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Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sarà oggi e domani, 26 e 27 giugno 2022, in missione ufficiale in Arabia Saudita, Paese che sta acquisendo una rinnovata centralità nel Mediterraneo allargato, all’interno di una serie di dinamiche di distensione che stanno interessando la regione.

La Farnesina comunica la visita, che cade nel 90° anniversario dello stabilimento delle relazioni diplomatiche bilaterali, e che serve “a consolidare ulteriormente il dialogo strategico tra Roma e Riad, avviato con la firma nel gennaio del 2021 ad Al Ula di un Memorandum d’intesa bilaterale”.

A gennaio 2021, proprio ad Al Ula, i sauditi (e gli emiratini) mettevano fine a uno degli episodi più delicati che hanno interessato il Medio Oriente — e per riflesso il Mediterraneo — negli ultimi anni: l’isolamento diplomatico del Qatar.

La spaccatura all’interno del Consiglio di Cooperazione del Golfo è ora ricucita, e con essa si sta assistendo a una serie di sistemazioni in distensione di alcuni complessi dossier regionali.  Testimonianza di questo sono le nuove buone relazioni tra Arabia Saudita e Turchia, Qatar ed Egitto e i nuovi tentativi di contatti tra Iran e Golfo (oggi il premier iracheno è a Teheran per cercare di organizzare un nuovo round dei dialoghi tra sauditi e iraniani che Baghdad sta ospitando).

Secondo quanto comunicato dalla diplomazia italiana, nel corso della missione, Di Maio avrà colloqui con il ministro degli Affari Esteri saudita, Faisal bin Farhan, con cui discuterà delle relazioni bilaterali e dei principali dossier di politica internazionale e regionale, dalle conseguenze dell’aggressione russa all’Ucraina, allo Yemen, al processo politico in Libia.

Secondo quanto previsto, il capo della diplomazia italiana co-presiederà, col ministro delle Finanze saudita, Mohammed Al-Jadaan, i lavori della XII Commissione Mista. Poi aprirà col ministro degli Investimenti Khalid Al-Falih il successivo Investment Forum italo-saudita. Entrambi gli appuntamenti, spiega la Farnesina, “consentiranno di approfondire le opportunità di cooperazione bilaterale, in particolare nei settori della cultura, dello spazio, dell’energia, del turismo e delle infrastrutture, anche grazie alla presenza di aziende italiane con rilevanti interessi nel Paese”.

Tra i Paesi dell’area MENA — la regione Medio Oriente e Nord Africa che la dottrina italiana identifica come Mediterraneo allargato — l’Arabia Saudita, insieme a Qatar ed Emirati Arabi Uniti, sarà un beneficiario della situazione attuale. L’incremento dei prezzi dei prodotti energetici, e la volontà di sganciarsi dalla dipendenza russa dei Paesi UE, comporterà entrate extra alle già ottime casse di questi regni.

Di conseguenza avranno in mano le dinamiche della regione, come dimostra lo sforzo per salvare l’Egitto — gigante demografico e politico dell’area — dalla crisi alimentare e climatica. Contemporaneamente avranno possibilità di muovere investimenti e forme di sviluppo all’estero, nell’ottica di una transizione economica e sociale che caratterizza le varie visioni di sviluppo progettate dal nuovo corso del potere che sta guidando i grandi player del Golfo.

L’Europa, così come il Regno Unito, stanno pensando a nuove forme di partnership strategica con questi attori, dimostrando una maggiore consapevolezza su ciò che essi rappresentano. In questo, la visita italiana ha un valore sia nel quadro bilaterale, sia in quello multilaterale europeo.

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