Dalla protezione delle infrastrutture sottomarine allo sviluppo industriale e portuale, la giornata inaugurale di Blue Planet Economy Expoforum 2026 ha riunito istituzioni, imprese e ricerca. Al centro dei confronti, moderati da Flavia Giacobbe, i 115 milioni di euro destinati ai progetti del Polo nazionale della dimensione subacquea, le tecnologie emergenti e le prospettive di crescita dell’economia del mare nel Lazio
Verde e blu
Scatto Ue sulle materie critiche. Al lavoro per un Centro europeo in Veneto
Approvata a larga maggioranza la posizione del Parlamento europeo sulla revisione mirata del Critical Raw Materials Act. I conservatori di Ecr hanno proposto il Governing Board che garantisca il pieno coinvolgimento degli Stati membri nelle decisioni strategiche. Verrà inoltre garantito che non più del 65% del consumo annuo di qualsiasi materia prima strategica provenga da un singolo Paese terzo
Trivellazioni nel Mare del Nord. L'Ue sorride ma per Burnham iniziano i guai
Proprio mentre BP abbandona l’area, si apre la possibilità di sfruttare il giacimento di Jackdaw e di Rosebank. Per l’Ue è un’opportunità notevole, mentre per il neo premier britannico significa perdere l’elettorato verde e giovanile
Premiare gli alumni, scommettendo su storie esemplari
Gli alumni awards, sempre più diffusi nel nostro Paese, hanno il merito di rappresentare l’identità e la tradizione di un’intera comunità universitaria (fisiologicamente, in divenire), di alimentare orgoglio e senso di appartenenza verso di essa oltre che di contribuire alla sua reputazione. Non sono in alcun modo forme autocelebrative
Blue Planet Economy, il futuro dell'economia del mare passa da Roma
Dal 21 al 24 ottobre Fiera Roma ospita Blue Planet Economy Expoforum 2026, quattro giornate dedicate alle prospettive industriali e tecnologiche dell’economia del mare. Dalla protezione delle infrastrutture subacquee allo sviluppo di una filiera underwater nazionale, fino alla nautica sostenibile, agli investimenti e alla portualità mediterranea, la manifestazione riunirà rappresentanti delle istituzioni, delle imprese e della ricerca
Agenti autonomi e rischi globali, perché la prudenza non basta. Scrive l’amb. Brasioli
Dagli agenti autonomi che possono aggirare i vincoli imposti dai programmatori alla competizione tecnologica tra Stati Uniti, Cina ed Europa, il controllo dell’intelligenza artificiale è sempre più una questione politica. Il rischio non riguarda soltanto le capacità delle macchine, ma anche le scelte di governi e imprese, spinti ad accelerare per non perdere terreno. Servono verifiche indipendenti, responsabilità chiare e forme di cooperazione internazionale. La riflessione di Diego Brasioli
Per una vera sovranità digitale. L'Ecipe suggerisce all'Ue come raggiungerla
L’European Centre for International Political Economy parte dalla parola stessa per cercare di indicare la strada. L’esempio pratico utilizzato è quello del Cloud and AI Development Act (Cada), una proposta migliorabile per rafforzare sicurezza e strategicità. Partendo anzitutto dal fatto che non si può etichettare un fornitore in base al Paese di origine
Seicento anni in un bastone. Felipe VI e l’Áleo di Ceuta
Da secoli ogni comandante generale di Ceuta – che dal 1978 non ha più funzioni di governo e ha un’autorità solo militare – riceve l’Áleo dal decano della Cattedrale per giurare di mantenere la piazza “fiel a España y al Rey”, e lo restituisce subito alla Vergine. Il 13 ottobre 2026 il bastone è stato consegnato al Re
Un punto di vista diverso in Europa, quello di un popolo senza terra. Il racconto di Chiapello
Diritti, inclusione e partecipazione sono stati i temi al centro del 34° convegno internazionale dell’Aizo Rom e Sinti, presieduta da Carla Osella. Un appuntamento dedicato al futuro della popolazione romanì, la più numerosa minoranza etnica d’Europa, stimata in oltre 11 milioni di persone. Il racconto di Giancarlo Chiapello che ha moderato l’evento
L'illusione dell'accesso. Ecco le nuove recinzioni digitali
Dall’accesso alla capacità di governare l’intelligenza artificiale: una nuova questione per lo sviluppo e la sovranità tecnologica. La riflessione di Mario Di Giulio, docente di Law of Developing Countries all’Università Campus Bio-Medico di Roma e avvocato attivo nei Paesi africani
















