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È Bruno Frattasi, attuale prefetto di Roma, il nuovo direttore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. La nomina di Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, è stata deliberata dal Consiglio dei ministri riunitosi oggi nel Comune di Cutro (Crotone). Succede a Roberto Baldoni, dimessosi lunedì dalla guida dell’autorità che guidava fin dal momento della sua costituzione, nell’agosto 2021. Ieri sera il sottosegretario Alfredo Mantovano, Autorità delegata alla sicurezza della Repubblica, era stato ascoltato sulla questione dal Copasir, l’organismo di vigilanza parlamentare sulla sicurezza della Repubblica presieduto da Lorenzo Guerini, deputato del Partito democratico.

IL CURRICULUM

Bruno Frattasi è diventato prefetto di Roma nell’ottobre dell’anno scorso prendendo il posto di Matteo Piantedosi, entrato nel governo Meloni come ministro dell’Interno. Classe 1956, nato a Napoli, sposato, due figli e una laurea in Giurisprudenza alla Federico II, è entrato in carriera prefettizia nel 1981. È stato nominato prefetto nel 2005. Dal 30 dicembre 2009 al 29 novembre 2011 è stato direttore dell’Ufficio per il coordinamento e la pianificazione delle forze di Polizia presso il Dipartimento della pubblica sicurezza. Dal 1 dicembre 2011 al 1 aprile 2012 è stato capo della segreteria del ministro dell’Interno (Annamaria Cancellieri). Dal 2 aprile 2012 ha assunto l’incarico di Direttore dell’Ufficio affari legislativi e relazioni parlamentari. Nell’agosto 2016 ha assunto l’incarico di capo dipartimento dei Vigili del fuoco. Dal febbraio 2019 all’agosto 2020 ha guidato l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. È poi stato capo di gabinetto al Viminale con Luciana Lamorgese nei governi Conte II e Draghi. Ha pubblicato diversi saggi specialistici in materia di documentazione antimafia ed è coautore di diverse pubblicazioni scientifiche di commento al codice antimafia ed alla tracciabilità finanziaria dei pagamenti dei contratti pubblici.

LE SFIDE INTERNAZIONALI…

Nel contesto delle crescenti tensioni internazionali tra superpotenze e di un conflitto ad alta intensità combattuto ai confini dell’Europa, anche l’Italia appare ormai in maniera evidente nel mirino: nel 2022 nel nostro Paese è andato a segno il 7,6% degli attacchi globali (contro il 3,4% del 2021). In numero assoluto sono stati 188 gli attacchi verso il nostro Paese, dato che segna un incremento del 169% rispetto all’anno precedente. A completare il quadro italiano, la gravità elevata o critica nell’83% dei casi. Sono i dati che emergono dal Rapporto Clusit 2023, presentato da Clusit, l’Associazione italiana per la sicurezza informatica. Ma attenzione: si tratta di stime verosimilmente inferiori alla realtà, visto che le vittime tendono complessivamente non divulgare gli attacchi subiti.

… E QUELLE INTERNE

Come detto, c’è il contesto internazionale: l’invasione russa dell’Ucraina ha reso la geopolitica un elemento centrale nelle dinamiche nel cyberspazio. Ma ci sono anche gli impegni europei: l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale è chiamata a gestire i 623 milioni di euro del Pnrr destinati a rafforzare le difese di cybersecurity nelle Pubbliche amministrazioni, oltre a una quota pari all’1,2% degli investimenti nazionali lordi su base annuale per l’implementazione della Strategia nazionale di cybersicurezza.

I PROSSIMI IMPEGNI

Il primo compito del nuovo direttore sarà la relazione sull’attività svolta dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale nel 2022. La legge prevede che il presidente del Consiglio la trasmetta entro il 30 aprile al parlamento. Entro il 30 giugno, invece, dovrà trasmettere al Copasir la relazione sulle attività svolte nel 2022 dall’Agenzia negli ambiti concernenti la tutela della sicurezza nazionale nello spazio cibernetico relativamente ai profili di competenza del Comitato.

Chi è Bruno Frattasi, un prefetto per l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale

Dopo le dimissioni di Roberto Baldoni, che aveva guidato l’autorità sin dalla fondazione (agosto 2021), il governo ha deliberato la nomina dell’attuale prefetto della capitale, ex capo di gabinetto al Viminale. Ecco il profilo, le sfide e i prossimi impegni

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