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“Il successo del Pnrr e la nostra capacità come sistema-Paese di cogliere questa opportunità dipende dal grado di condivisione. Mettere a terra 230 miliardi di investimento entro il 2026 con annesse riforme condizionanti il Piano dipende dall’ampia condivisione con gli enti locali, le province, le regioni e soprattutto con le aziende pubbliche e private”. Così Mariastella Gelmini, ministra per gli Affari regionali e le autonomie, ha aperto l’evento “Italia, siamo pronti al futuro?”.

Presenti per l’occasione anche alcuni esperti del management aziendale e dell’accademia, tra i quali Valentina Meliciani, direttore della Luiss School of European Political Economy, Rodolfo Errore, presidente di SACE, Pasquale Frega, presidente e amministratore delegato di Novartis Italia, Marco Hannappel, presidente e amministratore delegato di Philip Morris Italia, Stefano Rebattoni, amministratore delegato di IBM Italia e Elisabetta Ripa, amministratrice delegata di Open Fiber.

DIGITALIZZAZIONE E TRANSIZIONE ECOLOGICA. LA PROVA DEL PAESE

“Credo che le risorse del Pnrr possano darci la possibilità di ottenere un sistema efficiente che non solo offra risposte accurate nell’affrontare la pandemia, ma che sappia anche fornire gli strumenti per affrontare i problemi del Paese” ha subito sottolineato Mariastella Gelmini.

Gli elementi necessari per il successo dell’ambizioso progetto saranno la trasversalità dell’approccio, la sinergia pubblico-privato e il probabile effetto moltiplicatore che essa può avere, ma ciò su cui la ministra si è voluta soffermare è in primo luogo la semplificazione: “Serve una semplificazione a livello centrale e a livello locale; serve uno Stato che dia valore al tempo. Per questo abbiamo prodotto la coraggiosa norma sui poteri sostitutivi”.

La ministra ha poi aggiunto anche che sulle due missioni principali del Pnrr, la digitalizzazione e la transizione ecologica, va favorita l’orizzontalità dei processi, ma anche la tutela delle particolarità della nostra economia. “La cosa importante – ha continuato – “è essere consapevoli del fatto che questa è l’ultima buona opportunità che ha l’Italia, dobbiamo approfittare del giudizio positivo che l’Ue ci accorda per impegnarci nel superamento del divario nord-sud e abbassare il tasso di conflittualità sociale”.

L’IMPATTO SUI TERRITORI

La discussione si è poi focalizzata sull’importanza della trasversalità dell’approccio sul Pnrr. Valentina Meliciani, nel suo keynote speech, ha sottolineato come, anche e a partire dalla missione della digitalizzazione, sia necessaria una continua condivisione tra mondo accademico, policy maker e vertici delle imprese.

Ad avviso della professoressa il Piano affronta in modo serio e in una prospettiva di medio-lungo periodo i nodi strutturali del sistema-Paese. “La coesione territoriale in questo gioca un ruolo importante, perché una parte delle risorse per la digitalizzazione riguardano il sistema-imprese, che in Italia ha sofferto di diverse difficoltà riguardo all’adozione delle tecnologie dell’informazione e digitali” ha sostenuto Meliciani.

La professoressa ha poi aggiunto che “Una piena digitalizzazione del sistema-Paese presuppone nuove regole che si occupino delle complementarietà fra adozione delle nuove tecnologie, capacità di saperle usare e formazione della forza lavoro”. In questo contesto si evidenzia l’importanza di impostare fruttuose partnership pubblico-privato.

IL RUOLO (VIRTUOSO) DELLE PARTNERSHIP PUBBLICO-PRIVATO

La professoressa Meliciani ha infatti aggiunto che “le partnership pubblico-privato sono uno strumento con potenzialità enormi per accrescere le capacità di fare sistema per il fine di una crescita inclusiva e bilanciata”.

Dello stesso avviso anche Stefano Rebattoni, che, citando il report inedito di IBM Italia “Per un Paese pronto al futuro”, ha voluto raccontare alla platea le 24 idee progettuali presentate nel documento. “Queste idee girano attorno a cinque temi, primo fra tutti la trasversalità. Bisogna uscire dalla logica a silos dei servizi, per creare effetti virtuosi che, integrando i diversi settori di successo del nostro Paese, possano porre le basi per un’Italia più fruibile e ricettiva. Più nello specifico, le partnership pubblico-privato hanno l’importante ruolo di creare dialoghi orizzontali e aperti, volti al risultato atteso, misurato”.

