La Santa Sede intensifica il proprio impegno sull’Ucraina. Dopo la missione del cardinale Zuppi dedicata ai prigionieri di guerra e ai bambini ucraini trasferiti in Russia, il Vaticano invia nel Paese anche il ministro degli Esteri Paul Richard Gallagher
Il cardinale Matteo Maria Zuppi ha concluso la sua seconda missione in Ucraina dall’inizio della guerra, lasciando Kyiv per fare rientro a Roma al termine di quattro giorni di incontri istituzionali, celebrazioni e colloqui dedicati soprattutto ai temi umanitari. La visita, compiuta in qualità di inviato di papa Leone XIV, ha ribadito l’impegno della Santa Sede nel sostenere ogni iniziativa volta ad alleviare le conseguenze del conflitto, con particolare attenzione allo scambio dei prigionieri di guerra, al rimpatrio dei bambini ucraini trasferiti in Russia e alla tutela della popolazione civile.
Durante la permanenza nel Paese, Zuppi ha preso parte alle celebrazioni della Giornata della Statualità ucraina insieme al presidente Volodymyr Zelensky e alle principali autorità civili e religiose. Successivamente ha incontrato il ministro degli Esteri Andrii Sybiha, che ha espresso la gratitudine del governo ucraino per l’impegno umanitario della Santa Sede e ha chiesto di proseguire gli sforzi diplomatici per favorire una pace “globale e duratura”. Nel corso del colloquio con il porporato, Sybiha ha sottolineato come l’Ucraina desideri porre fine al conflitto, richiamando al contempo l’attenzione anche sul crescente ruolo del Paese nella sicurezza europea grazie allo sviluppo della propria industria della difesa e all’esperienza maturata sul campo di battaglia.
Tra i dossier affrontati vi è stata soprattutto la situazione dei civili ucraini detenuti in Russia, (tema seguito con attenzione dagli apparati vaticani sin dal 2022) che Kyiv ritiene privi di adeguati strumenti di tutela internazionale. Il ministro ha inoltre illustrato la situazione umanitaria nelle comunità di Oleshky e Hola Prystan, nella regione di Kherson occupata dalle forze russe, dove migliaia di persone necessiterebbero di un corridoio umanitario. Nel confronto è stato affrontato anche il tema della tutela del Monastero della Lavra di Kyiv-Pechersk, patrimonio mondiale dell’Unesco, recentemente colpito da un attacco e considerato dal governo ucraino una priorità per gli interventi di protezione e restauro.
Nel corso della missione, Zuppi ha ribadito più volte che l’impegno della Chiesa resta esclusivamente umanitario. “Un solo militare, un solo civile o un solo bambino che può riabbracciare la propria famiglia è un tassello per la pace”, ha affermato il cardinale, assicurando che “ogni sforzo possibile sarà compiuto” secondo la volontà di Papa Leone XIV, nella convinzione che gli interventi umanitari debbano rimanere al di sopra di qualsiasi logica politica o militare.
La questione dei prigionieri di guerra è stata al centro anche degli incontri con numerosi rappresentanti delle istituzioni ucraine, tra cui il capo dell’intelligence militare, il Commissario per i diritti umani e i responsabili del coordinamento per i prigionieri di guerra. Tra le richieste affidate alla Santa Sede figura il progetto di uno scambio “tutti per tutti”, che consentirebbe il rimpatrio di circa 7.000 militari ucraini detenuti in Russia e di circa 4.000 prigionieri russi nelle mani di Kyiv. Altrettanta attenzione è stata dedicata ai civili detenuti e ai bambini ucraini trasferiti oltre confine, dossier sui quali il Vaticano è impegnato da tempo attraverso la propria attività diplomatica.
I familiari dei detenuti hanno inoltre auspicato che il cardinale possa visitare anche le carceri russe, come già fatto durante questa missione nella colonia penale Zakhid-1, nella regione di Leopoli, dove ha incontrato prigionieri di guerra russi. Secondo i parenti dei detenuti ucraini, una presenza della Santa Sede negli istituti penitenziari russi potrebbe contribuire a verificare le condizioni di detenzione, sulle quali vengono denunciate torture e trattamenti inumani.
Il viaggio di Zuppi non deve essere visto come un unicum, ma come parte di uno sforzo più ampio condotto da San Pietro. A conferma dell’intensificarsi dell’impegno diplomatico della Santa Sede verso l’Ucraina, il Vaticano ha annunciato anche la prossima missione di monsignor Paul Richard Gallagher. Il Segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali si recherà infatti nel Paese dal 16 al 21 luglio 2026 come inviato speciale di Papa Leone XIV per partecipare alle celebrazioni del 35° anniversario del rinnovamento delle strutture della Chiesa di rito latino in Ucraina e alle commemorazioni per il 25° anniversario del viaggio apostolico di San Giovanni Paolo II nel Paese.
















