Skip to main content

L’Ucraina sta continuando a cercare mezzi e sistemi d’arma in ogni angolo dell’Europa, e ora anche i musei militari entrano nella lunga lista dei fornitori di equipaggiamenti per la guerra contro la Russia. Un museo privato danese, il Panzermuseum East, specializzato nei mezzi corazzati sovietici e del Patto di Varsavia ha infatti trasferito a Kyiv i primi veicoli della propria collezione. I mezzi inviati sono un Bmp-1 e un Mt-Lb equipaggiato con il radar di sorveglianza terrestre Snar-10, due piattaforme progettate in epoca sovietica ma ancora potenzialmente utili sul campo di battaglia. Il museo ha definito il trasferimento la sua “prima spedizione”, lasciando intendere che potrebbero seguirne altre.

Il Bmp-1 è uno dei veicoli corazzati più iconici della Guerra fredda. Entrato in servizio alla fine degli anni Sessanta, fu concepito come veicolo da combattimento della fanteria, combinando mobilità, protezione e la possibilità per i soldati di combattere dall’interno del mezzo. Armato con un cannone a bassa pressione da 73 millimetri, una mitragliatrice coassiale e un lanciatore per missili anticarro 9M14 Malyutka, poteva trasportare una squadra di fanteria. Ne furono prodotti più di ventimila esemplari. Rispetto agli standard dei moderni veicoli corazzati, il Bmp-1 è ormai obsoleto. Ma la sua presenza nell’esercito ucraino non è una novità: Kyiv ne utilizza già numerosi esemplari, rendendo relativamente semplice l’integrazione di ulteriori mezzi dello stesso tipo, almeno nel caso in cui le condizioni meccaniche siano sufficientemente buone. La capacità anfibia, la relativa semplicità di manutenzione e la disponibilità di ricambi continuano inoltre a rappresentare elementi di interesse.

Ancora più particolare è l’Mt-Lb Snar-10. Il veicolo deriva dall’Mt-Lb, una piattaforma cingolata multiuso ampiamente diffusa negli arsenali sovietici, sulla quale è installato un radar per la sorveglianza del campo di battaglia. Il sistema Snar-10 è stato progettato soprattutto per la ricognizione e l’individuazione di obiettivi destinati all’artiglieria: può contribuire a rilevare movimenti di veicoli e truppe, esplosioni e impatti dei proiettili, fornendo informazioni utili per correggere il tiro.

Non è però chiaro in quali condizioni i due mezzi siano stati consegnati né se siano stati sottoposti a lavori di revisione o modifica. I veicoli conservati nei musei privati possono essere mantenuti in condizioni sufficienti per essere messi in moto e utilizzati durante dimostrazioni, ma normalmente non dispongono di equipaggiamenti militari completi, elettronica sensibile o sistemi d’arma funzionanti. Per questo, non è ancora possibile stabilire se Bmp-1 e Snar-10 siano destinati direttamente al fronte, all’addestramento oppure all’impiego come fonte di pezzi di ricambio.

La vicenda è significativa soprattutto per ciò che racconta sulla crescente difficoltà di reperire mezzi compatibili con le esigenze dell’esercito ucraino. Nel corso della guerra Kyiv ha ricevuto equipaggiamenti attraverso canali estremamente diversi: dalle scorte governative dei Paesi europei ai veicoli donati da privati, dai pickup civili convertiti in mezzi militari fino agli equipaggiamenti sovietici restaurati e ai mezzi acquistati attraverso circuiti commerciali. Il progressivo esaurimento delle riserve risalenti alla Guerra fredda rende così preziose anche fonti che fino a pochi anni fa sarebbero state considerate marginali. Collezioni private, musei, centri di addestramento e depositi industriali possono trasformarsi in serbatoi di mezzi e componenti compatibili con le piattaforme sovietiche ancora utilizzate dall’Ucraina.

Non è la prima volta che vecchi mezzi sovietici vengono recuperati per sostenere lo sforzo bellico ucraino. La Grecia ha trasferito a Kyiv 40 Bmp-1A1 a partire dall’ottobre 2022, mentre la Slovacchia ne ha forniti altri 30, nella versione Bvp-1. La Repubblica Ceca ha inoltre messo a disposizione 56 Bmp-1 ex tedeschi dell’Est sottoposti ad aggiornamenti.

Il caso danese rappresenta tuttavia un salto ulteriore: per la prima volta, o comunque tra i casi più insoliti documentati, un museo straniero sta svuotando parte della propria collezione per contribuire direttamente allo sforzo bellico ucraino. E la collezione del Panzermuseum East offre ancora numerosi possibili candidati, tra cui carri T-72 e T-55, il carro anfibio Pt-76, il semovente 2S1 Gvozdika, veicoli da ricognizione Brdm e mezzi Btr-60, oltre a numerosi camion militari e sistemi di supporto.

