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Ieri (lunedì 4 aprile, ndr) Antony Blinken ha dato il via alle attività del Bureau of Cyberspace and Digital Policy all’interno del dipartimento di Stato americano di cui è segretario. “Un tassello fondamentale” nella sua “agenda di modernizzazione”, l’ufficio “si occuperà delle sfide alla sicurezza nazionale, delle opportunità economiche e delle implicazioni per i valori degli Stati Uniti associate al cyberspazio, alle tecnologie digitali e alla politica digitale”, ha comunicato la diplomazia statunitense in una nota.

Il bureau è composto da tre unità: sicurezza internazionale del cyberspazio; politica internazionale dell’informazione e delle comunicazioni; libertà digitale. A capo dell’ufficio ci sarà un Ambassador-at-Large (che si può tradurre con ambasciatore straordinario o inviato) che verrà nominato e dovrà essere confermato dal Senato. Intanto, a guidare le attività c’è una diplomatica di carriera, Jennifer Bachus, che parla diverse lingue tra cui il russo, con il ruolo di Principal Deputy Assistant Secretary. A capo dell’unità sicurezza internazionale del cyberspazio c’è Michele Markoff, esperta di Russai e Cina; di quella per la politica internazionale dell’informazione e delle comunicazioni, invece, Stephen Anderson, anche lui diplomatico di carriera, passato anche dall’Italia per due volte diverse, recentemente direttore dell’ufficio delle agenzie specializzate e tecniche all’interno del bureau del dipartimento di Stato che si occupa delle organizzazioni internazionali; Blake Peterson, esperto di innovazione e diritti umani, coordinerà i lavori sulla libertà digitale.

Attualmente l’ufficio può contare su una sessantina di dipendenti che dovrebbero salire a 90 entro la fine dell’anno, ha spiegato un portavoce citato dal Washington Post. Inoltre, il dipartimento ha anche “richiesto finanziamenti per sostenere ulteriori posizioni” nella sua richiesta di bilancio per il prossimo anno. “Ora più che mai, penso che abbiamo bisogno di avere la leadership del dipartimento di Stato nel trattare tutti i diversi problemi e le minacce che stiamo affrontando nel cyberspazio; in particolare, quello che stiamo vedendo con il ransomware, ma anche quello che abbiamo visto con l’Ucraina, o il potenziale di ciò che potrebbe accadere con l’Ucraina”, ha detto Chris Painter, top cyber-diplomatico dell’amministrazione Obama, al Washington Post.

La creazione dell’ufficio è un messaggio ai Paesi alleati ma anche a quelli avversari – Cina, Corea del Nord, Iran e Russia in primo luogo. Il bureau, infatti, si occuperà dei colloqui internazionali sulle regole nel cyberspazio, della diplomazia sul 5G con i rischi legati – secondo gli Stati Uniti – all’utilizzo di apparecchiature del colosso cinese Huawei, dei dialoghi sul ransomware e delle questioni di governance di Internet. Il primo banco di prova sarà la corsa alla carica di segretario generale dell’Itu, l’agenzia delle Nazioni Unite per le telecomunicazioni (5G compreso). In corso per prendere il posto oggi occupato dal cinese Zhao Huolin, ci sono la statunitense Doreen Bogdan-Martin e il russo Rashid Ismailov. Con l’isolamento internazionale di Mosca in corso dopo l’aggressione dell’Ucraina, è una partita che Washington non può permettersi di perdere.

Che cosa fa l’ufficio cyber della diplomazia Usa inaugurato da Blinken

Tassello fondamentale nell’agenda del segretario di Stato, il bureau si occuperà di 5G, ransomware ma anche dell’elezione del prossimo direttore dell’agenzia Onu per le telecomunicazioni (sarà sfida tra Washington e Mosca)

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