napoli in Prefettura il 6 aprile e deve essere chiaro che noi andremo avanti comunque, con o senza il Comune. Perché quella è un’autentica vergogna nazionale”.

Il messaggio agli elettori è chiaro. Sarà meglio mandare a casa de Magistris, che 5 anni fa vinse a sorpresa il ballottaggio con un punteggio plebiscitario: 65,3% contro il 34,6% del candidato di centrodestra, Gianni Lettieri. De Magistris (appoggiato da Idv, Prc, Pdci, Partito del Sud e dalla lista civica Napoli è tua) strappò il Comune al Pd (sindaco uscente era Rosa Russo Iervolino). Il candidato di centrosinistra, Mario Morcone, arrivò appena al 19% e non riuscì ad andare al ballottaggio.

Renzi ha scelto questa volta come sfidante Valeria Valente, della corrente di Matteo Orfini, ma il Pd è in sofferenza e si sta leccando le ferite dopo le polemiche sulle primarie e sulla sconfitta di Antonio Bassolino.

Non va meglio al centrodestra, Forza Italia non ha trovato di meglio che riproporre Gianni Lettieri, scelta da cui si è sfilata Giorgia Meloni che ha deciso di presentare una propria lista (col simbolo di Fratelli d’Italia) e col candidato-sindaco Marcello Taglialatela. Con Lettieri si sono schierati Italia Unica di Corrado Passera, Noi con Salvini, Rivoluzione Cristiana di Rotondi, il Nuovo Psi di Stefano Caldoro e il movimento Idea di Gaetano Quagliariello.

Più che outsider appare il candidato 5stelle, Matteo Brambilla, che però, come dice il cognome, non è di origini napoletane e questo potrebbe nuocergli. Inoltre deve davvero cimentarsi in una specie di miracolo: alle elezioni del 2011 i grillini proposero Roberto Fico che non andò oltre l’1,8%. Infine due civici: Enzo Rivellini, a capo di una lista dal nome ambizioso e composta soprattutto da ex-An, Napoli Capitale, e Luigi Mercogliano, che si appella alle mamme ed è un seguace di Mario Adinolfi (lavora nel giornale di Adinolfi, La Croce) il quale dopo il Family day ha messo in campo il movimento «Popolo della famiglia», che fa la sua prima uscita elettorale proprio a Napoli.

Il favorito è de Magistris, che ha perso l’appoggio di quanto rimane dell’Idv: il grande elettore del sindaco fu Antonio Di Pietro. Eclissatosi lui l’Idv in queste elezioni appoggia la candidata pidiessina. Ma de Magistris non s’è perso d’animo e ha organizzato 13 liste di supporto. La principale è “Dema”, braccio elettorale della sua associazione “Napoli bene comune”. Qui si ritrovano il suo cerchio magico, i consiglieri comunali più vicini a lui e destinati, in caso di vittoria, ad essere riconfermati, il suo comitato elettorale. Sono insomma le truppe di sfondamento. Poi c’è la sinistra, impegnata anche in una prova di alleanza nazionale, infatti il movimento Possibile di Pippo Civati si ritrova insieme a Sel, Rifondazione comunista e Comunisti italiani. Tutti aggrappati a de Magistris. Insieme ad alcune recenti acquisizioni, come quella di Gabriele Mundo, proveniente dai socialdemocratici, passato al Pdl, nel 2011 fu eletto in consiglio comunale con il centrodestra, poi ha formato un suo gruppo, Iniziativa Riformista, che ora appoggia de Magistris, tanto che era al suo fianco alla presentazione del comitato elettorale, a capo del quale de Magistris ha messo suo fratello, Claudio.

“La nostra ambizione — ha esordito il sindaco — è realizzare una politica che renda la città sempre più internazionale, ricca di giovani, una città che sappia accogliere e in cui si avverte sempre di più il senso del cambiamento nonostante le campagne mediatiche”. Poi le critiche agli avversari, a cominciare dai 5stelle: “Si poteva avere il coraggio di correre insieme invece hanno deciso di candidare il brianzolo Brambilla, eppure Napoli è l’unica roccaforte contro le politiche renziane. Ma noi non espelliamo quando c’è dissenso”. E su Valente dice: “Mi chiedo perché non si ha il coraggio di dire che quelle primarie sono state una schifezza”. Lei ribatte: “De Magistris attacca gli avversari per nascondere i suoi fallimenti. Un sindaco che si ripresenta dopo cinque anni dovrebbe presentare ai cittadini i risultati raggiunti. Purtroppo Napoli paga il prezzo dell’inconsistenza amministrativa di un’esperienza di governo che ha raggiunto pochissimi risultati”. A sostenere le sorti di Valente sono Idv, Scelta Civica, Repubblicani democratici, Centro Democratico, Psi. Più le imprescindibili liste civiche. Chi vincerà? Ma lo storico Fernand Braudel scrisse: “Nessuno è mai riuscito a governare Napoli”.

(Pubblicato su Italia Oggi, quotidiano diretto da Pierluigi Magnaschi)

Tutte le ultime scaramucce tra Renzi e de Magistris

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