Lo studio “Le neuroscienze dietro la scrittura: scrittura a mano contro digitazione”, pubblicato di recente sulla rivista Life, rilancia il valore della scrittura manuale rispetto a quella prodotta attraverso una tastiera, con prove neuroscientifiche che ne attestano l’impatto benefico sul cervello
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Mentre Meloni alza il livello, l’opposizione cambia canale. Il commento di Polillo
Di fronte ad un’intervento molto articolato di Meloni in aula gli scorsi giorni, l’opposizione ha preferito buttare la palla in tribuna. Ha utilizzato le armi di una polemica spuntata, con riferimenti ai costi sociali che le eventuali maggiori spese per la sicurezza comporteranno. Ma sfuggendo fin dall’inizio ad un dilemma che non è solo del governo, ma dell’intera Nazione e della stessa Europa. Il commento di Gianfranco Polillo
Con Trump torna la metafora del padre severo. Cosa significa secondo Carone
È bastato un soprannome (“daddy”) per riattivare una metafora potente, che Trump ha cavalcato fin dal principio: quella del padre severo, figura centrale nel suo lessico politico e nella sua strategia comunicativa. Solo che oggi quella metafora non basta più. E il contesto è radicalmente cambiato. L’opinione di Martina Carone
È davvero il momento di un euro globale? Risponde Zecchini
L’importanza del dollaro sulla scena mondiale probabilmente risentirà negativamente dell’avventurismo delle politiche del presidente americano, ma l’erosione del suo ruolo non conduce a una futura preminenza dell’euro. Gli equilibri geopolitici e quelli economici sono però cambiati. I membri dell’Unione monetaria dovranno quindi agire rapidamente ed efficacemente per difendere la posizione raggiunta dall’euro, e questo risultato è già tanto. Il commento di Salvatore Zecchini, economista Ocse
Il sorriso di La Russa, la stanchezza di Crosetto, il saluto di Salvini. Queste le avete viste?
Una settimana ricca di appuntamenti, in Italia ma non solo. Le comunicazioni di Meloni alla Camera hanno visto un Crosetto un po’ stanco, mentre La Russa sorrideva alla Festa delle istituzioni di Formiche. E poi chi salutava il ministro dei Trasporti durante il Question time? Ecco le foto politiche degli ultimi sette giorni
Tra Iran e Usa, il Sudafrica sceglie il pragmatismo
Il Sudafrica mantiene una posizione ambigua tra cooperazione con l’Iran e necessità di non rompere con gli Stati Uniti, a cui è legato economicamente. Mentre sostiene Teheran in ambito Brics e nucleare civile, Pretoria adotta toni moderati sull’intervento americano per non compromettere i rapporti con Washington, in vista di cruciali scadenze commerciali. Bruxelles intanto rafforza la presenza, temendo una deriva sudafricana verso il blocco anti-occidentale
Spie nelle basi Nato in Grecia. Quarto arresto in un mese e mezzo
Cinquemila foto della base Nato a Souda Bay: con questa accusa è stato arrestato un 26enne azero a Creta. La Grecia torna centrale nella concentrazione di attenzione straniere, con le intelligence esterne impegnate nella destabilizzazione delle strutture atlantiste. A Cipro, pochi giorni fa, sventato un attacco di matrice iraniana
Litigi in casa per i socialdemocratici tedeschi. E la colpa è di Mosca
Un manifesto interno e una leadership in bilico. A Berlino la Spd si scopre spaccata tra il riarmo voluto da Klingbeil e il ritorno alla distensione invocato dai nostalgici della diplomazia brandtiana
Le voci della Festa delle istituzioni di Formiche. Tutte le interviste
https://www.youtube.com/watch?v=oQouqB9TYNI&t=1s Si è tenuta il 25 giugno la Festa delle istituzioni organizzata da Formiche alla Terrazza Caffarelli. A d aprire la serata i saluti del padrone di casa, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, seguito da cinque ministri del governo italiano. Elisabetta Alberti Casellati (Riforme), Eugenia Maria Roccella (Famiglia), Daniela Santanché (Turismo) Luca Ciriani (Rapporti con il Parlamento) e Gilberto Pichetto Fratin (Ambiente). Tutti intervenuti e moderati nel corso della serata…
Iran, la propaganda e l'attesa degli inevitabili contraccolpi per gli ayatollah. L'analisi di D'Anna
Fra le macerie dell’Iran, mistificazioni e proclami non potranno occultare agli occhi della popolazione la catastrofe nella quale gli ayatollah hanno trascinato il Paese. Eppure è quello che sta facendo il regime islamico, con un fanatismo ostinato e minaccioso che allarma l’occidente. L’analisi di Gianfranco D’Anna