Skip to main content

Il Coronavirus fa tremare il trasporto aereo globale. Dai vettori agli aeroporti, nessuno è escluso da quella che si preannuncia una crisi totale, solo in parte percepita nel nostro Paese con le novità per Alitalia all’interno del decreto Cura Italia. Negli Stati Uniti, la preoccupazione maggiore riguarda Boeing, il colosso a stelle e strisce che realizza aerei commerciali (e non solo), già alle prese con la faccenda del 737 Max.

LE DIFFICOLTA’ DI BOEING

Ieri, il titolo del colosso americano ha chiuso intorno -20% a Wall Street, ai minimi storici dal 2013 (in una settimana -46%). Oggi i numeri sembrano gli stessi, con l’aggiunta della richiesta messa nero su bianco all’amministrazione per “un minimo” di 60 miliardi di dollari che sarebbero necessari a tenere in vita la catena di fornitura. Da un paio di mesi alla guida c’è David Calhoun. Ha preso il posto con una staffetta veloce e improvvisa di Dennis Muilenburg, il quale gli ha lasciato l’onere di ricostruire fiducia con autorità e clienti dopo la crisi innescata dai due incidenti del Max, ormai a terra da un anno. Un compito di per sé già arduo (ma non impossibile, si spiegava qui), su cui ora è però piombata l’emergenza Coronavirus.

LA MANO TESA DI TRUMP

Il presidente Donald Trump ha promesso sostegno e si attendono i suddetti miliardi nell’ambito di un pacchetto d’aiuti all’economia nazionale che ne dovrebbe valere 850. “Credo che dovremmo proteggere Boeing”, ha detto l’inquilino della Casa Bianca mostrando disponibilità a rispondere alle richieste del colosso americano. D’altra parte, Boeing è una delle maggiori aziende degli Stati Uniti, con 100mila occupati diretti e una filiera stimata in milioni di posti di lavoro (molti anche all’estero). Una situazione che i vertici del gruppo hanno mostrato chiaramente al Congresso, legando le difficoltà dell’azienda a una possibile crisi dell’economia americana.

TO BIG TO FAIL?

E così si attendono gli aiuti per l’aerospazio americano. Per quanto riguarda Boeing, gli osservatori d’oltreoceano si aspettano che il governo offra garanzie agli istituti bancari per concedere prestiti alla società. L’obiettivo è garantire disponibilità di cassa per pagare dipendenti e fornitori nei prossimi mesi, quando le entrate non arriveranno. Il New York Times ricorda che la scorsa settimana il costruttore ha attivato una linea di credito per 13,8 miliardi. D’altra parte, per taluni si tratta del classico caso del ‘to big to fail’, considerando anche i tanti contratti in essere con il Pentagono (Boeing è anche un grande attore della Difesa Usa). “Il collasso e l’uscita dal mercato di Boeing – ha spiegato l’analista Scott Hamilton di Leeham Company al quotidiano americano – sarebbero devastanti per l’economia; l’azienda sopravviverà, in un modo o nell’altro”.

LA SITUAZIONE PER AIRBUS

Non se la passerà meglio il competitor franco-tedesco Airbus, che ha annunciato ieri la chiusura degli stabilimenti in Francia e Spagna per quattro giorni per permettere la sanificazione degli ambienti, con misure che simili attese anche in Germania. Seppur in una posizione apparentemente migliore rispetto a Boeing, il gruppo europeo “subirà un duro colpo” con consegne inferiori alle aspettative, notano gli analisti di JP Morgan Cazenove, che rivede dunque al ribasso il rating della società fino a “neutral”. Secondo gli esperti, i problemi saranno di liquidità, ragion per cui Airbus potrebbe decidere di non pagare alcun dividendo per il 2019.

