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Pasdaran terroristi. L'Italia al lavoro in Ue mentre la Lincoln arriva in Medio Oriente

L’Italia vuole che l’Unione Europea prenda una posizione più dura sulla brutale repressione dell’Iran sulle proteste a livello nazionale, proprio mentre gli Stati Uniti stanno posizionando una grande forza navale vicino al Medio Oriente in risposta ai disordini

Con Pax Silica la politica industriale torna al centro della politica estera. L'analisi di Torlizzi

Di Gianclaudio Torlizzi

La sicurezza nazionale nel XXI secolo passa dalla sicurezza economica e industriale, denunciando il divario tra analisi strategica tradizionale e realtà delle supply chain e delle tecnologie critiche. Pax Silica viene letta come il segnale che gli Stati Uniti stanno integrando definitivamente politica industriale e politica estera, costruendo alleanze fondate sulla capacità produttiva condivisa. L’analisi di Torlizzi

Isis, Russia, Cina. Quale convivenza oltre la tregua in Siria

Pechino non resterà fuori dalla partita, come dimostra la storica visita del ministro degli Esteri siriano Asaad al Shaibani a Pechino. Ma se tutti lavoreranno, come sembra, in Siria allora come sarà possibile evitare lì i riverberi delle tensioni fra i singoli stati coinvolti?

Abu Dhabi non basta a fermare la guerra. (Poche) novità sul negoziato

Da Vilnius Zelensky conferma che i colloqui di Abu Dhabi hanno ridotto alcune distanze tecniche, ma non quelle politiche. La trattativa procede in parallelo a una nuova ondata di attacchi russi contro le città ucraine, evidenziando la distanza tra diplomazia e realtà del conflitto

Chi è Laura F. Dogu, l’incaricata di affari di Trump per il Venezuela

Dal Messico alla Turchia, la Casa Bianca ha nominato un’esperta in cooperazione bilaterale, diplomazia pubblica e politica estera come incaricata di affari dell’Ufficio esterno degli Usa per il Paese sudamericano. Ecco quale sarà la sua missione

La strategia indo-pacifica dell’India, dalla centralità marittima alla fornitura di sicurezza

Di Suchitra Durai

L’Indo-Pacifico emerge come uno spazio strategico unitario in cui l’India traduce la propria centralità geografica in capacità operativa, combinando potenza navale, sicurezza delle rotte e diplomazia dello sviluppo. Da Sagar a Mahasagar, Nuova Delhi si posiziona come fornitore di sicurezza e partner affidabile del Global South, con l’obiettivo di sostenere un ordine marittimo libero, aperto e basato su regole in una fase di crescente competizione sistemica. Il commento di Suchitra Durai, ex ambasciatrice indiana in Thailandia ed ex Alta Commissaria dell’India in Kenya

Il contributo europeo in Afghanistan è stato concreto. La Nato? Resta il perno dell'Occidente. Parla Talò

Il bilancio dell’impegno occidentale in Afghanistan e il senso dell’alleanza atlantica tornano centrali nel dibattito strategico. Nell’intervista a Formiche.net, l’ambasciatore Francesco Maria Talò ripercorre il valore politico dell’Articolo 5, il contributo italiano alla sicurezza collettiva e l’evoluzione della Nato di fronte alle nuove sfide globali. Dall’Artico alla competizione sulle risorse strategiche, la tenuta dell’Occidente passa dal rafforzamento della cultura della sicurezza, da un pilastro europeo più solido e da una rinnovata coesione transatlantica

Pechino e i generali conducono il Myanmar alle elezioni (controllate)

Le urne non chiudono la guerra civile in Myanmar ma aprono una fase di instabilità gestita, in cui il conflitto continua a bassa intensità. Mentre l’Occidente resta distante, i Paesi vicini e la Cina osservano il nuovo assetto come un compromesso funzionale

Perché la strategia di Trump è una “lettera d’amore” all’Europa. Il commento di Carla Sands

Dal palco di Davos, Donald Trump rilancia un messaggio ambivalente all’Europa: amicizia e alleanza restano, ma solo a fronte di più forza economica, industriale e strategica. Nell’analisi di Carla Sands, la National Security Strategy 2025 diventa un appello diretto agli europei a rafforzare confini, energia, industria e identità per rendere credibile il legame transatlantico

Purghe, purghe, purghe. Xi Jinping e la stretta finale sull’esercito

L’indagine contro Zhang Youxia e Liu Zhenli segna la purga più alta mai vista nel PLA sotto Xi Jinping, concentrando nelle mani del leader cinese il controllo diretto delle forze armate. Dietro la retorica anticorruzione emergono problemi di lealtà, performance militare e credibilità della modernizzazione del PLA, con possibili effetti sulla postura di Pechino verso Taiwan

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