Skip to main content

Lo aveva più volte annunciato Giorgia Meloni che la presidenza italiana del G7 avrebbe avuto un impatto armonico e globale proprio al fine di assicurare centralità all’Italia e, contemporaneamente, offrire un contributo oggettivo ai dossier maggiormente strategici legati alla contingenza. Non ha fatto eccezione la ministeriale dell’Industria, Tecnologia e Digitale del G7 di Verona in cui, tra le altre cose, il ministro Adolfo Urso ha incontrato la vice premier ucraina e ministra dell’Industria Yulia Svyrydenko e ha annunciato la volontà di procedere ad un MoU, il prossimo 9 aprile a Trieste, nell’ambito di una riunione dei ministeri dei Paesi del quadrante est europeo.

Da Verona al globo

Il comune denominatore della giornata veronese è stato quello della cornice globale. Intelligenza artificiale, meccanica quantistica, semiconduttori, catene globali del valore sono solo alcuni dei temi trattati, alla presenza di un ricco parterre, con in prima fila i vertici europei come la vicepresidente della Commissione europea e commissaria per la Concorrenza, Margrethe Vestager. Il messaggio inviato a Bruxelles è che l’Europa deve raggiungere l’indipendenza strategica a partire dai chip, al fine di salvaguardare economia e industrie, ha spiegato Urso.

Da questo punto di vista grande attenzione è stata riservata alle reti sicure e resilienti, alle catene di approvvigionamento, ai fattori chiave di produzione: si tratta dei pilastri su cui edificare l’economia digitale, fondamentale per la sicurezza economica. In questa direzione vanno i panel specifici, dedicati alle reti terrestri sicure, alle reti sottomarine via cavo e su quelle non terrestri per promuovere la connettività globale.

Regole e dialogo

Il passaggio del dialogo aperto è stato sottolineato anche dal presidente di Confindustria Veneto, Raffaele Boscaini, secondo cui servono regole. “Bisogna capire cosa l’intelligenza artificiale può portare a tutti noi. In questo senso penso che i giovani si dovranno far trovare pronti a questa grandissima, importante innovazione. Come è accaduto anche per le innovazioni del passato, l’intelligenza artificiale è solo uno strumento, ma al centro c’è sempre l’uomo”. Proprio il B7, l’autorevole Engagement Group istituito in seno al G7 guidato quest’anno da Confindustria, ha dato vita al B7 Flash, un focus che ha messo in risalto le principali priorità che la riunione ministeriale ha affrontato come il digitale e l’intelligenza artificiale.

La prima sessione, alla presenza dei Paesi Outreach (Corea del Sud, Ucraina, Emirati Arabi) è stata dedicata all’Intelligenza Artificiale e alle Tecnologie Emergenti nell’Industria. La discussione si è concentrata sul potenziale impatto positivo dell’Ia su molti settori, con specifico riferimento all’aumento della produttività, dell’efficienza, dell’innovazione e della scoperta scientifica, allo stesso tempo considerandone i rischi.

Piattaforma Horonda

Il ministro italiano oltre ad esprimere la preoccupazione di Palazzo Chigi per l’evolversi della guerra d’invasione russa in corso in Ucraina, ha ribadito il pieno sostegno e la solidarietà di Roma al governo di Kiev oltre all’intenzione di rafforzare la cooperazione tra i due Paesi, “sia rispetto alle progettualità di interesse comune che ai temi trattati durante la sessione ministeriale”. Il riferimento è agli sviluppi del progetto della piattaforma logistica intermodale di Horonda che mira a sostenere gli scambi commerciali da e verso l’Ucraina, “soprattutto in un momento storico quale l’attuale in cui la portualità ucraina risulta fortemente compromessa a causa del conflitto in corso”.

Processo di Hiroshima

Particolare rilievo ha avuto l’incontro di Urso con il viceministro giapponese degli Affari Interni e Comunicazione, Junji Hasegawa, dopo la visita del ministro italiano a Tokyo di dicembre scorso e si inserisce in un rinnovato contesto relativo alle relazioni bilaterali tra i due Paesi. Italia e Giappone puntano a dare seguito al cosiddetto “Processo di Hiroshima” sull’Intelligenza Artificiale, che il governo italiano eredita proprio dal G7 del Giappone, “affinché le grandi potenze rappresentate in questa assise possano sempre più convergere su principi comuni e antropocentrici, mettendo al centro i valori e i diritti della persona”. Secondo Urso lo sviluppo delle tecnologie emergenti dovrà coinvolgere un numero sempre più grande di stakeholder e di Paesi nel mondo, secondo i principi dell’inclusività e della sostenibilità dello sviluppo. “Infine abbiamo confermato la volontà comune di rafforzare la nostra collaborazione nel settore della microelettronica, sempre più strategica in vista delle sfide dell’industria del futuro”.

Ia, produttività e innovazione imprese

Le imprese con l’occasione hanno chiesto al ministro una collaborazione più itesa tra pubblico e privato. Secondo le associazioni del B7, il summit di Confindustria presieduto da Emma Marcegaglia, “se adeguatamente sfruttata, l’Intelligenza artificiale ha il potenziale per generare prosperità, aumentare l’inclusione sociale, migliorare l’assistenza sanitaria, supportare molteplici transizioni in corso ed espandere la portata delle tecnologie digitali a nuove applicazioni e settori. Una più stretta collaborazione tra il settore pubblico e quello privato è però essenziale affinché le applicazioni dell’IA siano sicure e affidabili per tutti, aumentando la produttività e la competitività delle industrie e riducendo al minimo i rischi associati”.

