Da almeno quindici anni, quando uno studente deve fare una ricerca, il copione è lo stesso: apre Wikipedia, copia, incolla, consegna. L’intelligenza artificiale generativa rischia di essere lo stesso meccanismo elevato all’ennesima potenza: non serve più nemmeno scegliere quale paragrafo copiare, perché l’algoritmo scrive già tutto, su misura, pronto per essere consegnato. Come si fa, in pratica, a costruire un algoritmo che vada nella direzione opposta? La riflessione di Marco Iannacone
Verde e blu
Perché DeepSeek non è stata inserita nella blacklist degli Usa
Nonostante i rischi legati alla sicurezza nazionale, la startup cinese e un altro centinaio di aziende connazionali sono state risparmiate. Nessuna di loro è presente nella Entity List del Dipartimento del Commercio, che non viene aggiornata da ottobre. Dietro potrebbe esserci la lentezza di Washington nel mettere in pratica le decisioni prese. Oppure la volontà di non andare allo scontro con Pechino
La propaganda algoritmica è una delle grandi sfide per la tenuta delle democrazie. Parla Pirozzi (Iai)
Nicoletta Pirozzi richiama il ruolo centrale della Costituzione nell’era digitale e mette in guardia contro i rischi della propaganda algoritmica. La sfida, spiega la capo programma Europa dell’Iai, non è solo regolatoria: per difendere le democrazie serve anche rafforzare consapevolezza, spirito critico e alfabetizzazione civica dei cittadini
Meno chip, più cervello. La lezione di DeepSeek all'Europa
Il caso DeepSeek e i limiti dei monster model indicano che l’efficienza del software può battere la forza bruta dei giganti americani dell’intelligenza artificiale. Ecco la strategia per Bruxelles
Che cosa c'è dietro la crisi della fecondità
Tra nascite in calo, figli rinviati e politiche insufficienti, la denatalità è un puzzle dai tanti tasselli. Contano l’economia, la cultura e i mutamenti sociali, e non ci sono soluzioni semplici. L’analisi di Carmine Soprano, economista del Gruppo dei 20
Il messaggio nascosto nelle nuove manovre orbitali russe. L’analisi del gen. Bianchi
Cinque satelliti russi hanno effettuato una rara e costosa manovra orbitale per allinearsi quasi completamente a Iceye-X36, assetto della costellazione radar utilizzata anche dall’Ucraina. Non ci sono prove di intenti ostili, ma la configurazione raggiunta è compatibile con future operazioni di prossimità. Un caso che mette in luce la crescente rilevanza strategica della manovrabilità orbitale e la sempre più stretta interazione tra infrastrutture spaziali civili e militari. L’analisi del generale Lucio Bianchi
Sicurezza nazionale, AI ed export control. Il significato politico del caso Anthropic secondo Mele
Secondo Stefano Mele, avvocato ed esperto di cybersecurity, sebbene l’accaduto possa essere ricondotto al più ampio ambito del controllo delle esportazioni in campo tecnologico, esso non riguarda soltanto la sospensione dell’accesso a due modelli avanzati di intelligenza artificiale, quanto piuttosto il modo in cui gli Stati Uniti iniziano a giudicare alcune capacità dell’AI quando vengono considerate rilevanti per la loro sicurezza nazionale
Perché la partita dell’IA fra Usa e Cina si gioca sulla dipendenza tecnologica
Il dibattito sull’Intelligenza Artificiale continua a essere impostato su una domanda sbagliata: chi ha il modello migliore? È una questione utile per il mercato, per gli investitori e per la comunicazione aziendale, ma non basta per comprendere la dimensione geopolitica della competizione fra Usa e Cina. L’analisi di Andrea Monti, docente di identità digitale, privacy e cybersecurity nell’università di Roma Sapienza
Il ritorno al nucleare è una scelta che l’Italia non può più rimandare
“Nuclearizziamoci” non è uno slogan: è un progetto di Paese. Clima, salute, geopolitica, costi e competitività sono tutti fattori che rendono il nucleare una priorità di sistema, spiega Lodovico Mazzolin
Anthropic, la fine del tecno-laissez faire americano e la lotta al controllo della IA
Il pretesto tecnico è una falla nelle protezioni del modello; la verità non detta è la resistenza di Anthropic alle pressioni del governo federale. Da mesi, infatti, la società è in rotta di collisione con l’amministrazione, per aver rifiutato di mettere Claude al servizio di armi autonome e sorveglianza di massa. La direttiva del 12 giugno non fa che confermare quello che ha tutta l’aria di un prolungato braccio di ferro. L’analisi dell’avvocato Riccardo Piselli, professore di Proprietà Intellettuale alla Luiss Guido Carli
















