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Scott Bray, direttore ad interim della Naval Intelligence degli Stati Uniti, è il nuovo assistente segretario generale della Nato per l’intelligence e la sicurezza. Prende il posto di un altro americano, David Cattler, che lascia dopo quattro anni l’incarico al fianco del segretario generale Jens Stoltenberg, il cui mandato è stato prorogato di un altro anno lo scorso luglio.

Bray ha grande esperienza in materia di Cina, che potrebbe rivelarsi particolarmente utile nel lungo periodo. Infatti, l’alleanza, impegnata oggi sulla Russia alla luce dell’invasione dell’Ucraina, ha recentemente scelto di definire la Repubblica popolare come una “minaccia” e, anche per questo, ha deciso di rafforzare i suoi legami con le democrazie del Pacifico, a partire da Australia, Corea del Sud e Giappone.

Nella sua carriera il prossimo assistente segretario generale della Nato per l’intelligence e la sicurezza si è occupato delle attività marine e sottomarine della Cina alla Naval Intelligence da inizio anni Duemila. Tra il 2007 e il 2008 ha prestato servizio all’ambasciata statunitense a Pechino come assistente e consigliere dell’addetto militare su questi di intelligence. Poi è stato trasferito all’Ufficio del direttore dell’Intelligence nazionale occupandosi di intelligence militare su faccende come le Primavere Arabe e le crisi in Libia, Siria e Mar Cinese Meridionale, prima di diventare capo del reparto Asia orientale. Da inizio 2020 è vicedirettore della Naval Intelligence (promosso direttore ad interim poche settimane fa) e direttore della Naval Intelligence Activity.

Chi è Scott Bray, nuovo capo dell’intelligence Nato

Lascia la guida della Naval Intelligence degli Stati Uniti per diventare assistente segretario generale dell’alleanza. Porta a Bruxelles la sua grande esperienza sulla Cina. Prende il posto di un altro americano, David Cattler, da quattro anni al fianco di Stoltenberg

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