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Negli ultimi giorni si sono moltiplicati i segnali di un consolidamento della cooperazione strategica tra India ed Europa. Sul piano operativo, la Marina Indiana ha condotto esercitazioni con le forze navali dell’Unione Europea, sia nell’ambito del dispositivo anti-Houthi “Aspides” sia dell’operazione anti-pirateria “Atalanta”. Sul piano politico, il Political and Security Committee dell’UE è stato in visita a New Delhi per colloqui ad ampio spettro, mentre sul fronte dei colloqui tra leadership, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e quello del Consiglio Europeo, Antonio Costa, hanno coinvolto il primo ministro indiano, Narendra Modi, in una conversazione telefonica durante la riunione dei “Volonterosi” a sostegno dell’Ucraina di giovedì scorso. Dialogo che è continuato sul piano bilaterale, prima con la telefonata di Modi a Emmanuel Macron, nei giorni in cui il presidente francese era alle prese con l’ennesima crisi di governo, e poi ieri con un dialogo con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Tasselli che, letti insieme, delineano un’accelerazione verso un partenariato più solido in materia di sicurezza, difesa, tecnologia e commercio, con l’obiettivo di concludere l’accordo di libero scambio entro il 2025 e preparare il vertice Ue–India del 2026.

Operazioni in mare: Aspides e Atalanta

Il 7 settembre, nell’Oceano Indiano, il cacciatorpediniere italiano Caio Duilio, impegnato nell’operazione Aspides, ha condotto un’esercitazione di passaggio (Passex) con il cacciatorpediniere indiano Ins Surat. L’attività, guidata dal Force Commander di Aspides, il contrammiraglio italiano Andrea Quondamatteo, ha incluso manovre tattiche, scambi di comunicazioni e operazioni di volo simultanee, rafforzando la capacità di operare congiuntamente in acque considerate strategiche per i traffici internazionali. Quondamatteo ha osservato che la cooperazione con la Marina indiana rappresenta un passo fondamentale per consolidare la sicurezza collettiva lungo le principali rotte commerciali e per promuovere un approccio condiviso alla libertà di navigazione e alla stabilità regionale.

Pochi giorni prima, alle Seychelles, la fregata spagnola Navarra – attualmente nave ammiraglia dell’operazione Atalanta – aveva ospitato attività con il First Training Squadron indiano, composto da Tir, Shardul e Sarathi. Gli allievi ufficiali hanno ricevuto un briefing sulla struttura e sui compiti dell’operazione, e hanno visitato i sistemi principali della nave, compreso l’elicottero SH60B e il drone Scan Eagle — armamenti di interesse per Nuova Delhi, che ha da tempo iniziato a diversificare la sua catena di approvvigionamento militare per sganciarsi dalla Russia. Il Force Commander di Aspides, il contrammiraglio spagnolo Vázquez Sanz, ha ribadito la volontà di rafforzare la cooperazione con la Marina indiana, dando continuità a un percorso che ha visto negli ultimi mesi esercitazioni congiunte e la visita del Comandante dell’operazione in India.

Il livello politico-strategico

Parallelamente, l’Unione Europea rafforza il dialogo tecnico-politico con Nuova Delhi. La prima visita in India del Political and Security Committee ha portato in agenda temi centrali per la sicurezza globale: la lotta al terrorismo, la cybersicurezza, le minacce ibride, la sicurezza spaziale, la cooperazione industriale nella difesa, il contrasto alla disinformazione e la consapevolezza marittima. La presidente Delphine Pronk ha definito “vitale” la collaborazione con l’India, sottolineando l’intenzione di sottoporre le raccomandazioni ai leader europei. Per l’ambasciatore Hervé Delphin, l’Unione e l’India emergono come “natural partners”, accomunati da valori democratici e da interessi convergenti. La prospettiva è quella di chiudere entro i prossimi quattro mesi il negoziato per un accordo di libero scambio e di costruire un’architettura strategica più solida in vista del vertice bilaterale previsto per l’inizio del prossimo anno.

L’asse Roma–Nuova Delhi

Su questo sfondo si innesta il dialogo bilaterale tra Roma e Nuova Delhi. Nella telefonata di mercoledì, Giorgia Meloni e Narendra Modi hanno discusso dello stato di avanzamento del Piano d’Azione Strategico Congiunto 2025–2029, che punta a consolidare l’Italia come partner europeo di riferimento per l’India, con Meloni portatrice di istanze per chiudere “adesso” il negoziato commediole in corso da circa venti anni. L’intesa sarebbe importantissima anche per l’India–Medio Oriente–Europa, Imec, concepito come alternativa alle rotte commerciali tradizionali e destinato a rafforzare le connessioni infrastrutturali tra Asia ed Europa. Su questo, va tenuto conto anche dei nuovi accordi indo-mediterranei di New Delhi, con Israele e Qatar (in arrivo).

Una convergenza in costruzione

Dinamiche che hanno avuto luogo pochi giorni dopo il vertice della Shanghai Cooperation Organisation, dove la presenza di Modi accanto a Xi Jinping e Vladimir Putin aveva sollevato dubbi nelle capitali occidentali. Il quadro che emerge è all’opposto quello di una convergenza progressiva che si sviluppa su più livelli: quello operativo delle esercitazioni e della sicurezza marittima, quello strutturale della cooperazione in materia di formazione e capacità, quello politico-strategico che prepara il terreno al vertice del 2026, e quello bilaterale che vede l’Italia in prima linea nel rilancio del rapporto. Tutto per altro mentre Modi e Donald Trump preparano l’occasione per una delicata distensione delle relazioni dopo lo scontro commerciale — spinto anche da figure anti-India che gravitano attorno alla Casa Bianca.

Tra attività navali e visite politiche, India e Ue consolidano la cooperazione

La cooperazione tra India e Unione Europea si rafforza, dalle esercitazioni navali alle missioni di sicurezza, fino al dialogo politico del PSC. Per l’Italia è un ponte verso l’Indo-Pacifico, per l’India un ancoraggio alle democrazie europee

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