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In Georgia c’è molta voglia di Europa, Tbilisi ambisce a far parte della famiglia europea e l’Italia può svolgere un ruolo di primo piano nell’accompagnare il Paese verso la strada che conduce a Bruxelles. Questo il senso della missione in Georgia svolta Commissione esteri della Camera in primis per affrontare la controversa legge sulle interferenze straniere.

La delegazione composta dagli onorevoli Deborah Bergamini di Forza Italia, Giangiacomo Calovini di Fratelli d’Italia e Lia Quartapelle del Partito democratico, e assistita dall’ambasciatore italiano a Tbilisi Massimiliano D’Antuono, ha messo in evidenza due elementi: il supporto italiano in seno alla comunità internazionale e le istanze della società e della politica georgiana.

Qui Tbilisi

Gli incontri si sono svolti con rappresentanti di maggioranza, di opposizione e della società civile, e hanno messo in luce le possibili conseguenze in caso di approvazione della legge in questione. Con il metropolita della chiesa ortodossa si è discusso dei rischi per la coesione sociale, mentre con la Presidente della Repubblica, Salomé Zourabichvili, sono stati analizzati i rischi per il percorso di adesione del paese all’Ue. È lei, ex ambasciatrice francese in Georgia, a non aver firmato la legge in quanto in opposizione con il Governo.

“In due giorni ho respirato davvero una notevole voglia di Europa – racconta a Formiche.net il parlamentare di FdI, Giangiacomo Calovini – ma anche tanta voglia d’Italia e quindi sono convinto che il suo percorso naturale sia quello verso l’Unione europea: mi auguro sinceramente che non si blocchi o non si fermi per ‘qualche intoppo di questo tipo’: ecco la volontà secondo me deve essere duplice sia da una parte che dall’altra per arrivare ad una soluzione positiva”.

Il viaggio

La visita dei componenti della commissione esteri della Camera è nata dopo che, in occasione dello scorso question time, il vicepremier Tajani aveva auspicato che ci potesse essere una delegazione parlamentare anche italiana che andasse in Georgia per comprendere meglio la situazione. Anche grazie ad un rapido lavoro preparatorio svolto dall’ambasciatore italiano, la delegazione è riuscita ad essere ricevuta anche dalla Presidente della Repubblica georgiana.

“Si è trattata di una visita molto istituzionale – aggiunge Calovini – e diversa rispetto alle altre visite che avevano fatto alcuni parlamentari europei nei giorni precedenti, in particolar modo dai Paesi baltici e dalla Germania che sono andati lì in maniera un po’ arrogante sostenendo che questa fosse una legge contro la libertà di espressione voluta da Mosca e che se la Georgia ambisce ad entrare in Ue allora dovrebbe assolutamente prendere le distanze e fare una marcia indietro. Che, attenzione, è vero ed è giusto nel senso che un Paese candidato all’Ue per poter aderire alla famiglia europea è doveroso che rispetti quanto viene definito dalle istituzioni europee. Quindi io su questo sono intransigente come lo è stata l’Europa”.

Geopolitica

Il ragionamento fatto da Calovini poggia sul fatto che non bisogna rischiare di perdere un Paese che confina con la Turchia, che è invaso per il 18% della Russia e che è poco distante da un attore regionale come l’Iran. “Quindi il mio auspicio è che ovviamente questo governo ritiri la legge in questione che va contro l’auspicio europeo. Dall’altra parte auspico anche che l’Europa, magari per troppa rigidità, non rischi di perdere comunque un Paese che ambisce a far parte della famiglia europea”.

Il ruolo italiano

Quale ruolo può giocare l’Italia in questa partita? “Un ruolo importante – risponde Calovini – ma non lo dico perché sono un parlamentare di Fratelli d’Italia, bensì è una considerazione generale figlia della contingenza degli altri Paesi europei: c’è molta attenzione nei confronti dell’Italia e del governo italiano. Personalmente credo nella capacità di dialogo con tutti in questo momento dell’Italia, è un dato di fatto: c’è una presidente del Consiglio di Fratelli d’Italia che però dialoga con qualunque premier socialista, ciò dimostra una capacità di dialogo multilivello da parte di Giorgia Meloni, da Orban fino a Scholz. La mia convinzione è che l’Italia anche sul dossier georgiano debba e possa far bene per cercare di far sì che la Georgia non si allontani dall’Europa ma anzi ne faccia parte il più presto possibile”, conclude.

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