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Al tempo del reshoring, rilanciare e preservare la competitività delle filiere nazionali è per l’Italia, ma non solo, un tema prioritario. In questa ottica, cosa può fare un’azienda multinazionale per sostenere le catene produttive dei Paesi nei quali opera? Nell’agroalimentare, McDonald’s Italia se lo domanda da 37 anni e sembra aver trovato alcune risposte. Ne abbiamo parlato con Dario Baroni, ad di McDonald’s Italia.

Partiamo dall’Italia. Come si è evoluta la vostra attività nel tempo?

Guardando indietro, all’arrivo di McDonald’s in Italia 37 anni fa, è evidente quanta strada abbiamo fatto. Il lungo percorso intrapreso per valorizzare la filiera dell’agroalimentare italiano si è concretizzato negli anni grazie a crescenti investimenti e a un legame sempre più solido con tutto il comparto. La filiera riveste un ruolo economico e sociale di primaria importanza, non solo perché è cruciale per la competitività italiana a livello economico e strategico ma anche perché, se correttamente interpretata – includendo quindi anche la distribuzione e la ristorazione – valorizza il momento di consumo, fondamentale per il sostentamento dell’intera filiera e per far risalire lungo tutti i suoi anelli le esigenze e le domande del consumatore. Investiamo ogni anno circa 370 milioni di euro in prodotti agroalimentari italiani e ne acquistiamo 140 mila tonnellate, valorizzando le filiere sia in termini economici che per la promozione del Made in Italy.

Dal punto di vista di una multinazionale come McDonald’s, come tutelare il Made in Italy?

Con l’obiettivo di valorizzare e preservare il Made in Italy è nata nel 2008 la collaborazione con Fondazione Qualivita, che ci ha coinvolto nel percorso di valorizzazione della qualità italiana, ampliando e diffondendo la conoscenza delle produzioni a marchio DOP e IGP attraverso progetti speciali realizzati con Origin Italia, i Consorzi di tutela e le imprese della filiera. Dal 2008, utilizziamo prodotti a marchio DOP e IGP, che sono stati inseriti in diverse linee di prodotti, continuativi o in edizione limitata. Una collaborazione che fino a oggi ha portato sui vassoi dei nostri clienti diciotto prodotti DOP e IGP utilizzati in quarantatré ricette per un totale di 4.600 tonnellate di materie prime.

È dai territori, quindi, che si rilancia il marchio Italia. Ci faccia degli esempi…

Per noi, promuovere il Made in Italy significa mettere in campo azioni concrete a supporto dell’intera filiera e collaborare con i principali attori del comparto al fine di creare valore e perseguire obiettivi comuni. Tra gli esempi di maggior successo, oltre all’impiego dei prodotti a marchio DOP e IGP, la partnership fra McDonald’s e le filiere DOP IGP italiane che si è rafforzata nel 2021 con il lancio dell’iniziativa “Dal campo al vassoio”, che comunica in maniera chiara al vasto pubblico, in particolare ai giovani, i valori legati alla tutela ambientale e l’adesione a criteri produttivi e di consumo sostenibili. Anche le Chicken Creation, ricette realizzate ormai da cinque anni in collaborazione con Giallozafferano, sono un esempio di valorizzazione della qualità e italianità dei nostri ingredienti. Per le nostre preparazioni utilizziamo solo pollo 100% italiano e l’obiettivo di questo progetto è proprio quello di raccontare a un pubblico più vasto il nostro impegno nella selezione degli ingredienti e nella scelta dei nostri fornitori che sono per l’85% aziende italiane o aziende che producono in Italia.

E con partnership virtuose per sostenere la filiera. Vedi quella con Coldiretti.

Collaborazioni come quella con Coldiretti e l’ingresso di McDonald’s in Filiera Italia rappresentano per noi il naturale risultato di questo percorso di italianità. Partnership di questo tipo favoriscono importanti investimenti che impattano positivamente su tutto il comparto e danno sostegno economico al lavoro degli imprenditori agricoli, agli attori della filiera, ai produttori e ai distributori.

Qual è la vostra posizione in tema sostenibilità?

Per McDonald’s la sostenibilità è un asset centrale ed è per questo che ci impegniamo concretamente per diminuire il nostro impatto, per sostenere le comunità locali nella tutela dell’ambiente e per educare i consumatori. In questi anni, abbiamo ottenuti ottimi risultati – come, ad esempio, l’eliminazione della plastica monouso dal packaging (ogni anno il risparmio è di mille tonnellate) in favore di materiali più sostenibili, come la carta. Inoltre, i nostri oltre 670 ristoranti, che sono attrezzati per raggiungere il 100% di riciclo, rappresentano un luogo ideale di educazione e sensibilizzazione al corretto comportamento di differenziazione dei rifiuti per milioni di consumatori al giorno. Si tratta di un impegno costante e la nuova sfida sarà proprio ampliare il coinvolgimento dei consumatori nel nostro percorso di transizione ecologica.

Rilanciare il Made in Italy. Il caso McDonald's secondo Baroni

Per McDonald’s il percorso per valorizzare la filiera dell’agroalimentare italiana si è concretizzato negli anni grazie a crescenti investimenti e a un legame sempre più solido con il comparto. “Ogni anno, investiamo circa 370 milioni di euro in prodotti agroalimentari  e ne acquistiamo 140 mila tonnellate, valorizzando tutto il settore”. L’intervista a Dario Baroni

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