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Un Consiglio Affari esteri intenso, quello che si è tenuto oggi a Bruxelles. Da un lato l’emergenza Gaza a tenere altissima l’attenzione di tutti i ministri degli Stati membri. Dall’altro, l’esigenza di alcuni Paesi, come l’Italia, di distendere ulteriormente la propria strategia tanto sui dossier maggiormente contingenti (Medio Oriente), quanto su quelli più di prospettiva (Ucraina e patto di stabilità) questa volta in stretto coordinamento con Francia e Germania, a dimostrazione di un senso unitario dinanzi alla crisi in Medio Oriente. Il comune denominatore – come spiegato da Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri – è il ruolo attivo dell’Italia, in grado sia di assicurare sostegno umanitario, nell’area di Gaza e in quella di Kyiv, sia di costruire proposte per una soluzione.

Isolare Hamas

In primis la crisi provocata da Hamas, su cui il documento italo-franco-tedesco presentato oggi ha proprio l’obiettivo di isolare il terrorismo tagliando loro i finanziamenti, impedendo di fatto che ci sia un impennata di antisemitismo in Europa e nel mondo. Parole che Tajani usa anche al fine di raccontare come il governo italiano si sta muovendo in collaborazione con Parigi e Berlino: l’obiettivo è strutturare un’azione comune figlia di una posizione comune. Per questa ragione, al centro del dibattito di oggi c’è stato anche il documento italo-franco-tedesco, un primo passo rispetto ad un percorso che senza dubbio è lungo e arzigogolato ma che può trovare nell’Ue un soggetto costruens.

In secondo luogo Tajani ha ricordato che l’Italia è pronta a fare come sempre la propria parte se richiesto, “stiamo per inviare i Carabinieri. L’Italia, con la sua credibilità in Medio Oriente, può svolgere un ruolo importante per la soluzione dei 2 Stati”. Il punto di caduta complessivo riveste lo status di Gaza che secondo il ministro degli esteri italiano deve essere parte di un futuro Stato palestinese e “noi riteniamo che l’unica organizzazione legittima a governarlo sia l’Anp: naturalmente deve modificarsi e modernizzarsi”.

Onu+Unifil

Il riferimento è ad una ipotetica fase di transizione a cui prenderebbe parte l’Onu e una presenza come l’Unifil per evitare un ritorno di fiamma, come c’è al confine tra Israele ed Hezbollah. “È inaccettabile che in queste ore ancora ci sia qualcuno che sostiene la cancellazione di Israele dalle carte geografica: sono frasi inammissibili, violente, che non hanno precedenti né nella sede delle Nazioni Unite né nei consessi internazionali. Ma grazie alle nostre pressioni c’è stato qualche risultato perché nelle ultime ore e giorni ci sono state più pause del passato, è un fatto positivo, perché vogliamo aiutare la popolazione palestinese”, ha aggiunto.

Non si è parlato invece di sanzioni contro Teheran, anche se la prima richiesta all’Iran è quella di abbassare i toni, perché secondo Tajani “non è questo il momento di gettare benzina sul fuoco” e l’Iran deve “comprendere che Hezbollah non può lanciare missili su Israele”.

Ma non è tutto, perché oltre al dossier Gaza l’occasione del consiglio è stata utile per ribadire l’impegno italiano a sostegno di Kyiv, sia sotto l’aspetto che riguarda l’ottavo pacchetto, sia come aiuto materiale ad “una popolazione civile che soffre”. Tajani ha aggiunto che l’Italia “non ha firmato” contratti nel quadro del piano europeo per fornire munizioni all’Ucraina.

Digitalizzazione visti

Un’altra questione che ha un ritorno oggettivo per gli interessi italiani è quella relativa alla digitalizzazione dei visti contro i trafficanti: Tajani ha annunciato che c’è stata l’approvazione dei nuovi regolamenti sulla digitalizzazione dei visti per gli ingressi in Italia e in Europa. “È una scelta normativa che metterà in difficoltà i trafficanti di visti”. L’annuncio arriva dopo che lo stesso ministro aveva disposto una serie di ispezioni in Asia e in Africa. “La decisione che abbiamo approvato oggi va nella direzione di sostenere la linea della fermezza, della trasparenza e della lotta contro il traffico di visti, quindi contro i trafficanti di esseri umani in Italia e nel mondo”.

Recessione? No, grazie

L’Italia sarà l’unico Paese non in recessione Bruxelles secondo Tajani, che ha scelto la platea europea per sottolinearlo. “L’opposizione fa il suo mestiere, però, quando c’è una crisi economica e difficoltà, dovrebbe contribuire alla soluzione, non creare maggiore confusione. Ritengo altresì che, nonostante due guerre alle porte, la situazione del nostro Paese a livello europeo viva un momento di minor difficoltà rispetto ad altri Paesi. Di fatto sarà l’unico Paese che non sarà in recessione”. In che modo? “Grazie a quattro milioni di piccole e medie imprese, grazie a un sistema industriale forte – siamo la seconda manifattura europea – l’Italia riuscirà a superare questo momento, provocato da fatti esterni compreso l’aumento dei tassi di interesse”.

Due le frecce all’arco dell’Italia secondo Tajani: l’internazionalizzare delle imprese e la diplomazia economica, solo in questo modo sarà possibile far crescere l’economia, guardando a mercati internazionali che oggi sono occupati dall’Italian sound, cioè dal finto prodotto italiano. “È un’offensiva che lanceremo su quei mercati per far crescere le esportazioni e far crescere il fatturato delle imprese e quindi l’economia del nostro Paese. In Italia aumenta anche l’occupazione, le agenzie di rating danno sostanzialmente un giudizio positivo sull’economia del nostro Paese, continueremo a lavorare sull’export, che è un settore che va particolarmente bene e rappresenta circa il 40% del Pil”.

@FDepalo

Dal conflitto in Medio Oriente alla recessione. Tajani al Consiglio Affari esteri

“L’Italia riuscirà a superare questo momento, provocato da fatti esterni, compreso l’aumento dei tassi di interesse”, ha spiegato il ministro a margine del Consiglio Affari esteri durante il quale è stato presentato un documento congiunto con Francia e Germania su Gaza e Hamas

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