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Greenspan

Le 5 Lezioni di Alan Greenspan sull’Intelligenza Artificiale

Di Francesco De Leo Kaufmann

La carriera di Alan Greenspan non dovrebbe essere ricordata esclusivamente attraverso la lente della crisi del 2008. Né esclusivamente attraverso la lente della grande moderazione. Il suo contributo più grande è stato di natura intellettuale. Egli aveva compreso che le rivoluzioni tecnologiche generano sia una prosperità straordinaria sia un’incertezza straordinaria

Colpo su colpo. La Cina mette al bando altre 10 aziende Usa

Dopo Washington, anche Pechino decide di inserire alcune società rivali nella blacklist: a tutte loro, saranno vietate le esportazioni di materiali a duplice uso. La misura restrittiva arriva in un momento in cui tra le due sponde dell’Atlantico sembrava esserci una maggiore sintonia sull’intelligenza artificiale. Forse c’è davvero, ma ancora fatica a palesarsi

Techno Polis - Le facili sirene della sovranità tecnologica. Come preservare un approccio razionale al tema della dipendenza

La decisione Usa di limitare l’accesso a modelli AI avanzati di Anthropic ha evidenziato la vulnerabilità europea nella competizione tecnologica. Il ritardo dell’Europa, ricorda Stefano da Empoli, dipende però soprattutto da ostacoli interni. Ecco quali e come superarli

Ricerca, capitali e brevetti. Così si gioca la partita del quantum

Le tecnologie quantistiche stanno uscendo dalla sola dimensione della ricerca e stanno entrando in una fase di competizione industriale tra grandi aree geopolitiche. L’Europa ha costruito una base scientifica solida, ma resta indietro nella capacità di trasformarla in investimenti, brevetti e imprese. Per l’Italia, l’arrivo di IonQ segnala che esiste uno spazio per attrarre capitali e rafforzare un ecosistema industriale prima che il mercato si consolidi

Algoritmi che insegnano a pensare, una prima risposta concreta. L'idea di Caligiuri

Di Marco Iannacone

Da almeno quindici anni, quando uno studente deve fare una ricerca, il copione è lo stesso: apre Wikipedia, copia, incolla, consegna. L’intelligenza artificiale generativa rischia di essere lo stesso meccanismo elevato all’ennesima potenza: non serve più nemmeno scegliere quale paragrafo copiare, perché l’algoritmo scrive già tutto, su misura, pronto per essere consegnato. Come si fa, in pratica, a costruire un algoritmo che vada nella direzione opposta? La riflessione di Marco Iannacone

Perché DeepSeek non è stata inserita nella blacklist degli Usa

Nonostante i rischi legati alla sicurezza nazionale, la startup cinese e un altro centinaio di aziende connazionali sono state risparmiate. Nessuna di loro è presente nella Entity List del Dipartimento del Commercio, che non viene aggiornata da ottobre. Dietro potrebbe esserci la lentezza di Washington nel mettere in pratica le decisioni prese. Oppure la volontà di non andare allo scontro con Pechino

La propaganda algoritmica è una delle grandi sfide per la tenuta delle democrazie. Parla Pirozzi (Iai)

Nicoletta Pirozzi richiama il ruolo centrale della Costituzione nell’era digitale e mette in guardia contro i rischi della propaganda algoritmica. La sfida, spiega la capo programma Europa dell’Iai, non è solo regolatoria: per difendere le democrazie serve anche rafforzare consapevolezza, spirito critico e alfabetizzazione civica dei cittadini

Meno chip, più cervello. La lezione di DeepSeek all'Europa

Di P.L. Fukogama

Il caso DeepSeek e i limiti dei monster model indicano che l’efficienza del software può battere la forza bruta dei giganti americani dell’intelligenza artificiale. Ecco la strategia per Bruxelles

Che cosa c'è dietro la crisi della fecondità

Di Carmine Soprano

Tra nascite in calo, figli rinviati e politiche insufficienti, la denatalità è un puzzle dai tanti tasselli. Contano l’economia, la cultura e i mutamenti sociali, e non ci sono soluzioni semplici. L’analisi di Carmine Soprano, economista del Gruppo dei 20

Il messaggio nascosto nelle nuove manovre orbitali russe. L’analisi del gen. Bianchi

Di Lucio Bianchi

Cinque satelliti russi hanno effettuato una rara e costosa manovra orbitale per allinearsi quasi completamente a Iceye-X36, assetto della costellazione radar utilizzata anche dall’Ucraina. Non ci sono prove di intenti ostili, ma la configurazione raggiunta è compatibile con future operazioni di prossimità. Un caso che mette in luce la crescente rilevanza strategica della manovrabilità orbitale e la sempre più stretta interazione tra infrastrutture spaziali civili e militari. L’analisi del generale Lucio Bianchi

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