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Abbiamo ricevuto “pressioni, non pubbliche, ma private per dire da che parte siamo” nella “guerra economica tra Stati Uniti e Cina”, ha rivelato il presidente cileno Gabriel Boric nel 2022, a dimostrazione di come, sebbene negli ultimi anni l’attenzione del mondo accademico si sia concentrato soprattutto sulle regioni più calde e centrali per gli interessi delle due superpotenze, come il Sudest asiatico o il continente europeo, l’America Latina non ha fatto eccezione.

Per sommi capi, le opinioni si sono divise tra coloro che hanno visto nell’avvicinamento tra Cina e America Latina il frutto di una quasi naturale complementarità tra la domanda di materie prime proveniente dalla prima e la disponibilità di tali risorse della seconda, e coloro che invece hanno visto nella relazione con Pechino una nuova dipendenza, la riproposizione cioè di un modello asimmetrico e predatorio che la regione aveva già conosciuto in passato. Dall’altro lato, molto dibattuto è stato il significato da attribuire alla presenza cinese nell’emisfero alla luce del rapporto tra Pechino e Washington, se la penetrazione della potenza asiatica fosse dettata da interessi economici o al contrario rappresentasse un atto di sfida, e una minaccia, alla sicurezza degli Stati Uniti.

Quest’ultimo aspetto, in particolare, ha assunto oggi nuova rilevanza. Con il progressivo deteriorarsi dei rapporti tra Washington e Pechino, infatti, la posizione guadagnata da quest’ultima nell’emisfero occidentale è apparsa sotto un’altra luce e ha spinto molti ad affermare che la regione sia già diventata – o diventerà – terreno della competizione tra Stati Uniti e Cina e che i rapporti tra i Paesi latinoamericani e le due potenze saranno sempre più guidati da una logica a somma zero.

In questo dibattito, una questione cruciale è quella relativa all’evoluzione dei rapporti sino-latino-americani e a quanto la dinamica competitiva tra Washington e Pechino abbia trasformato il corso delle relazioni tra quest’ultima e la regione. Dentro e fuori di essa si sono moltiplicate le voci che hanno trasposto il più ampio dibattito sui rapporti tra Washington e Pechino nella realtà latinoamericana. A favorire e giustificare questo interesse hanno contribuito diversi fattori. Da un lato, la vicinanza storica e geografica agli Stati Uniti e, dall’altro, l’esponenziale crescita della presenza commerciale, finanziaria, diplomatica della Repubblica popolare cinese nella regione. Sebbene le semplificazioni che vogliono la regione cortile di casa degli Stati Uniti vadano rifuggite e le differenze tra le varie realtà sub-regionali non possano essere ignorate, è indubbio che l’inserimento dei Paesi latinoamericani nelle dinamiche internazionali sia stato storicamente condizionato dalla presenza ed influenza del potente vicino settentrionale. In questo quadro, l’irruzione di un attore nuovo e dirompente come Pechino, capace di imporsi come principale partner commerciale di gran parte dei Paesi dell’area, di diventare preziosa fonte di prestiti ed investimenti, di costruire solidi legami politici ed istituzionali, non poteva non sparigliare le carte e incidere profondamente sulle relazioni internazionali della regione. Quasi inevitabilmente, la congiunzione di tali elementi ha alimentato le domande sulla convivenza degli interessi delle due potenze nell’area.

Ma al di là degli aspetti storici e geopolitici, sono soprattutto gli eventi degli ultimi anni ad aver alimentato il dibattito sulle implicazioni della competizione sino-statunitense in America Latina. Alcuni episodi in particolare lasciano poco spazio all’interpretazione. A partire, ad esempio, dall’accusa di avere “ambizioni imperiali” nella regione mossa da Rex Tillerson, ai tempi in cui era segretario di Stato, contro Pechino e dal contemporaneo (maldestro e fuorviante) richiamo alla “Dottrina Monroe” per rivendicare il ruolo di leader emisferico per Washington.

Oppure, si pensi all’episodio che ha visto coinvolta la principale istituzione finanziaria multilaterale della regione, la Inter-American Development Bank (IDB), di cui Pechino fa parte dal 2008 come membro osservatore. Nel corso del 2019, il meeting annuale dei governatori della banca, che si sarebbe dovuto tenere a Chengdu, in Cina, venne precipitosamente annullato (e dirottato a Guayaquil, Ecuador) in seguito alle tensioni tra Washington e Pechino su quale delegazione venezuelana far partecipare all’incontro – se quella del governo di Nicolas Maduro o quella dell’opposizione di Juan Guaidó.

O ancora, si prenda il tema della tecnologia 5G, divenuto uno dei terreni più scivolosi della disputa sino-statunitense a livello globale. L’approssimarsi in Brasile della prima asta per l’acquisto delle infrastrutture e l’assegnazione delle prime frequenze della nuova tecnologia ha dato luogo ad un duro scontro tra Washington e Pechino. Il gigante sudamericano, infatti, è tra i Paesi che più si è legato alla Prc, sia sul piano commerciale che in termini di investimenti. Tra questi ultimi, è proprio il settore delle comunicazioni ad aver attratto flussi crescenti di capitali cinesi, con il colosso Huawei che ha assunto una posizione dominante. Come in altri contesti, l’avvio dell’implementazione della rete 5G ha fatto scattare le pressioni dell’amministrazione Trump, che ha ammonito il governo di Jair Bolsonaro sui potenziali rischi per la sicurezza derivanti dal coinvolgimento di Huawei ed ha finanche offerto il proprio supporto finanziario per trovare fornitori alternativi. Pressioni, quelle statunitensi, a cui Pechino ha risposto con forza, accusando Washington di propagandare la presunta “minaccia cinese” per imporre i propri interessi di parte.

Periferia contesa? La competizione tra Stati Uniti e Cina in America Latina (il Mulino, 2023)

Così Cina e Usa si contendono il Sudamerica

Di Lorenzo Termine

Con il progressivo deteriorarsi dei rapporti tra Washington e Pechino la posizione guadagnata da quest’ultima nell’emisfero occidentale è apparsa sotto un’altra luce e ha spinto molti ad affermare che la regione sia già diventata – o diventerà – terreno della competizione tra Stati Uniti e Cina e che i rapporti tra i Paesi latinoamericani e le due potenze saranno sempre più guidati da una logica a somma zero. L’analisi di Lorenzo Termine autore di Periferia contesa? La competizione tra Stati Uniti e Cina in America Latina (il Mulino, 2023)

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