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Donald Trump difende lidrossiclorochina e polemizza con i leader democratici, nel giorno in cui l’assemblea dell’Oms è il palcoscenico della lotta alla pandemia da coronavirus: va in scena l’atto fin qui culminante dello scontro tra gli Stati Uniti, da una parte, e Cina e Organizzazione mondiale della Sanità, dall’altra.

LO SCONTRO ALL’ONU

Dopo parole e lettere al vetriolo sull’asse Washington–Ginevra–Pechino, l’assemblea dell’agenzia dell’Onu che ha 194 membri decide che l’inchiesta sulla gestione della pandemia da coronavirus si farà “al momento opportuno più prossimo”, in un clima da resa dei conti tra Cina e Usa e con l’Ue, che dell’indagine è promotrice, a stemperare i toni e fare da pontiere. “Siamo pienamente impegnati per la trasparenza e la responsabilità. Le vogliamo più di chiunque altro”, dice il direttore dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, chiudendo la due giorni dell’assemblea in video-conferenza. Pechino replica a Washington: “Trump ci infanga”. C’è accordo su un’equa distribuzione del vaccino, quando sarà stato trovato

IL CONTO DEL VIRUS

Negli Stati Uniti, l’andamento dell’epidemia costringe a rivedere al rialzo le stime delle vittime, che di qui a metà di giugno potrebbero raggiungere le 113 mila: le nuove proiezioni, basate su modelli epidemiologici riveduti, fanno supporre almeno 1.000 morti al giorno nelle prossime tre settimane. Ieri, i decessi per coronavirus negli Usa sono stati circa 1.500: secondo i dati della John Hopkins University, le vittime sono finora state 91.921 e i contagiati quasi 1.530.000.

RIPARTE TUTTO…ANCHE LA PENA DI MORTE

Tutti gli Stati hanno avviato la riapertura delle attività, dopo chiusure molto diversificate tra l’uno e l’altro. Uno dei segnali di ritorno alla normalità è la ripresa delle esecuzioni capitali: il boia torna così a uccidere in Missouri, dove un uomo di 64 anni, Walter Barton, condannata per l’omicidio d’una donna nel 1991, è stato messo a morte con un’iniezione letale. Barton aveva sempre negato d’essere colpevole.

TRUMP HA TROVATO IL SUO FARMACO (E PELOSI RIDE)

Il presidente Trump è tornato sulla sua decisione di prendere l’idrossiclorochina, un farmaco anti-malarico, nonostante che uno studio condotto su decine di veterani statunitensi ne abbia mostrato l’ininfluenza contro il coronavirus. Trump cita “studi da Italia, Francia e Spagna”, secondo cui l’idrossiclorochina è sicura, e ricorda che il farmaco esiste da 70 anni. La Food and Drug Administration (Fda), l’agenzia del farmaco Usa, lo sconsiglia da aprile per i suoi possibili effetti collaterali, a volte fatali, soprattutto in fasce a rischio o se in combinazione con altri prodotti.

Simulando sollecitudine ma in realtà mettendolo alla berlina, la speaker della Camera Nancy Pelosi, sua acerrima rivale, afferma: “È il nostro presidente e preferirei che non prendesse qualcosa che non è stato approvato dagli scienziati, specialmente nella sua fascia d’età e, come dire, di peso … È patologicamente obeso”. L’ultimo checkup medico ha rilevato a Trump un indice di massa corporea pari a 30,4, al di là della soglia dell’obesità.

RITRATTI PRESIDENZIALI

Infine, è un ritratto l’ultima frontiera dello scontro ormai aperto fra Trump e il suo predecessore Barack Obama. Una tradizione vuole che i presidenti al primo mandato accolgano alla Casa Bianca il loro predecessore per ‘inaugurarne’ il ritratto nella East Room. La Nbc News rivela che ciò non avverrà: Obama non ha “alcun interesse” a intervenire alla tradizionale presentazione finché Trump è presidente; e il magnate è ben contento di non doverlo ricevere.

Usa2020, Trump e Obama ora litigano per un... ritratto. Il punto di Gramaglia

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