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Il mondo di oggi, sempre più fluido e sempre più caratterizzato dalla crudeltà, presenta un problema culturale che diventa strategico: la nostra persistente volontà di pensare in maniera lineare i problemi complessi.

Sembriamo non vedere, infatti, le interrelazioni che caratterizzano sia le sfide sia i contesti territoriali; molto spesso proponiamo analisi e immaginiamo soluzioni ritagliate per una storia che va in direzione contraria alle nostre intenzioni.

Questo limite, a ben guardare, si ritrova nell’assenza di capacità politica e sistemica da parte delle classi dirigenti; è molto più comodo limitarsi ad amministrare il presente senza maturare, nella necessaria attualizzazione delle esperienze storiche, visioni di un futuro che già ci percorre.

Si pone il tema, nel terzo millennio, di re-imparare i segni dei tempi, di recuperare la capacità di guardare dentro le realtà particolari per guardare oltre. E i segni dei tempi ci dicono che abbiamo smarrito la consapevolezza di un’umanità che degenera, ogni giorno attaccata nella sua dignità da fenomeni che non riusciamo a governare perché non riusciamo a comprenderli.

Così facendo, lasciando che tutto proceda senza visioni e senza un minimo di regole condivise, lo spazio globalizzato rischia di diventare sempre più una grande arena di guerra nella quale l’esasperazione della competizione, allo stesso tempo, crea e distrugge quel processo virtuoso che chiamiamo sviluppo.

Propongo, con questa prima riflessione, di aprire un percorso di lavoro partecipato su due fronti: in primo luogo, la necessità di riprendere il tema del pensiero complesso come sguardo aperto, critico e creativo sulle sfide e sui processi globali; in secondo luogo, l’importanza di recuperare una visione di “competizione cooperativa” per guidare il mondo, il più possibile, verso una condizione di libertà, di giustizia e di pace.

La sfida della complessità

Il mondo di oggi, sempre più fluido e sempre più caratterizzato dalla crudeltà, presenta un problema culturale che diventa strategico: la nostra persistente volontà di pensare in maniera lineare i problemi complessi. Sembriamo non vedere, infatti, le interrelazioni che caratterizzano sia le sfide sia i contesti territoriali; molto spesso proponiamo analisi e immaginiamo soluzioni ritagliate per una storia che va…

panella

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Ancora una volta il Knesset, il Parlamento israeliano, è stato sciolto. Dal 1948, quando è stato fondato lo Stato di Israele, nessun governo è riuscito a finire il mandato. Questa volta il Paese andrà a elezioni anticipate il 17 marzo. Secondo il quotidiano Haaretz, l’informazione è stata confermata dal presidente del Parlamento, Yuli Edelstein, dopo una riunione con i capi…

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Sgusciante, scaltro, pragmatico, post ideologico. Matteo Renzi non finisce di stupire chi è sicuro che sia un vero premier di sinistra o, invece, un leader liberista. SINISTRI E DESTRI I sinistri ascoltano con fastidio i modi spicci con cui il segretario del Pd tratta la Cgil e le corporazioni (in primis quelle dei magistrati, per decenni idolatrati dalla sinistra). I…

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