Skip to main content

Un diamante è per sempre. O forse no. La grande pandemia, i lockdown miopi cinesi e la guerra in Ucraina non fanno sconti nemmeno all’industria che da sempre fa rima con lusso. Un po’ l’impennata dei prezzi, un po’ le sanzioni contro la Russia, un po’ il blocco delle catene di approvvigionamento, stanno mettendo in ginocchio il settore. Due numeri per capire meglio.

Come raccontato da Bloomberg, oggi il prezzo di un diamante grezzo di piccole dimensioni, il tipo da associare a una pietra solitaria di un anello per intendersi, è balzato di circa il 20% dall’inizio di marzo. Motivo? Semplice, i tagliatori, i lucidatori e i commercianti di diamanti hanno difficoltà a reperire le pietre dopo che gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni alla rivale russa di De Beers, colosso anglo-americano ma di origine sudafricana, ovvero Alrosa, che rappresenta circa un terzo della produzione globale.

Alrosa è la più grande compagnia di estrazione di diamanti del pianeta, dal momento che dalle sue miniere provengono il 90% dei diamanti russi e il 28% della produzione mondiale. E Alrosa è partecipata al 33% dal governo russo e al 33% dal governo della Yakutia, la repubblica dove ha la sua sede (Mirny) dal 1992. Ancora, nel 2021 Alrosa ha estratto 32,4 milioni di carati, con vendite record che hanno superato i 332 miliardi di rubli, pari a circa 4,2 miliardi di dollari.

Insomma, l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia sta mettendo in crisi un commercio miliardario che si estende dalle miniere di diamanti della Siberia alle polverose centrali di lucidatura dell’India fino alle scintillanti gioiellerie di New York. D’altronde, le sanzioni statunitensi contro l’azienda stanno scatenando il panico nel settore.

Aziende come Tiffany&Co e Signet Jewelers hanno annunciato l’intenzione di sospendere le vendite di diamanti russi. Con la stagione dei matrimoni che incombe in America, e un record di nozze programmate dopo lo stop della pandemia, molte imprese hanno cercato una soluzione dall’India, il più grande esportatore al mondo che taglia e lucida nove pietre su dieci. Per ora, sta lavorando con stock accumulati prima dell’aggressione russa, ma si stima che saranno esauriti la prima settimana di giugno.

Gli stessi Stati Uniti, infatti, dipendono dall’India per quasi la metà dei loro diamanti. Questo fa di Nuova Delhi un interlocutore impareggiabile per le catene americane, a cominciare dai celebri negozi sulla Fifth Avenue di New York. Tali interruzioni potrebbero bloccare le forniture in tutto il Nord America e costare all’India 2,5 miliardi di dollari solo in questo trimestre, pari a quasi il 10% delle sue vendite annuali.

Sul fronte russo, le sanzioni inflitte dall’Occidente hanno suscitato la reazione pressoché immediata di Alrosa: la sede di New York è in chiusura, e la compagnia si è dimessa dalla vicepresidenza del Responsible Jewellery Council, la ong che si occupa di promuovere la sostenibilità dell’industria mondiale dei gioielli. E ora chi lo spiega ai novelli fidanzati?

Non solo gas. Così la guerra travolge l'industria dei diamanti

La Russia estrae un terzo dei diamanti nel mondo e le sanzioni stanno provocando un rialzo dei prezzi fino al 20%, con inevitabili conseguenze su marchi quali Tiffany e Signet, senza considerare l’impatto sulla filiera della lucidatura indiana. I negozi di mezzo mondo tremano: a giugno sarà esaurita la fornitura

Se il vero Bitcoin è un Rolex. L'impennata degli orologi di lusso

Mentre le criptovalute crollano e la stagflazione incombe, gli orologi stanno vedendo rivalutazioni tra il 2-300% e l’800%. Il loro diventare bene rifugio per eccellenza non si spiega con il solo fatto che siano un investimento a basso rischio e accessibile anche a capitali limitati (sotto i 10.000 euro). Le ragioni di questo fenomeno analizzate da Igor Pellicciari, ordinario di Relazioni internazionali all’Università di Urbino

A Sorrento nasce un nuovo Sud. L'analisi del prof. Pirro

Il professor Pirro ha appena svolto una ricerca, la più vasta degli ultimi 30 anni, che ha scandagliato in profondità siti di decine di grandi imprese con le loro supply chain e stabilimenti di centinaia di cluster di pmi: la vulgata di un Meridione sempre sottosviluppato è senza fondamento. E la due giorni di “Verso Sud” lo confermano, in vista della creazione di un grande hub energetico del Mediterraneo

Chi c'è dietro le società cinesi che vogliono un gioiello della robotica italiana

La cinese Efort Intelligent Equipment vuole aumentare la sua partecipazione in Robox, azienda del Novarese, dal 40% al 49%. Secondo gli esperti d’intelligence economica di Datenna, il livello di influenza dello Stato è elevato e il tipo di produzione è perfettamente in linea con il programma Made In China 2025, che punta al dominio high-tech

Nei partiti di centro e riformisti serve una nuova “sinistra sociale”

Di Giorgio Merlo

Oggi, seppur con la comprensibile differenza storica, politica e culturale, si deve riprendere quell’esempio. Sono necessari alcuni ingredienti, però: buona volontà, coraggio, coerenza con la propria cultura e determinazione. Lo scrive Giorgio Merlo, presidente nazionale di Noi di Centro, già deputato del Pd e della Margherita

Cosa c'è dietro il no di Erdogan all'allargamento della Nato

Secondo Fiamma Nierenstein, da un lato Ankara teme di perdere influenza in Siria, dove costruisce la sua mezzaluna sunnita, dall’altro la sua contrarietà al gasdotto Eastmed fa parte di un gioco al rialzo che coinvolge anche gli F-16 Viper americani

Questione di genetica. Perché il Covid non è grave per tutti

C’è chi finisce in terapia intensiva e c’è chi vive il virus come un semplice raffreddore. Uno studio delle Università di Boston e di Princeton sostiene che la genetica offre una protezione diversa al virus. Un’altra ricerca, questa volta italiana, fa luce invece sul Covid senza sintomi

Le coalizioni, in questo momento, non esistono. E alle elezioni... Parla Polito

L’editorialista: “L’idea di centrodestra che abbiamo conosciuto fino a prima dell’elezione del presidente della Repubblica, non esiste più”. E su Pd e 5 Stelle: “I grillini stanno facendo concorrenza al Pd per tentare di essere alternativi e sopravvivere. Ai dem conviene presentarsi alle elezioni da solo e…”

Turismo, intelligence e sicurezza. Una lezione da Barcellona all’Italia

Di Antonino Vaccaro

Flussi sempre crescenti di turisti creano opportunità non solo per gli imprenditori onesti, ma anche per la criminalità più o meno organizzata. L’analisi di Antonino Vaccaro, professore ordinario e direttore del Center for Business in Society presso lo IESE Business School di Barcellona, membro del comitato scientifico e presidente della commissione per l’internazionalizzazione della Società italiana di Intelligence

Niinistö chiama Putin. Finlandia verso la Nato, Mosca minaccia ma...

Il presidente finlandese chiama il leader russo per informarlo della decisione di aderire all’Alleanza atlantica. La Duma tuona: “I nostri missili in 10 secondi possono raggiungere la Finlandia”. Il Cremlino vede scappare il paradigma della finlandizzazione da applicare all’Ucraina

×

Iscriviti alla newsletter