Skip to main content

La decisione della Germania di uscire dal programma Fcas rappresenta un nuovo passaggio chiave per la cooperazione industriale europea nel settore della difesa. Tra ipotesi di sviluppo autonomo, possibili riallineamenti sul Gcap e scenari alternativi per la Francia, riemergono nodi politici e industriali che da tempo frenano l’integrazione europea. Una scelta che riapre il dibattito sul futuro dei grandi programmi comuni e sul ruolo dei principali attori continentali. Airpress ha analizzato lo scenario con Vincenzo Camporini, già capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare e della difesa.

Generale, per chi segue questi dossier da vicino la decisione della Germania di uscire dal programma Fcas è stata una sorpresa o lo scenario era già in qualche modo prevedibile?

Direi che non è stata affatto una sorpresa. Da mesi si discuteva apertamente delle difficoltà del programma, difficoltà che venivano affrontate ciclicamente senza mai giungere a una soluzione definitiva. Per questo considero questa evoluzione come uno sbocco prevedibile.

È un peccato, perché al di là della valutazione sul singolo progetto il problema è più ampio. Le difficoltà di collaborazione tra le industrie europee sono ricorrenti e non riguardano soltanto il Fcas, ma anche il nuovo carro armato, i programmi missilistici e quelli navali. Dobbiamo purtroppo constatare che non esiste una vera politica industriale comune europea.

Questa assenza produce enormi sprechi dal punto di vista finanziario e genera compromessi inaccettabili sul piano della standardizzazione dei sistemi, con conseguenze dirette sugli operatori.

Quali opzioni concrete si aprono ora per la Germania? Può decidere di proseguire da sola oppure l’ingresso nel Gcap rappresenta una via più realistica?

Non credo che l’industria tedesca disponga oggi delle capacità necessarie per portare avanti autonomamente un progetto di questa portata. Airbus, per esempio, non è un’azienda esclusivamente tedesca, ma presenta una proprietà molto diversificata, con la presenza di francesi, inglesi, tedeschi e spagnoli. Per procedere da sola, la Germania dovrebbe di fatto isolare una parte di Airbus, un’operazione estremamente complessa. Le tecnologie in Germania esistono, ma finora non sono state dimostrate in modo concreto. È possibile che ci siano, ma non sono mai emerse con chiarezza. Nel settore motoristico, con Mtu, la Germania potrebbe teoricamente riuscirci, ma si tratterebbe comunque di un’impresa improba, con costi e tempistiche del tutto incerti e certamente non contenuti.

Sono state avanzate anche ipotesi alternative, come una possibile collaborazione con la Svezia, che ha una propria visione autonoma e potrebbe esserne tentata. Va però ricordato che la Svezia era inizialmente nel Gcap e poi si è sfilata, lasciando spazio al Giappone. Resto convinto che la Germania, da sola, difficilmente possa affrontare un progetto di questa portata.

Quanto al Gcap, sul piano politico si possono immaginare molte acrobazie, ma bisogna essere consapevoli che restano acrobazie. L’ingresso di un nuovo partner come la Germania comporterebbe aggiustamenti significativi. Sarebbe una scelta interessante dal punto di vista politico, ma non bisogna illudersi che sia facilmente realizzabile.

Dal punto di vista francese, che scenari si delineano? La Francia può proseguire da sola o cercare nuove collaborazioni come il Gcap stesso?

Non mi aspetto che la Francia tenti di entrare nel Gcap. Dal punto di vista politico sarebbe una vera e propria dichiarazione di resa. Collaborare con la Francia, inoltre, non è mai stato semplice. Basti ricordare quanto accadde con l’Eurofighter, che partì con cinque Paesi, Francia compresa, e si ridusse poi a quattro proprio perché Parigi avanzò richieste francamente inaccettabili. La Francia non voleva né un’agenzia né un consorzio, ma pretendeva una lead company che gestisse l’intero programma e distribuisse il lavoro, una condizione che allora non poteva essere accettata.

Quali opzioni restano dunque a Parigi? È possibile che tenti di proseguire da sola. Potrebbero esserci collaborazioni limitate su singole componenti. Si è parlato, ad esempio, del cloud operativo come possibile ambito di cooperazione.

Va però sottolineato che molto dipende meno dal governo francese e più dalle scelte dell’amministratore delegato di Dassault, che di fatto sta guidando la politica industriale del settore. È un problema più generale, in cui spesso gli amministratori delegati dovrebbero essere controllati dai governi, mentre accade il contrario, in particolare in Francia.

Per l’Europa della difesa e dell’industria strategica, questa notizia va letta come un elemento positivo o negativo?

In realtà, anche con l’uscita della Germania dal Fcas, l’Europa continuerà ad avere più programmi in parallelo. Ci sono le iniziative svedesi, c’è il Gcap che coinvolge Italia, Regno Unito e Giappone e ci sono i francesi, che potrebbero essere tentati di proseguire per conto proprio.

Si è parlato anche della possibilità di un aggiornamento del Rafale per dotarlo di alcune capacità riconducibili alla sesta generazione. Non entro nel merito tecnico, ma è un’ipotesi che è stata avanzata apertamente.