 

Dal museo al campo di battaglia. La Danimarca dona blindati sovietici a Kyiv

Un museo militare danese ha trasferito all’Ucraina due mezzi sovietici risalenti alla Guerra Fredda che teneva in esposizione. Un episodio insolito che racconta quanto Kyiv sia ormai costretta a cercare mezzi compatibili con i propri arsenali in ogni possibile fonte

Sempre meno petrolio. Così Hormuz inguaia il mercato

Il bilancio globale del petrolio mostrerà un deficit di 1,8 milioni di barili al giorno nel terzo trimestre del 2026. E questo perché, dopo una breve tregua a giugno, le scorte globali di petrolio osservate sono crollate di 69 milioni di barili. Una prospettiva che manterrà i prezzi ancora molto alti

La risposta alla polarizzazione è il patto tra moderati. E Meloni e Frederiksen lo dimostrano. Parla Adornato

Siamo in presenza di un modello da seguire anche al fine di contrastare la polarizzazione ideologica su qualsiasi cosa che, invece, non permetterebbe un governo equilibrato delle società occidentali. Su molti temi uno sforzo di dialogo, uno sforzo di comprensione e perfino una messa in campo di azioni comuni fra le parti moderate credo sia la strada maestra. Conversazione con Ferdinando Adornato, giornalista, saggista e già parlamentare

Meloni sbaglia su Schengen ma ha ragione su Ceuta. La lezione alla sinistra italiana

La crisi di Ceuta mostra il limite della chiusura delle frontiere interne, ma anche la necessità di una strategia europea sui confini. Una linea che i socialisti nordici hanno già fatto propria. Il commento di Salvatore Di Bartolo

Verso il rilancio del petrolio. Nuovo incontro Usa-Venezuela per il mercato energetico e non solo

A sette mesi dall’apertura del mercato petrolifero, una delegazione americana vola da Delcy Rodriguez per rafforzare l’asse con Washington. Tutti i dettagli

Il 71% degli americani non vuole data center vicino casa. E la Cina osserva

Dalle proteste contro i data center negli Stati Uniti alle accuse di interferenza cinese, la crescita dell’AI si scontra con paure locali e sfiducia diffusa. Una frattura sociale che Pechino potrebbe sfruttare e che le Big Tech cercano di disinnescare

L’IA entra nei trial clinici. E ora promette di tagliare tempi e costi dei farmaci

Dopo aver accelerato la fase preclinica della ricerca farmaceutica, l’intelligenza artificiale entra nel cuore della sperimentazione sull’uomo. Una nuova analisi del Tufts Center for the Study of Drug Development stima che gli agenti IA possano ridurre di circa dieci settimane i tempi di sviluppo dei farmaci oncologici e tagliare fino a 5,6 milioni di dollari di costi diretti nei trial avanzati. Ma i principali ostacoli allo sviluppo di un nuovo farmaco restano ancora fuori dalla portata degli algoritmi

Germania e Italia, due strade contro la minaccia ibrida. La lettura di Petrelli

Di fronte alla crescente minaccia ibrida russa, Italia e Germania imboccano strade diverse: Roma rafforza il dominio cyber e il coordinamento della Difesa, Berlino punta a una profonda riforma dell’intelligence con capacità offensive. Due approcci distinti alla sicurezza nazionale. L’analisi di Niccolò Petrelli

Golden Dome, il Pentagono lancia l’Ecosystem Hub per rafforzare la base industriale della difesa

Il Pentagono ha lanciato il Golden Dome for America ecosystem hub, una piattaforma pensata per mettere in contatto diretto il programma con contractor, startup, investitori e centri di ricerca. Le aziende potranno presentare tecnologie e consultare indicazioni sui capability gap ancora aperti, mentre il Program office punta ad ampliare la base dei fornitori, ridurre le dipendenze industriali e accelerare l’ingresso di nuove soluzioni nello scudo antimissile americano

d'azov

Patriot in cambio dello stop ai raid sulle petroliere? Cosa si sono detti Zelensky e Vance

L’amministrazione Trump ha chiesto a Kyiv di sospendere gli attacchi con droni contro le petroliere dirette a Novorossiysk per proteggere il corridoio energetico del Kazakistan. E l’Ucraina sembra aver accettato, puntando a strappare progressi riguardo al dossier Patriot

×

Iscriviti alla newsletter