Le immagini satellitari mostrano la ricostruzione di siti legati a Jaish-e-Mohammad colpiti dai raid indiani del 2025. Un segnale che riapre interrogativi sul ruolo del Pakistan, sul controllo del finanziamento al terrorismo e sulla strategia di deterrenza di Nuova Delhi
Esteri
Khinkali o jiaozi? Perché la competizione tra potenze passa dal Caucaso
Il vertice europeo di Yerevan segna l’ingresso dell’Ue nel Caucaso, ma in una regione già contesa da Cina, Russia e altri attori. In gioco non ci sono solo corridoi, ma il controllo dei sistemi – finanziari, industriali e tecnologici – che definiscono l’Eurasia di domani
In Ucraina e in Medio Oriente l’attacco è contro tutto l’Occidente. Il commento di Polillo
L’intreccio tra le due guerre è l’elemento più corrosivo. Guerre per alcuni versi simmetriche nel loro svolgimento. Entrambe caratterizzate da una posizione di stallo (un “reciproco assedio”) tanto nel Donbass che nello stretto di Hormuz. Stallo che, tuttavia, non favorisce gli interessi dell’Occidente. Il commento di Gianfranco Polillo
L’Iran ha un posto nel G2. Araghchi va a Pechino predicendo l’arrivo di Trump
La visita di Abbas Araghchi in Cina anticipa il confronto tra Donald Trump e Xi Jinping, con Washington che chiede a Pechino di usare la propria leva su Teheran. Il dossier iraniano emerge come banco di prova della competizione tra le due potenze, tra interdipendenza tattica e rivalità strategica
Debito, energia, tasse. La tempesta perfetta si abbatte sul governo rumeno
C’è dell’altro in Romania, oltre ai conti in disordine e alle contrapposizioni politiche. Ad esempio le controverse nomine di vari dirigenti apicali sta spaccando società e partiti: è il caso del procuratore capo, dei vertici dei servizi segreti, fino al dossier sull’annullamento delle elezioni con la promessa del presidente Dan di pubblicare presto un rapporto finale, passando per i numerosi casi di corruzione legati ai fondi del Pnrr e arrivando al dossier energetico, che va considerato attentamente all’interno delle nuove politiche intraprese
Vi spiego da cosa dipenderà l'esito della missione di Rubio in Italia. La versione di Giovagnoli
La visita di Marco Rubio a Roma si inserisce in una fase di raffreddamento dei rapporti tra Stati Uniti, Vaticano e Italia dopo gli attacchi di Donald Trump al Papa e le tensioni su più dossier internazionali. Per Agostino Giovagnoli è un tentativo di ricucitura che segnala la difficoltà americana e, al tempo stesso, il rafforzamento della posizione della Santa Sede e di Leone. Sullo sfondo pesano il disagio del cattolicesimo statunitense, il riposizionamento europeista del governo Meloni e i nodi aperti, dai dazi a Cuba
Un convoglio russo passa nel Mediterraneo. Ma finge di essere in Estonia
Tra Sicilia e Malta un gruppo navale russo è stato osservato con dati Ais incoerenti rispetto alla posizione reale. L’episodio riporta l’attenzione sull’uso di tecniche di manipolazione del tracciamento marittimo, e solleva interrogativi sul contenuto del carico
Il Cavaliere e il Mondo. Così Massimo D'Alema rimpiange Berlusconi
Esuberante ma coerente, promotore del dialogo e capace di scelte responsabili, empatico e fedele ai principi liberali che sono stati la sua stella polare: questi i tratti che hanno caratterizzato Silvio Berlusconi nella sua politica estera. Parola del suo miglior nemico
L'Iran tra il terrore delle esecuzioni e la Resistenza. L'appello di Terzi
L’aumento delle esecuzioni in Iran racconta un regime che, di fronte a una crisi di legittimità sempre più profonda, risponde con la repressione e con un uso sistematico della pena di morte. In questo scenario, la vicenda dei sei prigionieri politici uccisi, dopo aver rivendicato la propria appartenenza alla Resistenza, diventa il simbolo di un’opposizione che continua a esistere e a sfidare il potere dei mullah anche nelle condizioni più estreme. Il commento di Giulio Terzi
Non solo Hormuz, cosa toglie il sonno a Starmer
È pur vero che i laburisti hanno ereditato dai precedenti governi conservatori un’economia debole, frastagliata e fiaccata dai danni della Brexit, ma molti analisti ritengono che l’eccessiva pressione fiscale decisa dal gabinetto Starmer, accanto ai drastici tagli al bilancio, non rappresentino una soluzione ai problemi generali del Paese
















