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Al campo largo serve lealtà. Le primarie? Vanno fatte. Parla Silvestri (M5S)

Ancor prima del programma condiviso (che pure è fondamentale) serve lealtà. Un’agenda di governo progressista deve partire dalle necessità reali delle persone: il Paese deve tornare a essere competitivo sul piano della produzione, va fatta una seria politica salariale, calmierati gli affitti e occorre una svolta sul piano sanitario. Meno fondi agli armamenti, più risorse per gli investimenti. Sulla Difesa, si troverà un accordo col Pd. E le primarie? Vanno fatte. Colloquio a tutto campo con il capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, Francesco Silvestri

Le parole di Trump sulla Nato riportano al centro la tenuta del legame transatlantico. Parla Alli

Le parole di Trump sulla Nato non sono solo una provocazione elettorale, ma il riflesso di una visione che mette in discussione il patto transatlantico e il multilateralismo. Intervista con Paolo Alli, già presidente dell’Assemblea parlamentare della Nato

Ricerca e biotech. Aquilanti spiega il valore della cooperazione Italia-Usa

Nel pieno della competizione globale per la leadership tecnologica, Italia e Stati Uniti rilanciano la cooperazione scientifica con il rinnovo degli accordi bilaterali. Dalle biotecnologie all’AI, l’obiettivo è rafforzare la ricerca congiunta e il trasferimento tecnologico. “Il legame con gli Stati Uniti favorisce lo scambio di conoscenze e competenze nel campo dei brevetti, della proprietà intellettuale, delle invenzioni e delle applicazioni cliniche, ma anche la capacità di attrarre investimenti produttivi sia dall’Italia sia dall’estero”, commenta Paolo Aquilanti, presidente della Fondazione Ri.Med

Il governo non è in crisi e (deve) durare fino alla fine. Campo largo? Prima il programma. Parla Adornato

Tra referendum divisivi, riforme in stallo e tensioni internazionali, la vera sfida per il governo è la tenuta nel tempo. Adornato difende la necessità di arrivare a fine legislatura, invoca una legge elettorale che garantisca stabilità e avverte: senza chiarezza programmatica, anche l’alternativa rischia di non essere credibile

Sull'energia il governo ha fatto troppo poco. E l'Ets non va sospeso. Parla De Micheli

Il decreto Bollette, come in generale le misure messe fin qui in campo per disinnescare una crisi energetica nazionale, non ha avuto quella profondità che serviva. Un errore eliminare il meccanismo di tassazione sul carbone, equivarrebbe a non considerare la transizione come una politica industriale. Meloni tra Usa ed Europa? Un’ambiguità che ha alimentato la vittoria del no al referendum. Intervista alla deputata dem e membro della commissione Attività produttive, Paola De Micheli

Sulla Nato Trump parla ai suoi, ma l'Ue deve fare di più. Parla Checchia

“Nelle dichiarazioni critiche verso l’Alleanza vi sono componenti di politica interna, volte a solleticare la parte più isolazionista dell’elettorato Maga. Il caso Sigonella? Il governo Meloni si sta muovendo con dignità e con senso dell’interesse nazionale”. Intervista all’ambasciatore Gabriele Checchia, già rappresentante permanente d’Italia presso la Nato

La guerra cognitiva è il nuovo cuore del confronto globale. Come difendersi secondo Blatny

Con l’evoluzione tecnologica, la manipolazione cognitiva emerge come una sfida centrale per la sicurezza. Janet Martha Blatny, special advisor to Nato’s chief scientist, research director at the Norwegian Defence Research Establishment e visiting professor at Imperial College London, spiega perché fiducia, resilienza e adattamento strategico saranno decisivi nella competizione futura

Conte gioca d'anticipo e sfida il Pd. Ma l'alternativa (ancora) non c'è. La versione di Valbruzzi

Il referendum ha rafforzato il potenziale elettorale del campo largo, ma ha anche accentuato le divisioni tra i partiti. Il politologo Marco Valbruzzi analizza le mosse di Conte, le tensioni nel M5S e il nodo della leadership, sottolineando la necessità di trasformare la coesione degli elettori in una proposta politica solida e credibile

A Washington manca la carta bollata, ma Roma usi i suoi costosi aerei. Parla Luttwak

Tra sarcasmo e critica frontale, Edward Luttwak, esperto di politica internazionale e consulente strategico del governo degli Stati Uniti d’America, liquida il caso Sigonella come un eccesso di formalismo

Sigonella, serve davvero l'autorizzazione del Parlamento? I dubbi di Minuto Rizzo

Il diniego italiano all’uso della base di Sigonella per attaccare l’Iran è un atto politico, ma dettato dalla necessità di tenere il Paese fuori dal conflitto in Medio Oriente. Non una rottura con gli Usa, ma un atto di tutela dell’interesse nazionale. L’intervista di Airpress all’ambasciatore Alessandro Minuto Rizzo

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