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Dalle parole ai fatti. Era nell’aria da qualche settimana l’ipotesi di un taglio del gas da parte dell’impresa statale russa Gazprom per i rifornimenti della Germania. Oggi è arrivata la conferma e probabilmente c’entra anche qualche componente bloccata all’estero.

Con un comunicato diffuso sul canale Telegram dell’azienda, Gazprom ha annunciato la riduzione di circa il 40% del gas via Nord Stream che dovrebbe arrivare ai tedeschi. I rifornimenti sono stati quindi limitati a 100 milioni di metri cubi (mcm) al giorno.

Il gasdotto che dalla Russia passa sotto il Mar Baltico e arriva alla Germania trasporta solitamente 167 milioni di metri cubi. Ufficialmente, secondo l’azienda, la causa della riduzione della capacità è da attribuire a Siemens, che ha ritardato le riparazioni di apparecchi fondamentali per il funzionamento del “tubo”.

“Le consegne di gas tramite il gasdotto Nord Stream possono essere garantite solo fino a un volume di 100 milioni di m3 di gas al giorno invece dei previsti 167 milioni di m3 al giorno”, ha specificato l’azienda.

La chiusura parziale dei rubinetti sarebbe dovuta solo indirettamente alle tensioni scatenate dalla guerra russa in Ucraina, visto che è legata alla “restituzione prematura da parte di Siemens delle unità di pompaggio del gas, nonché malfunzionamenti tecnici nel gasdotto Nord Stream, che collega direttamente Russia e Germania attraverso il Mar Baltico”, secondo Gazprom. I contratti scadenza luglio scambiati ad Amsterdam salgono al momento del 10% a 91,78 euro al megawattora, dopo avere toccato un picco a 94,73 euro.

La verità, come scrive l’agenzia Bloomberg, potrebbe essere nei componenti di Nord Stream bloccati all’estero per via delle sanzioni internazionali contro la Russia. Le spedizioni sono bloccate e ciò impedisce il rientro della turbina prodotta da Siemens Energy AG, che attualmente si trova in manutenzione in Canada.

“Gazprom utilizza diverse turbine a gas prodotte da Siemens nel suo collegamento Nord Stream con la Germania e due avrebbero dovuto essere sottoposte a manutenzione quest’anno”, si legge su Bloomberg. I pezzi, usati per pompare il gas, vengono solitamente sottoposti a manutenzione ogni tre o quattro anni e il lavoro deve essere svolto in Canada.

A maggio, Gazprom aveva annunciato lo stop degli invii di combustibile all’impresa Energy per i rifornimenti in Germania, e all’impresa Orsted in Danimarca per il rifiuto di pagare in rubli come chiesto da Mosca. Misura simile sarebbe stata eseguita nei confronti dell’impresa GasTerra dei Paesi Bassi, come si legge sulla Bbc.

Un portavoce del ministero dell’Economia tedesco ha spiegato che Berlino sta “monitorando la situazione ed esaminando i fatti. La sicurezza dell’approvvigionamento è attualmente garantita”.

Sempre meno gas. Perché la Russia chiude i rubinetti alla Germania

La società statale Gazprom ha annunciato un taglio di circa il 40% delle forniture del gasdotto Nord Stream che arrivano ai tedeschi. La limitazione a 100 milioni di metri cubi al giorno. C’entrano anche dei componenti in riparazione in Canada che per via delle sanzioni non possono più tornare in Russia

 

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