Skip to main content

Nel 2014, Nick Bilton, editorialista del New York Times così si esprimeva sui rischi della IA: “Gli sconvolgimenti dell’IA possono intensificarsi rapidamente e diventare più spaventosi e persino catastrofici. Immaginate come un robot medico, originariamente programmato per curare il cancro, potrebbe concludere che il modo migliore per cancellare il cancro è sterminare gli umani che sono geneticamente inclini alla malattia”.

Dopo 10 anni, con l’avvento delle GenAI, dimostrazione delle potenzialità che le intelligenze artificiali stanno mettendo in campo e possono esprimere, questa frase sembrerebbe essere ancora più inquietante. Eppure, come in ogni opera dell’uomo, è necessario analizzare in maniera obiettiva e lucida, quali sono i benefici del suo utilizzo, i rischi e, da qui chiedersi quali sono i risvolti e le responsabilità etiche che ne derivano.

Negli ultimi due anni abbiamo assistito ad una accelerazione senza precedenti nella potenza espressiva dell’IA che ha portato ad una vera e propria “democratizzazione” nell’utilizzo di questo strumento da parte di un target di utenti estremamente ampio e nei settori più svariati. Potremmo affermare che, ad oggi, non c’è settore che non sia influenzato o sia, potenzialmente influenzabile, dalla IA.

Restringendo il campo al solo panorama delle aziende del settore IT (ad un tempo il erogatori e fruitori della tecnologia AI) innumerevoli sono i campi di applicazione e i vantaggi che ne possono nascere.

Si pensi all’utilizzo dell’IA nell’ambito della cybersecurity e delle infrastrutture critiche. Come è vero che i criminali informatici sfruttano dei modelli IA per sferrare attacchi sempre più sofisticati alle infrastrutture target è anche vero che, lo stesso strumento, ha immense potenzialità per poter essere utilizzato anche dagli operatori chiamati a difenderle.

Come poi non pensare alle applicazioni della IA che, man mano, stanno facendosi sempre più strada nel mondo del project management. Attraverso algoritmi ad-hoc il manager può avere supporto alle decisioni sulla stima dei costi, allocazione delle risorse, differenti modalità di delivery e analisi del rischio, migliorandone l’efficacia e la precisione.

Infine, è ormai diventato quasi uno standard de-facto, nel lavoro quotidiano di uno sviluppatore software utilizzare tools chiamati di “co-piloting” offerti dai più diffusi ambienti di sviluppo che forniscono risposte istantanee ma anche vero e proprio codice già pronto da poter utilizzare. Questi strumenti possono sicuramente aumentare la produttività ma anche la velocità con la quale si apprendono nuovi pattern e tecniche di programmazione.

Perché allora, da più parti, si levano voci catastrofiste e moniti sui potenziali rischi di un utilizzo massivo dell’IA? Il problema è talmente importante e potenzialmente deflagrante, che le istituzioni sovranazionali e nazionali hanno varato e stanno varando codici di condotta etica per regolamentare l’implementazione, la fornitura, l’utilizzo e la governance degli strumenti di IA. Basti pensare all’ AI Act emanato dall’Unione Europea e recepito dall’Italia nei mesi scorsi. Una trattazione esaustiva dei risvolti etici richiederebbe molto più spazio e tempo (sterminate sono le bibliografie sul tema nei vari campi del diritto, della filosofia, della stessa etica).

Conviene allora concentrarsi su un aspetto che può, a mio avviso, illuminare tutte le riflessioni successive.

L’IA è, fondamentalmente, un mezzo inventato dall’uomo (come lo sono il coltello, la macchina a vapore, l’automobile, Internet) per risolvere un problema. Alla base del suo funzionamento vi sono operazioni algebriche concatenate tra di loro che agiscono su una serie più o meno grande di dati che vengono analizzati. Da tali analisi si producono risultati statistici di correlazione che contribuiscono a “rinforzare” il processo di apprendimento dell’algoritmo.

Da quanto sopra detto possiamo affermare come l’IA non è nata per sostituirsi all’uomo e i suoi effetti dipendono, in ultima istanza, cosi come per l’automobile e il coltello, dall’utilizzo che l’uomo ne fa. L’IA è a supporto dell’uomo che rimane, e deve rimanere, in definitiva, l’ultimo e l’unico responsabile del suo utilizzo.

Dalla logica di funzionamento delle AI emerge anche il rischio di ridurre la complessità e l’unicità di ogni persona ad un vettore algebrico da analizzare che, sulla base di calcoli matematici, può essere inserito in un cluster di appartenenza.

In definitiva l’IA produce delle scelte algoritmiche. L’uomo, invece, non solo sceglie, ma è capace di decidere. Pertanto la radice etica che dovrebbe guidare le scelte relative all’AI è quella di non privare mai l’uomo della capacità di decidere, delegando alle macchine tale facoltà.

