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Un cavo internet sottomarino tra Svezia ed Estonia è stato “danneggiato” lo scorso 8 ottobre, nello stesso momento in cui la Finlandia ha segnalato una perdita di pressione nel gasdotto Balticconnector e di un altro cavo di telecomunicazioni, probabili obiettivi di un sabotaggio. È quanto hanno rivelato le autorità svedesi martedì, evidenziando il nesso temporale e suggerendo implicitamente che ci sia la stessa mano dietro ai tre eventi.

“Al momento non possiamo dire cosa abbia causato il danno, ma possiamo dire che si è verificato in connessione temporale con il danno precedentemente noto”, ha dichiarato martedì il ministro svedese della Difesa civile Carl-Oskar Bohlin in conferenza stampa assieme al collega della Difesa Pål Jonson, il capo della Marina svedese e il capo della Guardia costiera. Il danno è parziale e si è verificato fuori dalle acque territoriali e dalla zona economica svedese, ha spiegato Bohlin, aggiungendo che il cavo rimane operativo.

L’indagine sul probabile sabotaggio di Balticconector è ancora in corso, ma gli ufficiali finlandesi hanno dichiarato che il responsabile potrebbe essere un “attore statale” e che i danni al gasdotto e al cavo tra Finlandia ed Estonia sono stati probabilmente causati da “attività esterne”. Inevitabile che gli occhi degli osservatori si volgessero verso la Russia. Da parte sua, il presidente russo Vladimir Putin ha prontamente respinto le accuse e dichiarato di non sapere nemmeno dell’esistenza di quel “collegamento molto piccolo”.

Gli investigatori finlandesi hanno dichiarato di aver identificato due navi che operavano nell’area al momento degli incidenti: la Sevmorput, una nave da carico a propulsione nucleare battente bandiera russa, e la NewNew Polar Bear, una nave container di proprietà e gestita dalla compagnia cinese NewNew Shipping, che non ha rilasciato dichiarazioni in merito. Mentre Atomflot, l’autorità russa per le navi a propulsione nucleare, ha negato che una delle sue navi fosse coinvolta.

Dal canto suo, la Nato ha espresso il suo sostegno per tutta la durata delle indagini. All’indomani degli incidenti il segretario generale Jens Stoltenberg aveva promesso una “risposta unita e determinata” nel caso in cui si venisse a scoprire che i danni sono il risultato di un attacco. Sia l’Estonia che la Finlandia sono membri, mentre l’adesione svedese è ancora in fase di stallo per via delle lungaggini di Ungheria e Turchia.

Nel mentre l’Alleanza lavora per rafforzare il coordinamento sul dominio subacqueo attraverso la costruzione di un nuovo Centro marittimo per la sicurezza delle infrastrutture critiche sottomarine a Londra, decisione presa all’indomani del sabotaggio dei gasdotti Nord Stream nell’autunno del 2022. La Russia è attivamente impegnata nella mappatura delle infrastrutture civili nei Paesi dell’alleanza, comprese le risorse sottomarine, aveva spiegato David Cattler, assistente del segretario generale Nato per l’intelligence.

Baltico, ombre russe (e cinesi?) dietro ai cavi danneggiati

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