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Per le strade di Sidney e Melbourne sono comparsi strani manifesti. Promuovono il 25esimo anniversario della consegna di Hong Kong dalla Gran Bretagna alla Cina. E dicono che la città-stato asiatica è entrata in una “nuova era di stabilità, prosperità e opportunità”. Secondo gli emigrati che da Hong Kong si sono trasferiti in Australia, gli annunci sono il frutto della “falsa propaganda cinese”.

Nei giorni scorsi un cartellone con la scritta “stop alla propaganda di Pechino” è stato sovrapposto a uno dei poster pubblicitari sulla luminescenza di Hong Kong affissi nel sobborgo di Leichhardt. È una guerra dei manifesti. Le organizzazioni senza scopo di lucro Australia Hong Kong link e Victoria Hong Kongers association hanno presentato reclami ad Ad Standards, che regola il processo di risoluzione dei reclami del sistema di autoregolamentazione della pubblicità in Australia. Le associazioni sostengono che i manifesti diffamino una parte della comunità di Hong Kong “a causa dell’etnia”.

Basta leggere un qualunque quotidiano internazionale per sapere che Hong Kong non se la passa affatto bene. Il sistema finanziario di quella che sino all’avvento della pandemia veniva definita come la perla economica dell’Asia è al collasso a causa delle restrizioni più lunghe e rigorose del mondo, tutt’ora in vigore. Centinaia di abitanti, ormai allo stremo, hanno lasciato la metropoli. Insomma: dire che l’ex colonia britannica stia attraversando un momento di nuovo splendore è quella che oggi viene bollata come una fake news.

“Descrivere Hong Kong come un Paese all’inizio di una nuova era di stabilità, prosperità e opportunità dopo che circa 300mila abitanti hanno lasciato la città per sfuggire alla repressione e alla recessione è degradante e umiliante per questa parte della comunità, che in gran parte si è trasferita a Victoria”, si legge nella lettera delle organizzazioni.

Un portavoce di Ad Standards ha confermato di aver ricevuto le denunce, ma ha precisato che le pubblicità politiche sono al di fuori della giurisdizione dell’ente. La società proprietaria dei cartelloni pubblicitari, la francese JcDecaux, ha affermato di aver visualizzato i contenuti forniti da terze parti e di averli ritenuti pertinenti.

L’Abc ha contattato il governo di Hong Kong per avere qualche delucidazione in merito. La risposta è stata laconica. “Per celebrare il 25esimo anniversario dell’istituzione della Regione amministrativa speciale di Hong Kong, l’ufficio economico e commerciale di Hong Kong, Sydney della Ras di Hong Kong ha lanciato una campagna pubblicitaria a Sydney e Melbourne nell’agosto del 2022 con 14 cartelloni pubblicitari che espongono la celebrazione di una nuova era di stabilità, prosperità opportunità”. E fin qui, si sapeva.

Quel che contestano gli emigrati di Hong Kong in Australia è che le informazioni contenute sui cartelli siano, parola loro, “menzognere”. Ed Hui, un ex membro dell’opposizione al Parlamento di Hong Kong che ora vive in esilio in Australia, ha dichiarato di aver trovato i manifesti “falsi e sconvolgenti”. E ha aggiunto: “Se la Russia mettesse un annuncio nelle principali città australiane per affermare che promuove le sue azioni militari in Ucraina per la pace, ecco, sarebbe mai permesso?”. Be’, touché.

Perché in Australia sono comparsi manifesti che inneggiano a Hong Kong

A Sidney e Melbourne sono stati affissi diversi cartelloni che esaltano la nuova stagione di stabilità e prosperità della città-stato. Per gli emigrati di Hong Kong in Oceania sono il frutto della propaganda cinese

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