La Commissione europea ha approvato, nell’ambito del quadro degli aiuti di Stato del Clean Industrial Deal, un piano italiano da 23 miliardi di euro a sostegno della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Ma pannelli e pale made in China resteranno con ogni probabilità fuori dai giochi
Verde e blu
Perché Trump vuole far entrare gli americani nel capitale dei colossi IA
La Casa Bianca valuta l’ipotesi di una partecipazione pubblica nei grandi gruppi dell’intelligenza artificiale. L’idea, rilanciata dal presidente Donald Trump, incrocia le proposte di Sam Altman e Bernie Sanders: far partecipare i cittadini americani alla crescita economica dell’AI, mentre aumentano timori sociali, attese di mercato e competizione con la Cina
Se l'IA indebolisce il nostro arsenale intellettuale
Dipendere dall’IA è perdere la guerra cognitiva. Il debito cognitivo che causa l’eccessivo utilizzo dell’Intelligenza artificiale indebolisce, uso dopo uso, la nostra capacità di ragionare, di applicare coscienza storica e letture critiche, di cogliere l’eccezionalità di alcuni eventi o, semplicemente, di analizzarli per conto nostro
Intelligenza artificiale, chi ha il diritto di spegnere tutto? La riflessione di Piselli
Chi ha il diritto di spegnere tutto? Credo nessuno, collettivamente: è pressoché impossibile nel caso della IA. E la domanda giusta forse è un’altra: non chi avrà il diritto di frenare, ma chi, quando tutto intorno correrà a velocità inumana, saprà ancora fermarsi, svegliarsi, e chiedersi il senso più profondo di tutto questo. La riflessione dell’avvocato Riccardo Piselli, professore di Proprietà Intellettuale alla Luiss Guido Carli
Troppa o troppo poca? La situazione dell'acqua in Italia
Il rapporto di Italy for Climate fotografa un Paese stretto tra siccità e alluvioni. L’aumento delle temperature altera il ciclo dell’acqua, accentua gli eventi estremi e divide l’Italia tra un Nord più esposto alle precipitazioni intense e un Sud sempre più vulnerabile allo stress idrico. Ma sul quadro climatico pesano anche reti inefficienti, consumo di suolo e un modello di gestione dell’acqua ancora troppo lineare. Il punto di Saturno Illomei
Autoinnovazione e potere, perché la velocità dell’AI cambia la geopolitica globale
Anthropic sostiene che i suoi modelli stiano contribuendo in misura crescente allo sviluppo dei sistemi che li succederanno. Non è ancora la “recursive self-improvement” immaginata dalla letteratura sull’Intelligenza artificiale, ma il fenomeno descritto dall’azienda segnala una trasformazione che tocca competitività industriale, governance e sicurezza internazionale
Anthropic chiede una pausa nell'IA. Ecco il motivo
La startup di Dario Amodei torna a battere il chiodo sui rischi derivanti dal progresso sfrenato. Il momento in cui le macchine saranno indipendenti non è troppo lontano. Per questo chiede a tutto il settore – e ai Paesi – di rallentare. Ma serve un coordinamento globale difficile da ottenere
Ecco cosa serve all'Europa per una (vera) indipendenza energetica
La vera questione strategica non è quindi scegliere una singola tecnologia vincente, ma utilizzare questa nuova capacità di investimento per accelerare la ricerca, lo sviluppo e la dimostrazione di un ampio ventaglio di soluzioni. Destinare tali risorse esclusivamente a una tecnologia comporterebbe il rischio di riprodurre nuove dipendenze e nuovi colli di bottiglia. L’analisi di Piergiuseppe Morone, professore ordinario di Politica Economica presso Unitelma Sapienza
Petrolio, e se il peggio dovesse ancora arrivare? L'analisi di Torlizzi
Il mercato non sta dicendo che la crisi è irrilevante. Sta dicendo che il mondo ha trovato modi costosi e temporanei per convivere con essa. La vera domanda non è dunque perché il brent sia fermo a 100 dollari ma cosa accadrà quando le scorte raggiungeranno livelli critici, previsti già tra fine giugno e settembre, se Hormuz dovesse restare chiuso. L’analisi di Gianclaudio Torlizzi, fondatore di T-commodity
L’era della mente integrata è già cominciata. Brasioli spiega cos’è il Noocene
La pubblicazione dell’enciclica Magnifica Humanitas e la scomparsa di Edgar Morin segnano simbolicamente un passaggio d’epoca. Al centro non c’è la tecnologia in sé, ma la trasformazione dell’ambiente cognitivo che organizza conoscenza, decisioni e potere. Nell’era del Noocene, l’intelligenza diventa infrastruttura strategica e la sovranità si misura sempre più sulla capacità di governare le architetture del sapere. La riflessione di Diego Brasioli
