Anche i partenariati privato-privato sono importanti per il rilancio del Paese, come suggerisce Marco Hannappel: “Il caso di Philip Morris Italia ne è un esempio, abbiamo un impianto produttivo fatto di imprese italiane. Questo è il modo con cui le infrastrutture digitali e fisiche possono sviluppare e mettere insieme il meglio del Paese”.

LE RIFORME SONO IMPORTANTI

Elisabetta Ripa ha aperto il suo intervento sottolineando invece come l’azienda che dirige sia “un caso di laboratorio dei progetti del Pnrr”. In effetti, a suo avviso “l’abilitazione della nuova rete a fibra ottica portata avanti dall’azienda è in grado di attivare la rivoluzione digitale del Paese”.

Secondo l’ad, sarebbe comunque fondamentale l’attuabilità delle riforme. “Per giungere alle semplificazioni, le riforme non si fermino al livello della discrezionalità. Il potere sostitutivo ci instilla una grande fiducia” ha sostenuto.

Un’altro provvedimento fondamentale sul tema è quello della concorrenza. “Un punto che non dobbiamo dimenticare è che sviluppo e innovazione passano per una corretta e sana dinamica competitiva”, ha concluso Ripa.

IL VALORE AGGIUNTO DELLA FORMAZIONE

Secondo i partecipanti al panel, la formazione sarebbe la conditio sine qua non per la messa in moto di una trasformazione radicale del Paese. Ripa infatti ha sottolineato che un elemento positivo del Pnrr sarebbe proprio l’attenzione nei confronti della formazione primaria: “Oggi mancano piuttosto le competenze di tanti lavoratori che devono essere coinvolti con un obiettivo di medio termine e un sistema di reskilling”.

Dello stesso avviso Marco Hannappel che ha sottolineato l’importanza della partnership pubblico-privato anche nel mondo delle competenze. “Sono convinto dell’importanza di partire dalla scuola per lo sviluppo del nostro Paese. Per questo inaugureremo a Bologna il Philip Morris Institute for Manufacturing Competences, il nostro nuovo centro per l’alta formazione delle competenze legate a Industria 4.0”.

NUOVI VINCENTI STRUMENTI

In chiosa, Rodolfo Errore ha sottolineato come spesso le aziende in materia di sostenibilità abbiano anticipato il regolatore. Il presidente di SACE, sul tema, ha infatti affermato che “Le aziende hanno compreso, già da qualche anno, che un’impresa sostenibile è più solida”. “La sfida futura è il transition financing, ovvero la trasformazione dei progetti delle aziende da Brown in Green”, ha aggiunto.

D’altronde, SACE ha già un ruolo di primo piano nel rilancio della crescita del sistema-Paese perché, ha continuato Errore, “Con il fondo New Green Deal, di cui siamo gestori in Italia, rilasciamo garanzie su progetti domestici sostenibili, fornendo un ausilio di backup alle operazioni finanziarie delle banche che possono così utilizzare la garanzia dello Stato. In questo contesto è importante spingere sulla informazione e sulla formazione delle imprese, per agevolare l’accesso a questo importante strumento”.

OTTIMISMO, MA NON TROPPO

Pasquale Frega si è soffermato sulle sofferenze del comparto sanitario: “L’aumento della forbice tra domanda e offerta è si è fatto sempre più profondo. Ma con il Pnrr lo scenario può cambiare”. Secondo l’ad di Novartis Italia, sussisterebbero però dei limiti importanti che andrebbero superati.

Frega ha poi concluso: “Credo che molte aziende siano penalizzate, soprattutto quelle innovative. Anche se c’è grande speranza per l’Italia, è importante e necessario rivedere i meccanismi di funzionamento, noi chiediamo maggiore ascolto e interlocuzione”.

LA RIVOLUZIONE COPERNICANA

La ministra Gelmini, in conclusione, si è detta ottimista. “Se l’approccio comune è questo io credo che possiamo farcela. Anche per recuperare un po’ di orgoglio nazionale”. A livello regolatorio, in tema fiscale, secondo la ministra, il Pnrr costituirebbe “una rivoluzione copernicana. Bisogna lasciare un’eredità positiva alle generazioni future che passi per i principi di trasversalità e sinergia”.

MARIASTELLA GELMINI MINISTRA AFFARI REGIONALI

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