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Per motivi storici, Italia e Albania hanno sempre avuto un rapporto speciale e il primato della presenza italiana nel Paese era fuori discussione. Poi però è arrivata la Turchia e la sua volontà di creare una zona di influenza nei Balcani e la situazione è cambiata molto e oggi se Tirana non ha esitato ad aiutare Roma, all’interno dei confini nazionali, gli interessi italiani sono aggrediti sempre di più dalla Turchia di Recep Tayyip Erdogan, per il quale il premier albanese Edi Rama ha manifestato più volte simpatia.

La Turchia è entrata in Albania prima nel settore costruzioni e in quello bancario. Il Paese fa parte di una politica regionale nei Balcani ben più ampia, che ha come obiettivo radicare la sua presenza in tutti quei Paesi dove la popolazione musulmana è maggioritaria o comunque importante. Il richiamo storico all’Impero Ottomano ha dato a questo programma una valenza sempre più politica e ideologica.

Il risultato si vede soprattutto in Bosnia Erzegovina, ma anche in Albania, dove, vicino al Parlamento sorge la moschea più grande della capitale Tirana, costruita dai turchi e dove i monumenti di epoca ottomana sono stati tutti restaurati. A questo si aggiunge una politica culturale particolarmente incentivata, con la fondazione di scuole e università.

Proprio lo scorso febbraio, poco prima dello scoppio della pandemia di coronavirus nel Vecchio continente, una delegazione turca si è recata in Albania per stringere alcuni importanti accordi di cooperazione culturale. Nella capitale infatti è stato inaugurato un centro di Studi Balcanici della fondazione turca Maarif, che ha sovvenzionato molte altre iniziative del genere e che è un vero e proprio strumento di Ankara per espandere il suo soft power in regioni che considera particolarmente strategiche.

Durante la visita, il ministro degli Esteri, Mevlut Cavusoglu, ha ricordato come la Turchia sia stata uno dei primi Paesi ad aiutare l’Albania nel terremoto di qualche mese fa che l’ha colpita duramente. Segno che gli aiuti, oltre al motivo umanitario, ne hanno almeno sempre un altro dietro. Tirana, poi, è molto legata alla Turchia per via della posizione di Ankara sul Kosovo, che è di indipendenza e unità territoriale del piccolo Stato balcanico.

Ovviamente non è tutto oro quello che luccica. La presenza sempre più pervasiva di Ankara non porta via solo spazio e opportunità all’Italia, ma preoccupa anche una parte della popolazione, quella che non è musulmana, con l’Albania che rischia di essere ridotta a una colonia e le relative preoccupazioni delle comunità non musulmane su un irrigidimento degli stili di vita.

C’è poi da considerare che l’Albania è candidata all’ingresso in Unione Europea e che quindi quando questo succederà, Ankara avrà uno strumento in più per influenzare, dall’esterno, le decisioni di Bruxelles.

L’Albania aiuta l’Italia ma la Turchia ci ha portato via il primato

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