Skip to main content

Sabato 31 gennaio, il settimanale Milano Finanza dedicava la copertina ad una domanda: Sarà vera ripresa? Nel corpo della rivista, venivano sottolineati alcuni punti di forza (il cambio dell’euro con il dollaro, i bassi tassi d’interesse ed i corsi del petrolio). Al tempo stesso, gli economisti nell’intervista esprimevano dubbi e perplessità di varia natura. Tutti gufi anche nel giorno dell’elezione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella?

Cerchiamo di esaminare i dati con un minimo di strumentazione analitica. Iniziamo dalla “creazione” di 100.000 posti di lavoro nell’arco di un mese. Anche se tecnicamente ‘a riposo’, ho la fortuna di interagire con numerosi giovani (da studenti ed ex-studenti ora direttori generali del Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali). In gran misura non si tratta di ‘posti’ collegati a nuove attività produttive, ma di conversione di contratti da varie forme di collaborazione a rapporti di lavoro ‘a tutele crescenti’.

Un’ottima cosa per gli individui coinvolti ma poco più di un barlume di ripresa. La determinante principale è che grazie alle scelte dolorose fatte nel 2012 (con il Salva Italia) ci sia ancora molto da fare per rimettere in sesto l’economia del Paese: il tasso di disoccupazione è ancora oltre il 13% della forza lavoro (poco più del doppio di quello del 2008) ed il tasso di disoccupazione giovanile l’orrendo 40% della fascia d’età. Il vero e proprio labirinto che è diventata la ‘garanzia giovani’ e la mancanza di riforme strutturali dell’economia (da quella, piaccia o non piaccia, che porta il nome di Elsa Fornero) minaccia che i barlumi possano presto spegnersi.

Secondo l’Istat, nel 2015 alla crescita del Pil (che raggiungerebbe l’1%) contribuirebbe in misura rilevante la domanda interna al netto delle scorte (+0,9 punti percentuali) mentre il contributo della domanda estera netta (+0,1 punti percentuali) risulterebbe più contenuto che nel recente passato. Il contributo delle scorte risulterebbe nullo in entrambi gli anni.

Nel 2015 si prevede un ulteriore miglioramento con una crescita dei consumi delle famiglie pari allo 0,5%. La crescita della spesa delle famiglie è prevista raggiungere l’1% nel 2016. Il Crédit-Suisse ha pubblicato meno ottimistiche: si superebbe il capo della recessione ma la crescita resterebbe ad un pallido 0,5%. Se si prende la media dei 20 istituti, tutti privati nessuno italiano, che fanno parte del ‘gruppo del consensus’ si sarebbero sullo 0,7% sempre uno ‘zero virgola’ che può tornare negativo al minimo fruscio internazionale.

Il Crédit Suisse (e numerosi istituti del ‘gruppo del consensus’) sottolineano che mentre ci si attarda su un programma di riforme istituzionali (che numerosi stranieri, ed anche non pochi italiani, hanno difficoltà a comprendere) “urge ancora una deregulation di determinati settori e professioni per migliorare la competitività dell’Italia. Quindi prevediamo anche che le prospettive di crescita dell’Italia nel 2015 saranno meno brillanti rispetto ad altre importanti economie dell’Eurozona” (qui il testo integrale).

Quindi non si tratta unicamente di saper giocare bene il tris (cambio, tassi, petrolio) ma di dare vita a quel processo di riforme strutturali che sembrano interessare limitatamente Palazzo Chigi (assorbito dalle riforme istituzionali) e via Venti Settembre, i cui compiti sembrano limitati all’Ecofin, nel timore sempre presente di rimbrotti dall’Unione Europea.

Attenzione non c’è unicamente il tris. Il contesto internazionale (il declino della crescita Usa e di quella dell’Asia) non è favorevole. E quello dell’eurozona ancora meno. Il 31 gennaio il New York Times ha pubblicato una lunga inchiesta tra economisti americani ed europei: il bazooka della Bce (60 miliardi al mese di ‘misure monetarie non convenzionali’) minaccia di essere, se non proprio scarico, un moschetto della Grande Guerra ‘se i Governi non fanno la loro parte per migliore crescita di attività economiche e di produttività”.

