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Perché la strategia di Trump è una “lettera d’amore” all’Europa. Il commento di Carla Sands

Dal palco di Davos, Donald Trump rilancia un messaggio ambivalente all’Europa: amicizia e alleanza restano, ma solo a fronte di più forza economica, industriale e strategica. Nell’analisi di Carla Sands, la National Security Strategy 2025 diventa un appello diretto agli europei a rafforzare confini, energia, industria e identità per rendere credibile il legame transatlantico

Purghe, purghe, purghe. Xi Jinping e la stretta finale sull’esercito

L’indagine contro Zhang Youxia e Liu Zhenli segna la purga più alta mai vista nel PLA sotto Xi Jinping, concentrando nelle mani del leader cinese il controllo diretto delle forze armate. Dietro la retorica anticorruzione emergono problemi di lealtà, performance militare e credibilità della modernizzazione del PLA, con possibili effetti sulla postura di Pechino verso Taiwan

Perché l’Asean conta nella proiezione indio-pacifica italiana

Di Chiara Di Scala

La rinnovata attenzione dellItalia verso lIndo-Pacifico, rilanciata dalla visita di Meloni in Giappone e Corea del Sud, rende centrale il ruolo dellAsean nella strategia italiana.Vietnam, Malesia e Indonesia emergono come piattaforme chiave per supply chain, difesa e accesso al Global South, completando la dimensione tecnologica nord-asiatica con un retroterra produttivo e logistico decisivo

L'autonomia strategica europea non deve andare contro Washington. I suggerimenti di Fayet (Ifri)

“L’idea non è quella di opporsi agli Stati Uniti, ma di sviluppare la cooperazione intraeuropea in settori strategici per non essere particolarmente colpiti da un possibile disimpegno americano”. Il commento di Heloise Fayet, direttrice del programma di ricerca su “Deterrenza e Proliferazione” dell’Institut français des relations internationales

Verso un nuovo equilibrio. Castellaneta racconta la settimana a tutto Trump di Davos

Davos diventa il palcoscenico di una settimana che chiarisce la direzione impressa da Trump alla politica internazionale. Tra Groenlandia, Gaza e Ucraina emerge un approccio fondato sui rapporti di forza più che sulle regole condivise, con conseguenze dirette per alleati, istituzioni multilaterali e medie potenze. Il commento dell’Ambasciatore Giovanni Castellaneta

Il Pentagono non molla la Cina, ma il focus è nell’emisfero occidentale

La nuova bozza della National Defense Strategy segna un cambio di priorità per gli Stati Uniti, spostando il focus dalla competizione globale con la Cina alla difesa del territorio nazionale e dell’emisfero occidentale. Un riassetto strategico che ridimensiona Europa e Indo-Pacifico, ma non sottovaluta la deterrenza condivisa con gli alleati

La nuova Strategia di Difesa americana è un messaggio chiaro all'Europa

La pubblicazione della National Defense Strategy 2026 del Dipartimento della Guerra statunitense segna una svolta storica nella postura strategica americana, delineando con chiarezza brutale le priorità di Washington e lanciando un messaggio inequivocabile ai suoi alleati europei: l’era del paternalismo strategico è finita. L’analisi del generale Ivan Caruso, consigliere militare della Sioi

Il Donbass divide ancora Kyiv e Mosca. Novità da Abu Dhabi

I negoziati tra Stati Uniti, Ucraina e Russia si aprono senza progressi sul nodo territoriale, vero fulcro del confronto. Mentre la diplomazia prova a riattivare il dialogo tra Davos, Mosca e Abu Dhabi, l’intensificarsi degli attacchi russi mantiene alta la pressione militare e umanitaria

L’India e il Global South, da solidarietà storica a partnership strategica

Di Ashok Sajjanhar

Il rapporto dell’India con il Global South si è evoluto da una leadership ideologica a una cooperazione concreta e strutturata. Grazie alla crescita economica, all’attivismo diplomatico e a iniziative su sviluppo, salute, digitale e clima, Nuova Delhi si propone oggi come attore chiave di un ordine globale più multipolare. Ashok Sajjanhar, ha lavorato per il servizio estero indiano per oltre tre decenni. È stato ambasciatore dell’India in Kazakistan, Svezia e Lettonia e ha lavorato in posizioni diplomatiche a Washington DC, Bruxelles, Mosca, Ginevra, Teheran, Dhaka e Bangkok

Trump, l’Europa e la fine dell’ombrello americano. La versione dell’ex assistente segretario Ryan

Nel mondo post-occidentale che emerge dai sondaggi Ecfr, l’Europa appare più pessimista ma anche più consapevole della necessità di farsi carico della propria sicurezza. Nell’analisi di Mike Ryan, la National Security Strategy 2025 non segna l’abbandono del Vecchio Continente, ma il passaggio da una protezione americana garantita a una responsabilizzazione strategica europea

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