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Se Facebook rincorre Twitter imitandolo nell’hashtag e nella possibilità di embeddare i post, Twitter non sta certo a guardare. Gli utenti si sa, vanno stupiti e coccolati e quando sentono il profumo di novità ci vanno a mettere il naso.

Amati e odiati 140 caratteri

La brevità, punto di forza ma anche di debolezza del sito di microblogging, andava contrastata in qualche modo. Prima di tutto per offrire un contesto a quei 140 caratteri che spesso possono risultare incomprensibili ai più. Come evidenzia il sito Mashable, il valore di Twitter è innegabile nelle breaking news e nel riportare le dichiarazioni di personaggi celebri, molto meno si riscontra invece nel fornire elementi contestualizzanti.

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Per risolvere questo limite Twitter la settimana scorsa ha annunciato in un post l’introduzione di una nuova funzione, “related headlines”, ovvero i titoli correlati ai Tweet. Cliccando alla voce dettagli che accompagna ogni Tweet, comparirà una lista di notizie pubblicate sul web in cui quel Tweet è stato incorporato. L’utente avrà così modo di avere maggiori informazioni leggendo gli approfondimenti che la stampa ha dedicato ad esso. Ecco un esempio:

Ma non tutti i Tweet avranno titoli correlati, che compariranno invece solo a corredo di quelli più popolari o abbastanza rilevanti da essere stati incorporato in un post. Dalla nuova funzione inoltre ne trarranno beneficio i media grazie alla maggiore visibilità degli articoli.

Frasi ad effetto vs titoli

Ma c’è una funzione che potrebbe favorire maggiormente la contestualizzazione dei Tweet nonché la loro diffusione. Testata la scorsa settimana dal New York Times, essa permette agli utenti Twitter, in questo caso ai giornalisti, di selezionare una frase a scelta da un articolo e twittare direttamente quel contenuto piuttosto che il titolo del pezzo in questione. I lettori che vedranno il tweet, cliccando sul link allegato, saranno condotti alla parte evidenziata, anziché all’inizio dell’articolo.

Un esempio:

L’idea alla base è che mentre un titolo può avere poco appeal tra gli utenti, una frase clou di un articolo potrebbe invogliare maggiormente a cliccare. Il giornalista del Times Dave Itzkoff ha spiegato semplicemente a Poynter.org il suo metodo per determinare le frasi da evidenziare: “Cerco di immaginare ciò che potrebbe attrarre i lettori”.

Al momento gli esperimenti non hanno un campione sufficiente per trarne delle conclusioni ma Twitter, che non ha ancora annunciato quando la funzione sarà disponibile per gli altri, e i media sperano in una maggiore condivisione dei contenuti.

Facebook lo insegue ma Twitter vola

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