Skip to main content

C’è un pizzino che gira  nelle stanze del potere a Washington in cui è presente il nome di Dario Amodei. Secondo Axios, che lo ha letto, il ceo di Anthropic è di nuovo finito nel mirino dell’amministrazione di Donald Trump. Le sue parole su un possibile futuro distopico per le conseguenze dell’intelligenza artificiale stonano con la narrazione del governo, che considera l’AI solo come progresso e non come pericolo. Nelle comunicazioni interne si legge che Amodei avrebbe “costruito il terreno fertile per la catastrofe dell’intelligenza artificiale”. L’amministratore delegato sarebbe considerato il capopopolo del movimento Enterprise Environment (EA), che vede nell’AI uno dei tanti problemi dell’umanità. Si tratta di un gruppo filantropico che predica il rispetto del diritto all’aborto, del veganesimo e della salvaguardia degli animali. Nessuna prova che Amodei abbracci queste idee. Anzi, la sorella Daniela – presidente di Anthropic – ha pubblicamente dichiarato di non condividere quelle teorie. Stessa cosa ha fatto suo fratello, dichiarandosi estraneo al movimento in diverse interviste. Niente che però freni le voci contro di lui.

Sembrava essere scoppiata una nuova era tra Amodei e la Casa Bianca. La sua opposizione al Pentagono, che voleva utilizzare i modelli di Anthropic a suo piacimento anche per scopi militari, aveva innervosito il governo a tal punto da inserire la sua azienda tra quelle che rappresentano un rischio per la catena di approvvigionamento. Poi, durante l’estate, è tornato il sereno. Fino a quando l’AI non è tornata alla ribalta delle cronache internazionali per le sue potenziali conseguenze esiziali.

Le stesse che Amodei continua a ripetere in ogni sede. Si pensava che le dimissioni del giovane ricercatore della sua startup – giustificate proprio con la superficialità dimostrata dall’azienda nelle gestione dei rischi – potessero essere respinte con forza. Al contrario, l’azienda ha avvalorato le ragioni di Jacob Coxon, confermando una bassa ma comunque significativa probabilità che l’AI possa sterminare il genere umano. Da lì in poi è stato un continuo susseguirsi di appelli alla moderazione.

L’ultimo è arrivato mercoledì, quando Amodei è intervenuto all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. È stato invitato proprio per fare il punto sulla situazione, prontamente spiegato. “I grandi progressi dell’AI comportano anche grandi rischi”, ha affermato Amodei in videocollegamento. “Il primo è l’uso improprio per la creazione di armi biologiche da parte dei terroristi, la seconda è la perdita di controllo”. Pertanto, ha aggiunto, “serve una collaborazione tra i governi di tutto il mondo. Nessun leader, nessuna azienda e nessun paese possono affrontare questa sfida da soli”. Il concetto dunque è di nuovo chiarissimo: bisogna rallentare, prima di andare a sbattere.

L’esatto opposto di quanto pensano alla Casa Bianca. Quello che dice Amodei “incarna un’ideologia e un approccio globalista all’innovazione che si contrappone all’agenda ‘America First'”, sostengono gli alleati del presidente Trump. Non solo. Anche alcuni investitori progressisti della Silicon Valley vorrebbero infatti sentire un altro tipo di racconto sull’AI.

Cosa non piace alla Casa Bianca degli allarmi di Amodei sull'AI

Secondo Axios, gli alleati del presidente Trump starebbero screditando il ceo di Anthropic per le sue esternazioni allarmistiche sull’AI. L’imprenditore mette continuamente in guardia il mondo sui pericoli rappresentati dalla tecnologia, ma è una narrazione in contrasto con l’agenda America First dettata dal governo

Autotrasporto e logistica, ecco l'intesa sulle competenze

L’accordo siglato da Anita, Federmanager e Freight Leaders Council, presentato oggi a Roma, punta a rafforzare managerialità, formazione e aggiornamento professionale nel comparto. Obiettivo: allineare le competenze alle esigenze delle imprese e accompagnare le trasformazioni della supply chain