Questo, in ultima istanza, l’antidoto contro le paure espresse da Nick Bilton all’inizio e la chiave per far si che l’IA migliori, in maniera sostenibile e ragionevole le nostre vite e la nostra società.

 

Un antitodo per la responsabilità etica nell'IA

Di Alessandro Della Rocca

In definitiva l’IA produce delle scelte algoritmiche. L’uomo, invece, non solo sceglie, ma è capace di decidere. Pertanto la radice etica che dovrebbe guidare le scelte relative all’AI è quella di non privare mai l’uomo della capacità di decidere, delegando alle macchine tale facoltà. L’intervento di Alessandro Della Rocca (System Management)

Dall’utopia alla politica, la complessità del Piano Draghi secondo Cangini

Il rapporto sulla competitività presentato ieri a Bruxelles da Mario Draghi rappresenta il primo tentativo concreto di uscire dal dogmatismo per passare ad un approccio realista e pragmatico. Un approccio, detto con una parola antica oggi piuttosto screditata, “politico”. Senza un diretto coinvolgimento di Draghi il piano non si realizzerà. E non si vede quale carica europea potrebbe essere conferita all’ex governatore della Bce per renderlo istituzionalmente responsabile della realizzazione del proprio progetto di sviluppo. Chissà che la possibile vittoria di Donald Trump negli Stati Uniti, con le conseguenti ricadute commerciali e militari, non possa rappresentare lo choc di cui l’Europa ha bisogno per ripensare se stessa. Il corsivo di Cangini

Cresce il ruolo dell'Italia nell'eolico galleggiante. Il traguando di Eni Plenitude per il parco GreenVolt

Ci sarà anche un po’ di tricolore nel progetto eolico offshore galleggiante GreenVolt, che si appresta a diventare il più grande parco eolico, con questa tecnologia

Lezioni neozelandesi contro l'ascesa cinese. Scrive Harth

Come dice il nuovo rapporto annuale dell’intelligence neozelandese, “siamo entrati in una nuova era di competizione strategica” in cui le linee tra le minacce di interferenza straniera, spionaggio ed estremismo violento “sempre più si stanno confondendo”. È ora che anche l’Italia ne tragga le conseguenze. Il commento di Laura Harth, campaign director di Safeguard Defenders

India e Medio Oriente pronti, l'Europa (a guida italiana) può fare la differenza. Un anno di Imec

Di Kaush Arha, Giulio Terzi di Sant’Agata e Francesco Maria Talò

In occasione del suo primo anniversario, ecco il bilancio di quanto fatto finora. I progressi dell’India e del Medio Oriente (Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita) sono promettenti. L’Europa e gli Stati Uniti, invece, sono distratti dalle guerre in Ucraina e a Gaza. L’Italia, non solo geograficamente ma anche politicamente, è pronta per essere il Paese leader nell’attuazione del Corridoio economico India-Medio Oriente-Europa. L’intervento di Kaush Arha, Giulio Terzi di Sant’Agata e Francesco Maria Talò

Il centro non esiste nel campo largo. Renzi e Calenda nel Pd? Risponde Merlo

La possibile e prossima confluenza dei partiti di Renzi e di Calenda nel Pd può rappresentare un elemento di chiarezza e di trasparenza non solo per il futuro del Centro e della “politica di centro” nel nostro Paese, ma anche un momento importante che aiuta il confronto tra le rispettive coalizioni. Il commento di Giorgio Merlo

Venezuela, il presidente eletto vola a Madrid. E ora?

La comunità internazionale gioca un ruolo fondamentale in questa nuova crisi politica del Venezuela. Gli Stati Uniti mantengono una posizione dura contro il regime di Nicolás Maduro e minacciano nuove sanzioni. Ecco tutti gli scenari possibili

L'Europa di Draghi è quella che serve, ma per Cipolletta deve fare i conti con il sovranismo

Nel suo rapporto l’ex presidente della Bce invita all’unità e alla comunione di intenti. E fa bene. Ma purtroppo questa è l’era di un neo-sovranismo che rischia di vanificare ogni sforzo. Intervista all’economista Innocenzo Cipolletta

Non solo droni. Anche i missili iraniani sarebbero arrivati in Russia

L’Iran avrebbe inviato circa duecento vettori missilistici alla Russia per rafforzare l’offensiva contro l’Ucraina. Ma Teheran nega ogni coinvolgimento. E da Occidente arrivano le allerte

Influencer taiwanesi nel Xinjiang. Le ragioni della mossa cinese

La stretta di Pechino su Hong Kong nel 2020 ha allarmato i cittadini dell’isola considerata “ribelle”: cresce la diffidenza verso il Partito comunista. Che così ha deciso di cercare sponsor per promuovere l’immagine della regione in cui verrebbero perpetrate violazioni dei diritti umani

×

Iscriviti alla newsletter