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Dal Medio all’Estremo Oriente. Katulis (Mei) analizza la visita di Meloni tra Oman, Giappone e Corea

“La strategia di Giorgia Meloni è sostanzialmente in linea con la posizione generale di Washington nei confronti dell’Indo-Pacifico, trattandosi di un approccio sottile e sfumato volto a massimizzare il potenziale e le relazioni dell’Italia a livello globale”. Brian Katulis, vice president for Policy and Senior Fellow del Middle East Institute, legge il lungo viaggio della premier in questa fase di profonda incertezza geopolitica

Chi è Richard Grenell, l’uomo di Trump dietro i negoziati in Venezuela

Inviato per gli affari speciali di Trump, il repubblicano (collaboratore di Fox News) ha incontrato Maduro a inizio del 2025. Sarebbe l’artefice di molti accordi, tra cui la liberazione dei prigionieri americani e la concessione alla petrolifera Chevron

Mercosur e Italia, effetti misurabili oggi e valore strategico domani. L'analisi di Scandizzo

Considerato esclusivamente come accordo commerciale, l’Ue–Mercosur risulta moderatamente vantaggioso nel breve termine ma non realmente trasformativo. Esso rischia anzi di promuovere la persistenza di un modello di specializzazione e di vantaggio comparato essenzialmente arretrato e poco evolutivo. L’analisi di Pasquale Lucio Scandizzo

Prevedere il crollo del regime in Iran è azzardato. Bozzo spiega perché

Il fattore propulsivo della protesta è certamente la crisi economica e la radicale perdita di potere d’acquisto della moneta. Le umiliazioni militari subite ad opera di Israele, quanto avvenuto in Venezuela, e la crescente pressione americana, anche al confine iracheno, sono stati e sono altrettanti “game changers”. Basterà tutto questo a trasformare la rivolta in rivoluzione e arrivare al crollo del regime? L’analisi di Luciano Bozzo, professore di Relazioni internazionali e studi strategici dell’Università di Firenze

El Rodeo I, com’è il carcere dove sono stati detenuti Trentini e Burlò

Stato di isolamento, niente bagni e poco cibo. La denuncia dell’Osservatorio Penitenziario Venezuelano sulle condizioni crudeli dei centri di detenzione e tortura del regime chavista dove sono stati tenuti i due italiani

Conto alla rovescia per il blitz di Trump in Iran. La scommessa della stampa Usa

Mentre si susseguono le manifestazioni di protesta e si inasprisce la repressione degli ayatollah che hanno dato ordini di sparare sulla folla, attorno all’Iran si stanno muovendo vari interventi internazionali per fermare il bagno di sangue del regime. L’analisi di Gianfranco D’Anna

Cinezuela. L’effetto su Pechino della mossa di Trump contro il regime di Caracas

L’operazione americana in Venezuela potrebbe non aver cambiato la strategia cinese su Taiwan, ma porta alla luce le vulnerabilità profonde di Pechino su energia, finanza e catene di approvvigionamento. Perché Caracas è diventata un tassello chiave della competizione strategica globale?

Phisikk du role - Le parole di zio Sam

Sarebbe il caso che le comunità delle nazioni che ancora continuano a credere nel valore assoluto della diplomazia e della politica, entrambe poggiate su un lessico compatibile, cominciassero a non lasciar cadere le parole forti, come se a pronunciarle fosse un vecchio zio un po’ così a cui si deve comprensione perché ha una certa età. Perché Zio Sam se può governare una nazione dovrà assumersi anche l’impegno di qualche regola. Cominciando dalle parole. La rubrica di Pino Pisicchio

Dalle rotte ai campi di sterminio, la Libia analizzata da al Ghwell

Di Hafed al Ghwell

La Libia è diventata il terminale violento delle rotte migratorie africane, dove detenzione, estorsione e uccisioni costituiscono un vero e proprio sistema economico. Un sistema alimentato dal collasso regionale e dalla strategia europea di contenimento, che ha spostato a sud il costo umano della deterrenza. L’opinione di Hafed Al-Ghwell, senior fellow e direttore del programma Nord Africa allo Stimson Center

L’apparato di sicurezza iraniano non è all’altezza della minaccia israeliana. Teti spiega perché

Di Antonio Teti

Le crepe dell’intelligence iraniana non sono contingenti, ma strutturali, poiché esse riflettono un sistema concepito per il controllo interno più che per la competizione strategica esterna. E il futuro della sicurezza iraniana dipenderà dalla capacità di trasformare le ammissioni di fallimento in riforme reali. L’analisi di Antonio Teti

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