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Via libera al Digital Covid Certificate, il certificato digitale valido in tutta l’Unione Europea che attesta l’avvenuta vaccinazione. Dopo un giorno di discussione e la conseguente votazione, gli eurodeputati hanno completato il lavoro legislativo sul documento per facilitare gli spostamenti all’interno dell’Ue, approvandolo con una larga maggioranza (546 voti a favore, 93 contrari e 51 astenuti). Manca solo uno step formale prima dell’entrata in vigore dal primo luglio, quello dell’adozione da parte del Consiglio Europeo e della conseguente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma la volontà è quella di far diventare il Digital Covid Certificate una realtà già dal mese di giugno.

“Il regolamento entrerà in vigore il primo luglio ma l’introduzione inizia subito, più certificati verranno emessi nelle prossime settimane più riusciremo ad evitare problemi”. Lo ha affermato il commissario europeo alla giustizia Didier Reynders durante il dibattito della plenaria di Strasburgo, specificando che “la piattaforma europea è stata introdotta a inizio mese e già dei certificati vengono emessi negli Stati membri”. Gli Stati membri non potranno imporre restrizioni aggiuntive alla circolazione in presenza del green pass europeo, a meno che non si tratti di misure necessarie e proporzionate alla necessità di tutela della salute pubblica, materia pur sempre di esclusiva competenza nazionale. La regola generale imporrà però che le restrizioni vengano notificate con 48 ore di anticipo agli altri Stati membri e alla Commissione, mentre il pubblico dovrà essere informato con un preavviso di 24 ore. “L’obiettivo è ripristinare Schengen in maniera pienamente funzionante, un bene prezioso perso durante la crisi del Covid”, questa l’osservazione di Juan Fernando Lopez Aguilar, eurodeputato S&d e presidente della commissione per le Libertà civili del Parlamento europeo.

A livello pratico, a rilasciare in maniera gratuita il Digital Covid Certificate saranno sempre le autorità nazionali, nel caso specifico l’ente, l’ospedale o il laboratorio in cui si è stati vaccinati, in cura o dove si è effettuato il tampone. Esisteranno tre certificati diversi, per rispecchiare proprio i tre casi possibili in cui viene emanato il green pass: completamento del ciclo vaccinale, effettuazione di un tampone con esito negativo o negativizzazione in seguito al contagio. Il certificato sarà disponibile sia in formato cartaceo che digitale, con un codice QR, e avrà una durata di nove mesi in caso di vaccinazione, di sei mesi in caso di guarigione dal Covid-19 e di 48 ore in caso di tampone negativo.

I possessori di green pass europeo potranno tornare a muoversi liberamente nell’Unione, esibendo semplicemente il codice QR o la stampa del certificato al momento del viaggio. Niente database europeo comune, per preservare la privacy dei cittadini sarà creata una piattaforma comunitaria che attinge da ogni singolo paese; il codice QR, d’altra parte, mostrerà solo il codice identificativo della vaccinazione o del test negativo, le generalità del viaggiatore e la sua data di nascita. Per quanto riguarda i vaccini validi per il rilascio del green pass, si tratta dei quattro autorizzati dall’Ema, ossia Pfizer, Moderna, Johnson&Johnson e Vaxzevria (ex AstraZeneca).

L’Italia sarà tra i primi dieci paesi Ue a usufruire del certificato, grazie ad una infrastruttura nazionale già operante per quanto riguarda il green pass. Gli altri paesi già collegati direttamente alla piattaforma al momento sono Germania, Spagna, Grecia, Croazia, Danimarca, Repubblica Ceca, Bulgaria, Lituania e Polonia, ma a stretto giro dovrebbero aggiungersi anche Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein, che hanno aderito all’iniziativa.

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