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“… Ribadendo che il vaccino Vaxzevria è approvato a partire dai 18 anni di età, … si rappresenta che è raccomandato un suo uso preferenziale nelle persone di età superiore ai 60 anni. In virtù dei dati ad oggi disponibili, chi ha già ricevuto una prima dose del vaccino Vaxzevria, può completare il ciclo vaccinale col medesimo vaccino”.

Rileggo la circolare del ministero della Salute sul vaccino AstraZeneca, anzi Vaxzevria per come si chiama ora, che mi ha fatto tornare in mente il drammatico proclama di Badoglio dell’8 settembre: “Le forze italiane… però reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza”.

Stupisce l’ambiguità della determinazione ministeriale: ma il vaccino è autorizzato per chi ha più di 18 anni o più di 60? Ma che devono fare coloro che hanno già ricevuto la prima dose?

Andiamo con ordine.

Come sappiamo il vaccino AstraZeneca è stato autorizzato il 30 gennaio per un utilizzo preferenziale fra i 18 e i 55 anni. Poi è stato esteso fino ai 65 anni. Poi è stato sospeso, poi è stato riammesso. Poi è stato variamente limitato in molti Stati.

Ieri l’Agenzia Europea Ema è stata più chiara: ritenendo che i rari eventi negativi si osservano in tutte le età e in uomini e donne ha così confermato l’utilizzabilità generale del vaccino.

Poi è arrivata l’indicazione ambigua del nostro ministero, ambigua per il bacino di età degli utenti e soprattutto per chi ha già ricevuto la prima dose di AstraZeneca. Come sappiamo, il richiamo di AstraZeneca è a 12 settimane per cui oltre 2.000.000 di italiani sono in attesa della seconda dose.

Potranno farla? Il ministero risponde con chiarezza degna di Badoglio: chi ha ricevuto la prima dose “può” completare la vaccinazione.

Ma perché si usa quel verbo servile? Avrei sperato da cittadino – oltre che da vaccinato con prima dose – una indicazione chiara, un verbo semplice e significativo.

Affermare soltanto la possibilità di proseguire nella vaccinazione crea ancora più incertezze e dubbi, perché sembra rimettere alla volontà dei singoli se completare o meno la vaccinazione.

I riflessi di tanta ambiguità sono plurimi.

Innanzitutto, sappiamo che siamo già in ritardo con la campagna vaccinale: ora, rimettere in campo alcuni o molti dei già vaccinati con la prima dose di AstraZeneca creerebbe ulteriori problemi, anche perché non è ancora chiaro se e come si può procedere con la miscelazione o l’abbinamento di diversi vaccini. Ma mi pare ancora più grave osservare che indicazioni di questo genere contribuiscono ulteriormente alla confusione istituzionale. Dopo mesi di indicazioni spesso contraddittorie su chiusure, aperture, viaggi, noi cittadini ci sentiamo sempre più confusi e incerti: e iniziamo a perdere la fiducia nello Stato, pur sapendo che la fiducia dei cittadini è il “collante” della democrazia.

Forse è proprio vero – come dice qualcuno – che siamo in uno stato di guerra e che iniziamo a sentirci un po’ come nei tragici giorni dopo l’8 settembre.

Il maresciallo Badoglio e la circolare su AstraZeneca. I dubbi di Celotto

Dopo mesi di indicazioni spesso contraddittorie su chiusure, aperture, viaggi, noi cittadini ci sentiamo sempre più confusi e incerti: e iniziamo a perdere la fiducia nello Stato, pur sapendo che la fiducia dei cittadini è il “collante” della democrazia. Forse è proprio vero – come dice qualcuno – che siamo in uno stato di guerra e che iniziamo a sentirci un po’ come nei tragici giorni dopo l’8 settembre

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