Per cui il B7 si impegna a sostenere il G7 per stabilire regole, principi e standard efficaci per un uso più diffuso dell’AI, con un approccio realmente multilaterale necessario per monitorare la sua evoluzione e per fornire alla comunità del G7 un centro comune di conoscenza.

Presenti in rappresentanza delle imprese, Natasha Crampton per Microsoft, Russell Grandinetti per Amazon e Marc Mathieru di Salesforces. La delegazione G7, guidata dal ministro Urso, ha visto la partecipazione di Margrethe Vestager, vicepresidente della Commissione europea e dei rappresentanti istituzionali dei sette Paesi, tra cui François-Philippe Champagne, ministro dell’Innovazione, della Scienza e dell’Industria del Canada, Michelle Donelan, segretario di Stato per la Scienza, Innovazione e Tecnologia del Regno Unito, Marina Ferrari, segretario di Stato per il Digitale della Francia.

Da Verona l'Italia del G7 accelera su digitale e logistica

L’evento ministeriale G7 Industria, Tecnologia e Digitale con il ministro delle Imprese Urso si pone come tappa strategica nella presidenza italiana, come dimostra da un lato l’annuncio del MoU su logistica Italia-Ucraina e dall’altro la mole impressionante di dossier toccati a Verona

Cosa succederà dopo il voto Usa su TikTok? Risponde Rasser (Datenna)

La legge passerà anche al Senato e l’unica possibilità per ByteDance sarà un’azione legale, commenta il manager director di Datenna. Se la società cinese decidesse poi di non vendere l’app, allora molti negli Stati Uniti penseranno che questa, in particolare l’algoritmo, è troppo importante per Xi, dice

I conservatori si riuniscono a Cipro. La nuova Europa blu spiegata da Procaccini

La tregiorni dei conservatori europei sull’isola nel Mediterraneo orientale come nuovo step di avvicinamento alle europee di giugno. Il co-presidnete di Ecr a Formiche.net: “C’è un’onda blu non di sinistra, ma a trazione conservatori e popolari che sarà la nuova guida politica del continente”

L’innovazione plasmerà gli equilibri globali. L’intervento del ministro Urso

Di Adolfo Urso

L’accelerazione tecnologica sta spingendo l’umanità verso un nuovo paradigma, in cui la capacità di adattamento e di innovazione determinerà il successo delle nazioni. Il nostro Paese, con il suo ricco patrimonio di creatività, ingegno e competenze, è chiamato a un ruolo di leadership in questa trasformazione. Il primo passo è investire massicciamente sui fattori abilitanti che consentiranno lo sviluppo e l’adozione di queste tecnologie. Su Formiche l’intervento di Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy

Golden Power all’inglese. Sunak dice no ai giornali in mani straniere

Il governo si è “impegnato” a modificare la legge in modo da “impedire” la proprietà di media da parte di Stati stranieri, ha spiegato il sottosegretario Parkinson. La mossa arriva dopo l’interesse di una joint-venture a guida emiratina per due testate vicine ai conservatori

Così MedOr mette l’Italia e la Nato al centro del Mediterraneo

Alla kermesse che si è tenuta presso la sede del Centro Alti Studi per la Difesa, le dinamiche securitarie del Mediterraneo allargato vengono affrontate secondo i punti di vista nazionale, europeo e atlantista. Che devono essere integrati per dare una risposta efficace

Eni spinge su rinnovabili e dividendi nel nuovo piano

Il Cane a sei zampe presenta le nuove linee guida. Investimenti a quota 27 miliardi, mentre le dismissioni porteranno in cassa circa otto miliardi. E il dividendo sarà più ricco. La spinta sull’energia verde con Plenitude

La crisi del cattolicesimo e la sfida culturale. Scrive Ippolito

La crisi culturale e la diffusa insensibilità popolare non sono verso la fede, ma verso il modo troppo debole e poco rigoroso di presentare e insegnare la verità cattolica. Vi è troppa paura e poca audacia. Abbandonare il rigore argomentativo, dimenticarsi del fascino esigente e attraente della Verità, di cui la Chiesa romana è custode, ha avuto un senso forse ottant’anni fa, in un momento in cui la società era eccessivamente rigida, ma non ha più significato oggi. Il commento di Benedetto Ippolito

Dalla biografia del papa emerge il suo metodo. La riflessione di Cristiano

Esistono dei poli, che appaiono contrapposti, e invece sono opposti, ma non contraddittori. È solo nella naturale opposizione tra di loro che si procede: non per eliminare l’uno o l’altro, ma per salire a un livello più alto e procedere. La riflessione di Riccardo Cristiano sulle anticipazioni dell’autobiografia del papa, “Life – La mia storia nella Storia”, edito da Harper-Collins, e scritto con Fabio Marchese Ragona

Il Fattore K contro Salvini e Conte? L'analisi di Sisci

Non sono in risultati elettorali al voto delle regionali che condizioneranno il dibattito politico. Un possibile futuro veto al governo per i filo putiniani potrebbe spingere tutte le dinamiche politiche verso il centro e obbligare Meloni a cambiare pelle

×

Iscriviti alla newsletter