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Non solo attacchi, gli effetti (politici) a catena tra Usa Golfo e Medio Oriente

La sfida è evitare che la guerra contro l’Iran acceleri, paradossamente, il suo programma nucleare. Le pressioni di India, Cina, Russia e Lega Araba possono essere decisive. Intanto quasi un milione di libanesi è sfollato e cresce il timore di una nuova crisi umanitaria nel Mediterraneo, simile a quella siriana

I missili di Kim piovono come un messaggio politico sull'ombrello di sicurezza Usa

Il lancio di missili nordcoreani durante l’esercitazione Freedom Shield riaccende le tensioni nella penisola coreana mentre emergono dubbi sul possibile ridispiegamento del sistema Terminal High Altitude Area Defense verso il Medio Oriente. La vicenda evidenzia una questione più ampia: la copertura di sicurezza americana resta centrale, ma la moltiplicazione delle crisi globali mostra che anche l’ombrello di Washington ha limiti e richiede agli alleati un ruolo crescente nella propria difesa

Iran, l'opzione del raid sui siti nucleari. Variabili strategiche e rischi sistemici per Washington e Gerusalemme

Grandi rischi per Stati Uniti e Occidente se non si estirpa il regime degli ayatollah, scrive il Wall Street Journal. Per quanto distruttivi e devastanti i bombardamenti non bastano e invece è assolutamente essenziale non consentire in alcun modo la sopravvivenza del regime degli ayatollah. L’analisi di Gianfranco D’Anna

Diplomazia a trazione italo-francese? Cosa dice il Financial Times sulle trattative con l'Iran

Mentre lo stretto di Hormuz resta di fatto bloccato e i prezzi del petrolio salgono, il Financial Times lancia la notizia che Roma e Parigi stanno tentando la via del dialogo con l’Iran. Palazzo Chigi però smentisce, l’Eliseo no. Sullo sfondo restano le divisioni tra gli Stati europei e il timore che Teheran voglia sfruttare la crisi energetica per fare pressione sugli Stati Uniti

Droni subacquei e railgun. Ecco su cosa sta puntando la US Navy

Tra droni subacquei autonomi e nuove prove del railgun, la US Navy riapre dossier che segnalano una ricerca di capacità più estese e flessibili. Il programma Camp, affidato ad Anduril con il Dive-Xl, punta a portare gli Xl-Auv verso una sperimentazione operativa più concreta. Intanto il ritorno dei test sul railgun non chiarisce ancora gli sbocchi finali, ma mostra una Marina intenzionata a tenere aperte più opzioni tecnologiche

Missili in Turchia e spie a Creta. La doppia mossa dell'Iran

La risposta di Ankara è rimasta improntata alla prudenza: la Turchia “non entrerà in guerra”. Allo stesso tempo, il governo ha voluto mandare un segnale di fermezza, ricordando di avere “tutte le capacità per difendersi”. Erdogan mantiene una postura fondata su un preciso “senso di responsabilità”, ma avverte che questa pazienza non sarà illimitata: “I responsabili dell’attacco devono essere identificati immediatamente ed episodi del genere non devono avere luogo”

Populismo, autocrazie e cyberspazio. Le sfide alla democrazia liberale secondo Aznar

Di José María Aznar

“La forza dei nemici della democrazia nasce spesso dalla debolezza di chi dovrebbe difenderla”. L’intervento integrale dell’ex-primo ministro José María Aznar, ospite d’onore dell’edizione 2026 della “Franco Frattini Lecture” organizzata presso la Camera dei Deputati su iniziativa della Fondazione InGENIO

Vi racconto la vulnerabilità idrica delle monarchie del Golfo. Scrive Verre

Di Filippo Verre

Il conflitto tra Iran e l’asse Stati Uniti-Israele nel Golfo ha introdotto un nuovo terreno di scontro: le infrastrutture idriche. Impianti di desalinizzazione, essenziali per la sopravvivenza di Paesi come Bahrein, Kuwait ed Emirati, sono ora nel mirino di attacchi strategici. L’acqua smette di essere solo una risorsa e diventa elemento centrale della sicurezza nazionale e della geopolitica regionale. L’analisi di Filippo Verre, consigliere per l’Idrostrategia ed energia della Sioi

Jark, l’isola strategica dell’Iran che nessuno bombarda

Si tratta di una piccola isola di 22 km quadrati chiamata Jark, a circa 28 kilometri dalla costa iraniana, un luogo strategico del Golfo. Famosa per il commercio di perle nel passato, oggi è epicentro dell’economia dell’Iran perché ha gasdotti che collegano tutti i giacimenti petroliferi, strutture sottomarine e ponteggi per il carico di circa il 90% del greggio di esportazione

Nella crisi iraniana l'Europa usi la saggezza. Parla Manciulli

L’Iran rappresenta uno dei principali centri di sostegno e organizzazione del terrorismo internazionale, capace di utilizzare sia reti sciite sia relazioni opportunistiche con ambienti jihadisti sunniti come leve di influenza e destabilizzazione globale. Teheran avrebbe costruito negli anni un sistema di proxy armati, traffici e relazioni clandestine che estende la propria capacità d’azione ben oltre il Medio Oriente. Una conversazione con Andrea Manciulli, direttore delle Relazioni istituzionali della fondazione MedOr e esperto di terrorismo e sicurezza internazionale

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