Perché è sbagliato festeggiare troppo per i primi barlumi di crescita

Sabato 31 gennaio, il settimanale Milano Finanza dedicava la copertina ad una domanda: Sarà vera ripresa? Nel corpo della rivista, venivano sottolineati alcuni punti di forza (il cambio dell’euro con il dollaro, i bassi tassi d’interesse ed i corsi del petrolio). Al tempo stesso, gli economisti nell'intervista esprimevano dubbi e perplessità di varia natura. Tutti gufi anche nel giorno dell’elezione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella?…

Finmeccanica, chi assiste i cinesi di Insigma per Ansaldo (codici alla mano)

Prosegue tra i giapponesi di Hitachi e i cinesi di Insigma la partita che ha in ballo due aziende del gruppo Finmeccanica. Se i giapponesi ora sono considerati favoriti, specie per rilevare Ansaldo Breda, il colosso cinese non demorde e ha ingaggiato uno studio legale di prim'ordine. CINA VS GIAPPONE, MA A SPALLEGGIARE LA PRIMA ORA C'è DLA PIPER Insigma…

Banco Popolare, Ubi e Bper. Ecco come il mondo cattolico discute del decreto Renzi sulle banche popolari

Il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, l’ha detto stizzito: la riforma delle banche popolari “non pare ispirata da una più equa distribuzione della ricchezza”. Non è andata giù, la misura varata dall’esecutivo Renzi, pure lui cattolico d’estrazione Dc (seppur quando ormai questa era al crepuscolo). BAZOLI DICE SI'  Con qualche eccezione, come dimostra il placet dato dal presidente…

Ecco come Banca d'Italia elogia Renzi sulle banche popolari

No a una bad bank di sistema, ok alla riforma Renzi delle Popolari, no a ulteriori rafforzamenti di capitale per le banche. Sono alcune delle posizioni espresse in una intervista a Repubblica dal vicedirettore generale della Banca d’Italia, Fabio Panetta. NO BAD BANK SISTEMICA “Le banche stanno già dismettendo i crediti deteriorati. Se lo fa una banca, non ci sono…

La comunicazione secondo Mattarella

Il nuovo Presidente della Repubblica Mattarella è da tutti descritto come persona molto riservata. In effetti, pur essendo stato Ministro e parlamentare, non sono molte le interviste che ha rilasciato. Sorprende perciò scoprire che in passato abbia rilasciato una dichiarazione proprio su un tema che sembra da lui così distante, ovvero la comunicazione. Merito del sito Media Comunicazione.net che ha…

Mattarella? Presidente ideale per il modello tedesco perseguito da Renzi. Parla Calogero Mannino

Sergio Mattarella è chiamato ad assolvere il compito cruciale di supremo garante della Carta repubblicana, libero da parzialità e ragionamenti partigiani. Ma nel ruolo di presidente della Repubblica porterà con sé il ricco patrimonio di una lunga e intensa militanza politica, che trova le radici nella Democrazia cristiana. Uno speciale legame umano, affettivo e morale emerge in questi giorni tra…

Il Timone cambia timone

Cambio di direzione nel mensile cattolico "Il Timone", fondato nel 1999 dal prof. Gianpaolo Barra. E’ lo stesso Barra ad annunciarlo nell’editoriale di apertura del numero di gennaio della rivista (n. 139), appena uscito, nel quale assicurando di continuare a collaborarvi, ufficializza il passaggio di “testimone” a Riccardo Cascioli, giornalista cattolico di lungo corso, attualmente responsabile dell’agenzia La Nuova Bussola…

Goldman e Aztec Money, ecco su cosa puntano ora le banche d'affari

Société Générale e Goldman Sachs pronte a sostenere la finanza peer-to-peer di Aztec Money. Le due banche sono solo i nomi più altisonanti in un gruppo di istituti del mondo bancario tradizionale che sta discutendo di un programma per finanziare la piattaforma emergente del prestito P2P. Aztec Money si autodefinisce un "mercato per crediti esigibili e fatture che offre liquidità…

Quella DC là ha permesso seconde case a chi non aveva i denti

Sono appena arrivato a San Paolo. No, non nella piccolissima frazione di Rosolini, anche se poi a guardarmi intorno, nei dintorni dell’Aeroporto di Guarulhos a Sao Paolo, sembra di essere proprio nel comune più ragusano di quelli siracusani. Appena esco, finalmente fuori dalle porte scorrevoli spinte più che dagli automatismi dalla cantilena portoghese che è tutto un saliscendere di “s”…

Caro centrodestra, datti una calmata su Mattarella

Il metodo di Renzi è politicamente discutibile e il fatto che la grandissima parte dei suoi interlocutori in questi mesi si sia sentito o si senta gabbato la dice lunga sulle solidarietà che il premier sta bruciando sulla sua strada. Fatta questa premessa, non si può negare la sua vittoria ed il fatto che questa sia basata sulla scelta di un…

×

Iscriviti alla newsletter