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In una nota ai suoi impiegati, Andrew Bosworth, che diventerà Chief of Technology di Meta tra pochi giorni, ha spiegato la sua visione per il futuro della società: lavorare con il web3. Bosworth detto “Boz” negli anni si è occupato di realtà aumentata e virtuale, e la sua nomina a numero due della società è l’ennesimo segnale del pivot verso il metaverso. Per Boz è molto importante che aziende del calibro di Meta lavorino con la blockchain, con gli Nft e con le criptovalute dato che saranno queste tecnologie a guidare il futuro del Tech e, come ha spiegato nella nota, solo lavorando insieme al web3 si potrà parlare effettivamente di futuro.

Nella lettera ottenuta dal New York Times, Bosworth ha scritto “il mio orientamento generale è quello di puntare a una profonda compatibilità con la blockchain” considerando che il sistema potrà causare profondi impatti sull’industria Tech nel prossimo decennio e quindi, dal momento in cui esiste la possibilità di collaborare con imprenditori dello spazio web3, bisogna trovare un modo per farlo.

Non tutti i giganti del Tech concordano con l’idea di lavorare assieme al web3 e dunque alle criptovalute. Google ad esempio ha più volte espresso dubbi dinanzi a questo sistema. Alcuni impiegati e dirigenti di aziende “storiche” della Silicon Valley si stanno spostando verso start-up di criptovalute come Dogecoin e OpenSea. Per evitare questa fuga di cervelli e cavalcare l’onda del web3, Meta vuole investire in questo sistema e rendersi quindi compatibile, nonostante i suoi “coetanei del Tech” siano riluttanti.

Non sarà un lavoro semplice dato che la prima prova di una valuta elettronica creata da Facebook, Libra, si è impantanata tra problemi regolatori, revisioni e rebranding (ora si chiama Diem ma non è chiaro se partirà). Il manager che si occupava di crypto, David Marcus, ha deciso di lasciare Meta il mese scorso. I prossimi mesi saranno turbolenti per la Silicon Valley, perché la caccia alla next big thing è appena cominciata

Meta

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