Questo significa che non avremo un unico caccia europeo, ma probabilmente due o tre. È una dimostrazione dell’incapacità di valorizzare in modo sinergico le capacità europee, restando prigionieri degli egoismi nazionali.

Non direi quindi che si tratti di una buona notizia, nemmeno parziale. È semplicemente una notizia e bisognerà vedere quali sviluppi concreti produrrà. Con la Germania, in particolare, qualsiasi ipotesi futura comporterà negoziati complessi e delicati.

Caccia del futuro, Berlino dice stop all’intesa con Parigi. Tutti i nodi spiegati da Camporini

La mossa di Berlino di sfilarsi dal programma Fcas riporta al centro le fragilità della cooperazione industriale europea nel comparto della difesa. Le possibili strade, tra percorsi nazionali, assetti alternativi e il nodo Gcap, si intrecciano con le scelte che attendono la Francia. Resta sullo sfondo una riflessione più ampia sulla capacità dell’Europa di sviluppare programmi comuni sostenibili. Airpress ne ha parlato con Vincenzo Camporini, già capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare e della difesa

Un’Olimpiade come leva per uno sviluppo più equilibrato. Scrive Sarzana (Airbnb)

Di Matteo Sarzana

Milano-Cortina 2026 non è solo un grande evento sportivo, ma un’occasione per ripensare il turismo alpino in chiave più diffusa e sostenibile. Dall’aumento delle ricerche nelle regioni ospitanti alla riscoperta di borghi meno noti, i Giochi stanno ridisegnando flussi e priorità. Matteo Sarzana, country manager Italy e South East Europe di Airbnb, racconta un modello che intreccia accoglienza, comunità locali ed esperienze autentiche

Da Narnia alle guerre stellari. Serafin e Fornara raccontano la funzione delle fiabe

Di Claudio Mattia Serafin e Roberto Fornara

Qual è oggi la funzione narrativa della fiaba e del folklore? Claudio Mattia Serafin e Roberto Fornara firmano il volume “Da Narnia alle Guerre Stellari. La funzione terapeutica delle fiabe moderne”, Linea Edizioni, dove l’uno da giurista si interroga sul legame che sussiste tra l’etica (o il diritto) e la fantasia, mentre l’altro da psichiatra indaga l’impatto “religioso” del politeismo mitologico sulla psicologia umana. Pubblichiamo un estratto del volume

Italia-India. L’accordo con Ue, la sicurezza e l’asse bilaterale sui porti raccontati dall'amb. Bartoli

Il Free Trade Agreement tra Unione europea e India segna un passaggio strategico che va oltre il commercio. In questa intervista, l’ambasciatore a Delhi Antonio Bartoli delinea il punto di vista italiano su opportunità industriali, cooperazione in sicurezza e difesa, Imec e un’intesa bilaterale sui porti (a cominciare da Trieste e Mumbai)

Addestramento e droni. A cosa serve quella base segreta in Etiopia che supporta le Rsf

Nella regione etiope di Benishangul-Gumuz sarebbero operativi un campo segreto per l’addestramento dei combattenti delle Rapid Support Forces, finanziato e sostenuto dagli Emirati Arabi Uniti, nonché un aeroporto/centro per droni

Parigi-Berlino, il grande freddo. L'Ue guarda alle ricette di Meloni e Merz

La crisi a Londra e le difficoltà di Macron si intrecciano con le decisioni future dell’Ue. Al vertice di Alden Biesen si confronteranno la linea francese pro‑eurobond e quella più pragmatica di Meloni e Merz su sicurezza, investimenti, relazioni globali e difesa

Destinazione Singapore. Perché le imprese del Dragone fanno le valigie

Ingerenza del partito, regole troppo ferree e una generale sfiducia nell’economia stanno spingendo molte aziende della Repubblica popolare a cambiare area e fare rotta verso nuovi hub finanziari. Un altro brutto segnale per Pechino

Dentro le truppe informative del Gru. Cosa rivela il report CheckFirst

Secondo l’analisi condotta da CheckFirst, lo studio sistematico delle insegne militari consente di ricostruire struttura, funzioni e distribuzione territoriale di uno degli apparati più opachi dell’intelligence russa: le Information Operations Troops del Gru

Spionaggio e università. L'allerta dell’intelligence UK su Cina e Russia

L’intelligence britannica ha avviato una serie di briefing riservati senza precedenti con il mondo universitario e politico per contrastare le crescenti attività di interferenza straniera. I vertici di MI5 e National Cyber Security Centre hanno incontrato i leader di oltre 70 atenei e rappresentanti di tutti i partiti, mettendo in guardia da operazioni condotte in particolare da Cina e Russia per influenzare ricerca, didattica e processi democratici

Sicurezza online nell’era dell’IA. Perché la governance conta quanto l’innovazione

Di Folco de Luca Gabrielli

La sicurezza in rete non riguarda solo gli aspetti tecnici: coinvolge fiducia, responsabilità e modelli di gestione. È questo il messaggio che il Safer internet day, introdotto dall’Unione europea nel 2004 e celebrato quest’anno il 10 febbraio, intende richiamare. L’intervento di Folco de Luca Gabrielli, ex ambasciatore italiano a Singapore e in Malesia, attualmente ricopre l’incarico di Head of Italy AMT presso VFS Global

×

Iscriviti alla newsletter