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Le investigazioni a danno di Zhang Youxia, vicepresidente della Cmc, generale di più alto grado della Rpc e secondo in comando dopo Xi, e di Liu Zhenli, capo del Dipartimento di Stato Maggiore Congiunto, hanno segnato l’escalation della campagna anticorruzione condotta da Xi Jinping contro i vertici militari. Dal 2023 le indagini hanno raggiunto i livelli più alti della gerarchia militare. Tra il 2023 e il 2025 almeno 43 ufficiali del Pla sono stati rimossi, inclusi i membri della Cmc Li Shangfu, Miao Hua ed He Weidong.

Le giustificazioni anticorruttive e la natura opaca dei processi hanno alimentato speculazioni circa le reali ragioni delle epurazioni. Tra queste, una dinamica analizzata riguarda le pratiche corruttive e clientelari sviluppatesi nel sistema di approvvigionamento tra ufficiali del Pla e dirigenti del complesso militare-industriale.

Tra modernizzazione e controllo politico

La relazione tra Pla e l’industria della difesa cinese è centrale per gli obiettivi di modernizzazione delle forze armate. Pechino punta a raggiungere tappe intermedie entro il 2027, centenario del Pla, e il 2035, con l’obiettivo finale di trasformare l’esercito cinese in una forza armata di livello globale entro il 2049. Il programma include l’operativizzazione di sistemi d’arma basati su tecnologie di frontiera di origine nazionale, in linea con gli obiettivi nazionali di autosufficienza tecnologica e innovazione autonoma, resi ancora più urgenti dalle restrizioni tecnologiche imposte dagli Usa e dagli alleati.

Sin dalla decade scorsa, tuttavia, tale processo ha incontrato ostacoli significativi. Il tessuto militare-industriale cinese è dominato da grandi conglomerati statali con incentivi limitati all’innovazione e una forte capacità di pressione politica a tutela dei propri interessi corporativi. Ciò ha indebolito la capacità negoziale del Pla verso i fornitori, con il rischio che gli interessi industriali prevalgano sulle esigenze dottrinali e operative delle forze armate.

Le restrizioni tecnologiche hanno aggravato l’arretratezza del sistema di innovazione nazionale su prodotti high-tech con potenzialità dual-use. Per eludere tali problematiche sono state promosse due riforme istituzionali.

La prima è la strategia di fusione militare-civile (Mcf), elevata a strategia nazionale nel 2015. L’integrazione di imprese civili nel tessuto industriale militare cinese mirava ad aumentare la concorrenza e la produttività, favorire il trasferimento di tecnologia estera di frontiera e dual-use in settori quali IA, tecnologie quantistiche, aerospazio e cyberspazio, e ridurre il potere corporativo dei conglomerati statali della difesa. La gestione della Mcf è passata alla Central Military-Civil Fusion Development Commission, guidata da Xi e subordinata al Comitato Permanente del Politburo.

La seconda riforma riguarda il sistema di approvvigionamento del Pla, centralizzato nell’Equipment Development Department (Edd) della Cmc per garantire il controllo completo dall’R&S alle acquisizioni, integrando fornitori privati e statali e allineando le acquisizioni alle esigenze dottrinali del Pla.

La partecipazione privata è stata incentivata mediante maggiore trasparenza nei meccanismi di gara, l’avvio di un quadro integrato di normative e standard tecnici ancora incompleto e la creazione di “aree di dimostrazione industriale” sostenute da incentivi statali.

Nonostante i risultati positivi nel trasferimento tecnologico tramite joint venture con attori esteri, le recenti indagini dimostrano che molte distorsioni strutturali del sistema non siano state risolte. Dal 2023 numerose inchieste hanno coinvolto sia ufficiali del Pla responsabili della gestione del procurement sia dirigenti dei conglomerati statali. Due comandanti della Pla Rocket Force sono stati rimossi, insieme a diversi ufficiali della catena di comando e dirigenti dei conglomerati statali coinvolti nel sistema di approvvigionamento.

Sempre nel 2023, è stata annunciata l’epurazione di Li Shangfu, nominato da pochi mesi ministro della Difesa, presumibilmente per pratiche corruttive risalenti al suo mandato alla guida dell’Edd. Nel 2024 la campagna anticorruzione si è estesa ai vertici dell’industria della difesa. Almeno 26 dirigenti o ex-dirigenti di società fornitrici statali di armamenti sono stati indagati o rimossi dal proprio incarico nel 2024, mentre il numero di Ceo di grandi imprese statali posti sotto inchiesta è raddoppiato rispetto all’anno precedente.

Il caso di Li Shangfu è strettamente legato a Zhang Youxia, primo direttore dell’Edd, il quale avrebbe favorito l’ascesa di Li come suo successore. Tale dinamica suggerisce la pervasività delle istanze di collusione tra Pla e il complesso militare-industriale e fornisce una spiegazione ulteriore per l’attacco alla fazione costituita dai protetti di Zhang nel corso dell’attuale campagna anticorruzione.

Le indagini hanno poi raggiunto anche la governance della Mcf.  Nel 2025 Jin Zhuanglong, ex-vicedirettore della Central Military-Civil Fusion Development Commission e figura di lungo corso nel settore aerospaziale cinese, è stato rimosso dal proprio incarico alla guida del Ministry of Industry and Information Technology, apparato statale coinvolto nell’implementazione della Mcf.

L’architettura delle epurazioni

La distribuzione delle epurazioni suggerisce il fallimento parziale delle riforme e il persistere di problemi sistemici tra Pla e il complesso militare-industriale. Tali circostanze ostacolano l’implementazione della Mcf e, di conseguenza, la modernizzazione militare. I limitati progressi in termini di produttività del complesso militare-industriale e la partecipazione ridotta di imprese private alle filiere della difesa sono indicatori chiave delle carenze della strategia.

Nel breve termine, tali dinamiche si sommano all’epurazione di figure apicali nella gerarchia militare, compromettendo la possibilità di migliorare la prontezza operativa del Pla entro il 2027.

Inoltre, il crescente scrutinio degli Usa e degli alleati sulla Mcf e sulle pratiche di trasferimento tecnologico, unitamente al rallentamento della crescita economica cinese, rischia di aggravare le inefficienze del sistema di approvvigionamento del Pla, complicando gli sforzi per portare il Pla al livello tecnologico delle principali potenze militari globali entro il 2049.

L’impatto delle recenti purghe sulla modernizzazione militare cinese

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In Cina, la campagna anticorruzione in atto suggerisce il fallimento delle riforme al sistema di approvvigionamento. Il persistere di dinamiche collusive e corruttive tra Pla e complesso militare-industriale rischia di compromettere gli sforzi per la modernizzazione militare e l’autosufficienza tecnologica

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