Skip to main content

La complessità dello scenario geopolitico attuale accompagnata dall’indebolimento delle organizzazioni internazionali preposte al mantenimento della stabilità e dell’equilibrio mondiale, ha favorito il proliferarsi di un ritorno all’unilateralismo.

La pandemia, dal canto suo, non ha fatto altro che acuire le tensioni e le contese fra Stati, vuoi per influenzare politicamente le regioni di prossimità degli stessi, vuoi per la corsa all’approvigionamento di idrocarburi, terre rare, materie prime, pesca.

L’uso dello strumento militare anche con l’impiego di agenzie di contractor sembra essere la via privilegiata rispetto alla tradizionale diplomazia soft, così dalla Siria in poi si sono determinate contese regionali dove i principali attori geopolitici internazionali hanno intrapreso campagne volte ad affermare il proprio “posto al sole”.

Alla luce di questo credo che non sia più rinviabile in italia un cambio di paradigma ed architettura dei vertici delle istituzioni preposte a tutela dell’interesse nazionale e della sicurezza del Paese, a prescindere dal colore del governante di turno, mai così pro tempore in questa fluida epoca politica.

Il dibattito politico di parte sollevato nei confronti del premier Conte e dell’opportunità di non tenere a sè la delega ai servizi che oggi sembra voler assegnare al Movimento 5 stelle ne è l’ennesima prova.

Se l’Italia vuole tornare ad essere protagonista nel Mediterraneo allargato ed all’interno dell’Alleanza Atlantica (altre strade non ci sono e non ci devono essere) deve dotarsi di una politica che decida e non solo amministri, e di quelle strutture che possano favorirne la proiezione internazionale.

Così accanto alla revisione della legge 124/2007 sul sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, a parere dello scrivente, si deve anche prevedere una maggiore integrazione del reparto informazioni e sicurezza Ris della Difesa nell’articolato delle agenzie informative, al fine di poter garantire un maggiore interscambio.

È da considerarsi prioritario e ho presentato alla Camera un proposta di legge in tal senso per istituire, sul modello americano del National Security Advisor, il Dipartimento per la Sicurezza della Repubblica: un soggetto di raccordo fra Presidenza del Consiglio, Ministero della Difesa, Interni, Maeci e Mise.

In primis va detto che non si ritiene più necessario che il portafoglio per gli investimenti nel settore della Difesa debba ancora essere in capo al ministero dello Sviluppo economico, forse utile ai tempi di un’opinione pubblica antimilitarista in cui in questo modo si voleva celare la spesa complessiva per la difesa. In secondo luogo per gli evidenti cortocircuiti ai tempi del duo Trenta/Di Maio, dove per una evidentemente scarsa consapevolezza dell’importanza di certi sistemi d’arma, gli stessi sono stati accantonati dal Mise.

Il dipartimento per la Sicurezza della Repubblica simmetricamente all’autorità delegata per i servizi si farebbe garante di un’agenda che persegua l’interesse nazionale, che sia di raccordo tra le diverse competenze dei ministeri e favorisca l’azione del presidente del Consiglio in un maggiore verticalismo che l’epoca pandemica ha insegnato essere fondamentale.

Solo così, semplificando e rendendo piu efficace l’interlocuzione interministeriale, tematiche come il Gtog, la golden power, le missioni militari internazionali, gli investimenti delle principali aziende nazionali e la tutela degli asset strategici possono essere garantiti nel tempo e sottratti all’insopportabile giogo della propoganda politica soggetta al costante giudizio dell’opinione pubblica. L’Italia può tornare grande, basta volerlo.

