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Dall’opposizione al governo. Giorgia Meloni fa le prove generali per la sfida che potrebbe attenderla dal 26 settembre. Nel fare le liste per la Camera e il Senato, la leader di Fratelli d’Italia aveva due esigenze: confermare gruppi parlamentari coesi e uniti sulla sua linea politica e innestare figure credibili e spendibili anche oltre il recinto stretto del partito.

Alla fine, l’impressione nei palazzi romani è che “Giorgia” abbia fatto centro. I nomi annunciati sono infatti straordinariamente rilevanti, anche dal punto di vista dell’establishment. Erano attese le candidature dell’ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata, dell’ex magistrato Carlo Nordio, così come dell’ex (super) ministro dell’Economia Giulio Tremonti o dell’ex presidente del Senato Marcello Pera. A sorpresa si sono aggiunti anche due figure di prim’ordine come l’ex prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro e della cattolica Eugenia Roccella, che con Silvio Berlusconi fu sottosegretaria alla Salute. Inoltre “sbarcano” in Fratelli d’Italia figure moderate (post Dc) quali Gianfranco Rotondi, Luciano Ciocchetti e Alfredo Antoniozzi. Mentre a giocare un ruolo centrale ci sarà Raffaele Fitto, a capo del gruppo dei Conservatori a Bruxelles ma al tempo stesso “popolare” purosangue. Dall’esperienza europea provengono anche Stefano Maullu ed Elisabetta Gardini, mentre fra le new entry “esterne” si segnalano la giornalista Alessia Ardesi, vicina agli ambienti cattolici romani e lombardi e titolare di una prestigiosa fellowship all’università gesuita di Georgetown a Washington, nonché Ester Mieli, già portavoce della Comunità ebraica di Roma. E ancora, potrebbero fare capolino in parlamento Lorenzo Malagola, segretario generale della Fondazione De Gasperi, Luca Sbardella, membro del dipartimento organizzazione del partito con delega agli eventi, e Filippo Melchiorre, consigliere comunale a Bari.

In questo slancio di innesti ad alto valore aggiunto, non vanno tralasciati i parlamentari uscenti. Fra questi le figure brillanti di Marcello Gemmato, responsabile Salute del partito, Ylenja Lucaselli, Andrea Delmastro Delle Vedove, Federico Mollicone e Isabella Rauti. Non mancheranno le storiche colonne del partito: dal cofondatore Ignazio La Russa, già ministro della Difesa, al capogruppo della Camera Francesco Lollobrigida, dal responsabile del programma Giovanbattista Fazzolari al presidente del Copasir Adolfo Urso che in questi mesi ha svolto un ruolo centrale nello “sdoganare” Fratelli d’Italia negli ambienti della sicurezza nazionale in Italia ma anche negli Stati Uniti e in Europa.

Con un approccio che ricorda quello di Pinuccio Tatarella, fondatore di Alleanza Nazionale (e inventore della formula di “oltre il Polo”), Meloni si presenta agli elettori e al Paese con una squadra che avvicina il parlamento a Palazzo Chigi e il mondo conservatore a quello popolare. Scusate se è poco, verrebbe da dire.

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