Starlink nel mirino? L'incendio in Polonia e i sospetti di Varsavia

La stazione colpita dall’incendio smista traffico internet dalla Polonia verso vari Paesi, Ucraina compresa. Anche se il sito è rimasto attivo, l’episodio mostra quanto satelliti e telecomunicazioni siano diventati nodi critici della sicurezza europea e del sostegno a Kyiv

Nella mente di Xi. Ecco come Pechino entra alla Casa Bianca

Capire come Pechino si appresti ad affrontare questo passaggio chiave significa entrare direttamente nella mente del leader cinese e decifrare la strategia con cui la seconda superpotenza mondiale sfida gli Stati Uniti

Nuove centrali e tecnologia affidabile. La rotta per il nucleare secondo Tabarelli

L’approvazione della delega che getta le basi per la riaccensione dei reattori in Italia è solo un primo passo verso una reale svolta energetica. Adesso serve lavorare sul consenso e sulla costruzione di nuove centrali. La tecnologia non è un problema, il Paese è più preparato di quanto si creda. Conversazione con Davide Tabarelli, fondatore di Nomisma Energia

Dal telefono rosso al tappeto rosso. Trump accoglie Xi e rilancia la tregua commerciale

Trump e Xi cercano a Washington una “stabilità strategica” che permetta di gestire la rivalità senza interrompere la competizione. Per Tobias Gehrke (Ecfr), mentre Usa e Cina hanno imparato a usare le rispettive leve economiche, l’Europa rischia di affrontare Pechino da una posizione molto più debole

Dal presente al 2050, la politica cerca una bussola. Il progetto dell’Assemblea sul Futuro

Il futuro entra nell’agenda della politica italiana con l’Assemblea Nazionale sul Futuro, un progetto che punta a dare voce alle nuove generazioni e a riportare il lungo periodo dentro le decisioni pubbliche. Alla Camera il confronto con le forze politiche, tra convergenze trasversali e una sfida precisa: superare la “dittatura dell’istante”. Un laboratorio civico che guarda al 2050 e prova a trasformare la prospettiva delle future generazioni in una componente stabile del dibattito istituzionale

Bene il nucleare, ma ora si acceleri sui reattori. La proposta di Pelanda

“Al momento leggo di previsioni entro il 2034 ma sarei propenso ad accelerare quel termine visto che i reattori verranno sperimentati in Francia già nel 2029. Questi piccoli reattori potranno essere costruiti in serie e diffusi molto rapidamente sul territorio. Secondo i calcoli del mio think tank la sperimentazione è possibile già nel 2028/29. La raccomandazione è quella di accelerare il più possibile”. Conversazione con Carlo Pelanda, docente e saggista, autore de L’Italia globale per Rubbettino

Europe first? Tre divari tra ambizione e mezzi. L'analisi di Zeneli

Di Valbona Zeneli

Ursula von der Leyen ha delineato un’Europa più autonoma e orientata alla potenza, puntando su competitività, difesa comune e intelligenza artificiale. Resta però aperto il nodo decisivo: trasformare la visione strategica in risorse, decisioni rapide e capacità di esecuzione. Come trasformare l’ambizione europea in potere europeo? Il commento di Valbona Zeneli, nonresident senior fellow presso l’Atlantic Council’s Europe Center

Droni russi dal mare contro l'Italia? Cosa cambia con l'allarme attribuito alla Cia

Non è tanto la capacità distruttiva di un singolo drone a rendere inquietante l’allarme che arriva dalla Spagna. È il possibile cambiamento del paradigma operativo: trasformare il Mediterraneo, e soprattutto il traffico mercantile che quotidianamente lo attraversa, in una potenziale piattaforma occulta dalla quale proiettare una minaccia verso il territorio europeo

×

Iscriviti alla newsletter