La riforma degli 007? Ecco la proposta di Forza Italia spiegata da Perego

Di Matteo Perego Di Cremnago

Sul modello americano del National Security Advisor, bisogna istituire in Italia un Dipartimento per la Sicurezza della Repubblica: un soggetto di raccordo fra Presidenza del Consiglio, ministero della Difesa, Interni, Maeci e Mise. Solo così si può mettere al riparo il comparto intelligence dalle onde della politica. La proposta di Matteo Perego di Cremnago, deputato di Forza Italia

Il 2021 ha il volto di una donna. La riflessione di Frojo

In Italia e nel mondo sono donne le protagoniste indiscusse nella lotta al Covid, dalla scienza ai servizi essenziali, e soprattutto in famiglia

trump

Trump mette il veto al budget militare. La partita con Biden è al Pentagono

Il presidente uscente ha posto il veto al maxi budget da 740 miliardi di dollari approvato dal Congresso per il 2021 del Pentagono. Le Camere hanno la possibilità di superarlo, ma il calendario delle ferie natalizie non agevola il compito. I nodi della transizione con Joe Biden si concentrano sulla Difesa

Vi spiego perché non arriverà Draghi. Parla Dini

Intervista all’ex presidente del Consiglio e governatore della Banca D’Italia Lamberto Dini. Draghi? Non ci sono le condizioni per una sua discesa in campo. Conte? Un consiglio da ex inquilino di Palazzo Chigi: ci metta la faccia, e freni le follie dei Cinque Stelle. Gli 007? Non vedo perché dovrebbe tenere la delega

Borrell spiega cosa significa autonomia strategica Ue

Autonomia strategica o sovranità europea? L’Alto rappresentante Ue Borrell sceglie (come Francia e Germania) la prima definizione. “Ma l’importante è costruire un’Europa capace di proteggersi”, ha spiegato a un evento Ecfr

Il silenzio del Natale da riscoprire. Gli auguri di mons. Fabene

Di Fabio Fabene

Sono certamente belle le luci, i canti, i doni, i pranzi, i giochi, i viaggi, ma, dobbiamo riconoscere che essi spesso hanno preso il sopravvento soffocando l’evento della nascita del Bambino. Questo Natale invece sarà avvolto da un silenzio inusuale, nel quale possiamo ritrovare il volto di Dio incarnato e lo stesso volto dell’uomo. Gli auguri di monsignor Fabio Fabene, vescovo di Montefiascone e già sottosegretario del Sinodo dei Vescovi

Caro Babbo Natale…

Caro Babbo Natale, mi sono deciso a scriverti un po’ in ritardo, ma confido nella tua efficienza logistica e nella velocità delle tue renne. D’altronde, come sai, i miei sono desideri che coltivo da molto tempo; non dovrebbero quindi sorprenderti. Magari hai già preparato i pacchetti, pronti per essere recapitati sotto al mio albero. Prima di tutto, ti chiedo di…

Teo Luzi al vertice dell'Arma. Ecco perché l'aspetta un compito difficile

Teo Luzi, 61 anni, sarà il nuovo comandante dell’Arma dei Carabinieri. A metà gennaio subentrerà al generale Giovanni Nistri. Lo ha nominato il Consiglio dei ministri confermando l’orientamento del ministro della Difesa, Lorenzo Guerini

Conte e la delega 007. Caligiuri spiega pro e contro

Un’autorità delegata per l’intelligence sarebbe una cosa opportuna e adatta al momento che viviamo. È una scelta libera che spetta al presidente Conte e potrebbe ricadere su uno dei suoi uomini più fidati, come è successo in passato. L’importante è che la sicurezza nazionale non finisca vittima delle liti politiche. Il commento di Mario Caligiuri, presidente della Società italiana di intelligence (Socint)

Italia-Usa, Chico Forti torna a casa. L'annuncio di Di Maio

Dopo vent’anni di detenzione con una condanna all’ergastolo negli Stati Uniti, Chico Forti potrà tornare in Italia. L’annuncio del successo diplomatico arriva dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che ringrazia il segretario di Stato Usa Mike Pompeo “per l’amicizia e la collaborazione”

×

Iscriviti alla newsletter