Skip to main content

Sceglie un riferimento cinematografico, Volodymyr Zelensky, così da permettere al pubblico di Davos di empatizzare al massimo con lui. La scelta è quella del “Giorno della marmotta”, in cui il protagonista si ritrova costretto a rivivere all’infinito le stesse ventiquattro ore. “Nessuno vuole vivere così”, dice il presidente ucraino, “ma purtroppo è così che al momento noi [ucraini, ndr] viviamo”. Proseguendo il suo discorso Zelensky ringrazia l’Europa per quello che ha fatto, in particolare sugli asset russi, ma attacca poi i leader europei di non essere stati abbastanza coraggiosi sull’uso di questi a favore dell’Ucraina, “facendo così vincere Putin”, e chiedendo all’Europa di agire con la stessa determinazione di Washington nei confronti della flotta ombra russa (non a caso negli stessi minuti è stata diffusa la notizia del sequestro da parte francese e inglese di una petroliera in transito nel Mediterraneo legata alla flotta ombra russa). Stesso discorso per l’esportazione dei componenti utilizzate dall’industria bellica russa,

Il leader ucraino ha inoltre denunciato la perdita di attenzione verso l’Ucraina a causa delle emergenti crisi internazionali, dalla Groenlandia all’Iran (per il quale rimarca uno scarso supporto internazionale a sostegno dei manifestanti) al Venezuela. Soffermandosi su quest’ultima per far notare come Maduro, in questo momento, sia in un carcere di New York in attesa di processo, mentre “Putin non lo è”, sottolineando l’assenza di progressi sulla costituzione di un tribunale sull’aggressione militare russa al suo Paese. Il leader ucraino suggerisce quindi che l’Europa ha bisogno di forze armate proprie, invece di affidarsi alla Nato, poiché “nessuno ha mai visto l’alleanza in azione”. In chiusura, Zelensky afferma che il presidente Trump “non cambierà”. “L’America sta cambiando posizione”, continua, “ma nessuno sa esattamente come. Le cose cambiano rapidamente, come può l’Europa stare al passo?”.

Parole che arrivano a ridosso di un incontro bilaterale tra Zelensky e Donald Trump, tenutosi a margine del Forum e durato circa un’ora, definito “costruttivo” da entrambe le parti, al termine del quale lo stesso leader ucraino ha annunciato che domani si apriranno negli Emirati Arabi le prime consultazioni trilaterali dall’inizio del conflitto a cui prenderanno parte Stati Uniti, Russia e Ucraina assieme. Intanto l’inviato speciale Steve Witkoff e il suocero di Trump Jared Kushner si stanno recando a Mosca per incontrarsi direttamente con Vladimir Putin, così da portare ulteriormente avanti i lavori per il negoziato. “Se entrambe le parti vogliono risolvere la questione, la risolveremo”, ha affermato Witkoff prima di partire per Mosca.

Sembra dunque che, dopo un’apparente pausa (almeno formale) nei lavori, il processo negoziale stia riprendendo vigore. Rimane però da vedere se questi sforzi arriveranno a qualche risultato concreto, oppure no.

Davos, Mosca, Emirati. Il nuovo triangolo dei negoziati sull'Ucraina

Dal palco svizzero il presidente ucraino richiama l’Occidente alle proprie responsabilità. Mentre l’incontro con Trump, la missione di Witkoff e Kushner a Mosca e i colloqui negli Emirati riaprono il cantiere del negoziato

Export control, industria e sicurezza. Il Forum alla Farnesina ridisegna le priorità italiane

Il controllo delle esportazioni si sta affermando come una chiave di lettura indispensabile per comprendere le trasformazioni dell’economia e della sicurezza globale. Dal Forum dedicato al tema emerge un quadro in cui le tecnologie a duplice uso impongono scelte più integrate tra politica industriale e tutela degli interessi nazionali. La sfida condivisa è costruire regole efficaci, capaci di proteggere senza ostacolare crescita, innovazione e presenza internazionale delle imprese italiane

