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Acea corre nei nove mesi. E consolida il proprio business, rivedendo al rialzo i target in termini di margine per il 2025. E poi investimenti oltre il miliardo e focus sulle aree regolate che generano il 95% del margine. Acea chiude i primi nove mesi del 2025 con risultati in forte crescita, tanto da spingere il management a migliorare le previsioni per l’intero anno. Il board, presieduto da Barbara Marinali, ha approvato conti che evidenziano un utile netto consolidato di 415 milioni di euro, in aumento del 46% rispetto allo stesso periodo del 2024, vista la plusvalenza generata dalla cessione della rete in alta tensione, mentre l’utile netto ricorrente è di 301 milioni, +8%. Tutto a fronte di un’ebitda pro-forma che sfiora 1,1 miliardi di euro (+8%) e investimenti che salgono del 6% a 1,01 miliardi.

Risultati che, oltre ad accendere il titolo in Borsa (chiusura in allungo a +1,4%), per il ceo Fabrizio Palermo “dimostrano l’efficacia delle azioni manageriali: abbiamo reso l’azienda più solida dal punto di vista finanziario ed industriale. L’ampia visibilità che abbiamo oggi sulla performance del gruppo ci consente di rivedere al rialzo la guidance 2025, in termini di ebitda. Grazie ai dati conseguiti nei primi nove mesi dell’anno, Acea conferma il percorso di crescita organica e sostenibile comunicato ai mercati, in virtù dell’ottimizzazione di processi, attività e prodotti”.

Non ci sono, però, solo i conti. In occasione del bilancio al 30 settembre, dalla multiutility di Piazzale Ostiense sono arrivate anche indicazioni preziose per il mercato. “Riguardo agli M&A, se ci sono opportunità le perseguiamo, ma abbiamo una traiettoria di crescita legata ai nostri business”, ha spiegato Pier Francesco Ragni, cfo di Acea, nel corso del suo intervento alla conference call sui risultati.

In particolare, ha aggiunto, “l’idrico ha bisogno di sempre maggiori investimenti, le reti vanno rinnovate”. Anche per le “reti elettriche è necessaria aumentare la resilienza. Sono aree in cui concentreremo sforzi, anche in termini di maggiori investimenti”. Quanto alla cessione (la multiutility ha ceduto il 100% di Acea Energia e il 50% di Umbria Energy a Plenitude per 588,5 milioni di euro) del ramo energia di Acea a Plenitude ci aspettiamo “il closing entro il primo semestre del prossimo anno. A livello di ebitda non ci saranno impatti. Ci sarà un impatto sull’ utile netto, compensato dalla plusvalenza che andremmo a realizzare con questa operazione”.

Più solidità e più margini. I nove mesi di Acea

La multiutility di Piazzale Ostiense chiude i conti al 30 settembre con risultati in forte crescita, tanto da spingere il management a migliorare le previsioni per l’intero anno. Utile netto consolidato di 415 milioni di euro, in aumento del 46% ed ebitda a 1,1 miliardi. Titolo tonico a Piazza Affari

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