Skip to main content

C’è un conflitto antico e mai sopito di cui si parla sempre (troppo) poco. E’ quello che vede vittima il popolo armeno e protagonista il territorio del Nagorno-Karabakh. La minaccia viene dallo Stato potente (in quanto ricco e ben armato) dell’Azerbaijan. Per evitare nuove guerre, la comunità internazionale si è affidata alla mediazione Osce con la leadership di tre Paesi quali Stati Uniti, Russia e Francia.

Nonostante gli sforzi diplomatici, proprio in questi giorni in cui l’attenzione dei media è tutta concentrata sulle vicende di Gaza, dell’Iraq e dell’Ucraina, si registrano nuovi violenti scontri con già diversi morti. A dare il senso della gravità della situazione ci ha pensato lo stesso presidente azero che via twitter ha annunciato di essere pronto ad invadere la regione armena distruggendone la capitale. Basterebbe questo per rabbrividire ma, siccome oltre al danno c’è spesso anche la beffa, ecco spuntare il ruolo dell’Italia.

Come già raccontato da Formiche.net, il nostro Paese spiccherebbe quale nuovo (e unico) alleato europeo di Baku su questo davvero brutto dossier. Pur avendo chiesto una smentita della Farnesina, nessun rappresentante istituzionale italiano ha ritenuto di dover fare chiarezza ma adesso il gioco si fa ben più pesante ed esiste la prospettiva tragica che le armi prendano il posto dei comunicati stampa. Davvero il Paese che presiede il semestre europeo vuole essere parte di una guerra? Se lo chiede anche il settimanale Panorama. Noi confidiamo ancora che possa venire dal ministro Mogherini una ferma e incontrovertibile smentita.

Quella guerra dimenticata e l'ambiguità italiana

C'è un conflitto antico e mai sopito di cui si parla sempre (troppo) poco. E' quello che vede vittima il popolo armeno e protagonista il territorio del Nagorno-Karabakh. La minaccia viene dallo Stato potente (in quanto ricco e ben armato) dell'Azerbaijan. Per evitare nuove guerre, la comunità internazionale si è affidata alla mediazione Osce con la leadership di tre Paesi…

Il peso delle lobby mediorientali in USA: l'Iraq e il Kurdistan

Nel ricostruire la decisione di Barack Obama, con cui giovedì ha dato il via libera a raid aerei mirati sull'Iraq - di nuovo, a tre anni di distanza dall'abbandono militare del paese - molti hanno letto l'influenza delle lobby irachene e soprattutto curde. Un'azione di pressione che nelle ultime settimane si era intensificata, con l'IS che si consolidava e all'esercito…

Daniela Santanchè

I giochi in Borsa della poliedrica Santanchè mandano in visibilio Pms?

Imprenditore, manager, pubblicitaria, editrice, parlamentare. Tutto si può dire di Daniela Santanchè tranne che non sia eclettica e poliedrica. DANIELA SANTANCHE' SCRUTATA DA UMBERTO PIZZI. LE FOTO Così tra un voto in Parlamento, una riunione a Palazzo Grazioli (che peraltro ora frequenta meno perché, dicono le cronache, non fa tanto più parte del cerchio magico berlusconiano) e una passeggiata con…

Generali, prosegue lo shopping dei cinesi (che però snobbano Tod's)

Per la prima volta un investitore cinese punta ad una vera e propria istituzione finanziaria italiana: prosegue lo shopping di Pechino a Roma, questa volta si tratta di 460 milioni di euro, pari al 2,014% di Generali. E così dopo aver rilevato quote in Enel, Eni, Fiat-Chrysler, Telecom Italia e Prysmian, la banca del Popolo raggiunge i 3,1 miliardi complessivi…

Tutti i benefici per l'Italia di estrarre energia nel Mare Adriatico. Report Assomineraria

La notizia l’ha trasmessa il Corriere della Sera con un articolo firmato da Stefano Agnoli. La ricerca delle fonti energetiche ha creato una linea di demarcazione del Mare Adriatico. Un mare diviso in due Da un lato l’area vicina alle coste di Croazia, Montenegro, Albania e Grecia, che vede un’attività crescente e febbrile per attribuire i lavori di estrazione di…

Autostrade, mappa mondiale aggiornata delle regolamentazioni

Con il recente avvio delle attività dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, si accendono finalmente i riflettori sui temi regolatori relativi sì ai trasporti, ma anche agli impatti su infrastrutture e consumatori. E proprio gli approcci regolatori nel settore autostradale sono l’oggetto di una recente ricerca condotta su 21 paesi dal Laboratorio di Politica dei Trasporti (TRASPOL) del Politecnico di Milano,…

×

Iscriviti alla newsletter