Made in Italy 2030. La strategia italiana per sicurezza economica e prosperità

Il Libro Bianco Made in Italy 2030 ridefinisce la politica industriale italiana ponendo la sicurezza economica al centro della competitività, in risposta alle nuove vulnerabilità geoeconomiche globali. Dalla gestione delle supply chain alle materie prime, dai semiconduttori all’energia, la strategia punta su resilienza, coordinamento europeo e ruolo attivo dello Stato

Ddl Frjia. Cosa cambia e quali vantaggi per il settore subacqueo

Il fattore geopolitico è stato senza dubbio un acceleratore che ha determinato la scelta del governo di dotarsi di una agenzia ad hoc per una serie di ragioni di merito. Geopolitica, sicurezza e acque sono quindi intrecciate nella consapevolezza che elementi come cyber sicurezza, interconnessione di cavi sottomarini, infrastrutture energetiche sono pezzi dello stesso puzzle che vanno analizzati e gestiti con strumenti innovativi

Dual-use, un asset strategico per le esportazioni italiane. Scrive Tripodi

Di Maria Tripodi

I materiali a duplice uso sono sempre più centrali per l’economia italiana e il governo rivendica un modello che combina il sostegno all’export, controlli rigorosi e rapidità amministrativa. I dati sulle autorizzazioni rilasciate dalla Farnesina raccontano una filiera che cresce, ma che richiede cooperazione, responsabilità e visione strategica. La riflessione di Maria Tripodi, sottosegretario agli Esteri, in occasione del terzo forum italiano sul controllo delle esportazioni

Perché l'accordo Nato-Trump sulla Groenlandia conviene a tutti. Parla Castellani

La Groenlandia diventa il banco di prova del nuovo metodo Trump: pressione politica e accordi pragmatici per rafforzare la presenza Usa nell’Artico senza strappi formali. È una soluzione che conviene a tutti e rafforza la Nato. Sui dazi e sui rapporti transatlantici pesano le mediazioni di Italia e Germania, mentre l’Europa resta chiamata a una scelta obbligata: tenere unita l’alleanza con Washington. Colloquio con il politologo della Luiss, Lorenzo Castellani 

Board of Peace di Trump. Cos’è, chi c’è e perché conta anche oltre il dossier Gaza

Presentato a Davos, il Board of Peace di Donald Trump è un nuovo foro politico a guida americana che punta a intervenire sui principali conflitti globali, a partire da Gaza, con un formato pragmatico e fortemente accentrato. Tra adesioni selettive, assenze europee e critiche sul rapporto con l’Onu, l’iniziativa si impone come strumento di realpolitik in un contesto segnato dall’assenza di alternative operative credibili

Il welfare italiano è pronto a invecchiare? La long term care e lo scorporo (necessario) dal Fsn

Di Rosanna Sovani

La crescita della long-term care legata all’invecchiamento demografico sta mettendo in crisi l’attuale assetto del Fondo sanitario nazionale. Lo scorporo e la creazione di un sistema dedicato, basato su logiche attuariali e una governance nazionale coerente, rappresentano oggi una riforma necessaria, evidenzia Rosanna Sovani, head of public affairs presso Ls Cube

Con le terre rare australiane continua la sfida Usa alla Cina

Nelle ore in cui Donald Trump allenta la pressione sulla Groenlandia, isola decisamente ricca di minerali, Washington continua a tessere la sua tela di approvvigionamenti di materie critiche, assicurandosi alcune miniere australiane. E disimpegnandosi ancora una volta dalla Cina

Quale futuro per l’accordo (stoppato) tra Mercosur e Unione europea

Sono molte e varie le reazioni al voto degli europarlamentari che frena la ratifica dello storico trattato commerciale. Ecco com’è visto dalla stampa sudamericana, i prossimi passi e i costi economici del ritardo nella messa in vigore

×

Iscriviti alla newsletter