LE COMPAGNIE MAGGIORI

Ciò dimostra che la situazione di Boeing è solo un tassello di un crisi annunciata per l’intero settore del trasporto aereo globale. Le prime ad essere colpite dal blocco dei voli sono le compagnie aree. Non restano fuori nemmeno quelle più strutturare. Ieri, Moody’s ha rivisto al ribasso il rating della low cost easyJet e di Lufthansa (secondo il Sole24Ore sarebbe da oggi “spazzatura”), mettendo nel mirino anche le britanniche British Airways e IAG. Emblematico il caso della tedesca, che aveva annunciato giorni fa la messa a terra di due terzi della flotta e la riduzione dei voli fino al 90% sul lungo raggio, con una garanzia del 20% della capacità di posti per i voli all’interno dell’Europa.

LE PREVISIONI (DRAMMATICHE)

Dalle compagnie agli aeroporti, le previsioni non preannunciano nulla di buono, con effetti per ora solo ipotizzabili anche sul settore del turismo. Lo scorso 5 marzo, l’Associazione internazionale del trasporto aereo (la Iata, che riunisce 290 compagnie aeree), ha rivisto le stime preliminari sull’impatto del Covid-19 per il settore pubblicate due settimane prima. Le perdite per il mercato passeggeri sarebbero tra i 63 miliardi e i 113 miliardi, a seconda della diffusione del virus e del suo impatto sui trasporti.

UN COMPARTO PARTICOLARE

Non aiutano le caratteristiche particolari del settore. Come spiega Gregory Alegi, “uno dei nodi è che il trasporto aereo è un’attività ad alta intensità di capitale e ad alti costi fissi, in cui i profitti negli anni buoni sono molto inferiori alle perdite in quelli negativi; con la pressione sui prezzi innescata dalla deregulation, l’utile (anche solo operativo) richiede che gli aerei volino pieni, o quasi”. E invece, “la riduzione ai soli spostamenti essenziali ha invece ridotto il riempimento dei pochi voli ammessi a circa il 50%, un valore insostenibile per più di pochi giorni; di qui a fermare gli aerei, il passo è stato tanto breve quanto inevitabile”.

L’EFFETTO A CATENA

Il destino sembra segnato. “Il fermo dei voli renderà presto insostenibile la situazione di molte compagnie aeree, con la probabile scomparsa delle più deboli e la sopravvivenza di quelle con maggior sostegno pubblico, come per quelle cinesi o del Golfo”. Ne consegue un effetto a catena: “La diminuzione dei passeggeri impatterà, a sua volta, sugli aeroporti, i cui ricavi sono sempre più legati alle attività non-air, dai parcheggi ai negozi”, nota Alegi. “Gli aeroporti, a loro volta, avranno difficoltà a sostenere economicamente le rotte delle low cost, accelerando la contrazione dei passeggeri; e tutto questo si tradurrà in minor domanda di aeroplani, con impatto sui costruttori Boeing e Airbus, ma anche sulle loro catene di fornitura globali, dai motori inglesi di Rolls-Royce alle aerostrutture italiane di Leonardo, tanto per fare due esempi”.

E GLI AEROPORTI?

Dei rischi per i gestori aeroportuali ha parlato sull’ultimo numero di Airpress Valentina Lener, direttore generale di Assaeroporti. “Visto lo scenario in continua evoluzione, oggi possiamo solo immaginare con fortissima preoccupazione l’impatto che il Coronavirus avrà sul nostro settore”. Nonostante la tipica resilienza degli aeroporti, aggiungeva, “con molta probabilità questo evento lascerà il segno per molto tempo”. Lo farà in modo particolare in Italia, innestandosi su “uno scenario che già presenta alcuni segnali di rallentamento della crescita legati alla crisi economica del nostro Paese, all’instabilità politica, alla carenza di personale all’interno delle pubbliche amministrazioni e al conseguente rallentamento dei procedimenti amministrativi”.

Atterraggio d’emergenza! Il Covid-19 ha contagiato i cieli. E Boeing corre ai ripari

Il Coronavirus fa tremare il trasporto aereo globale. Dai vettori agli aeroporti, nessuno è escluso da quella che si preannuncia una crisi totale, solo in parte percepita nel nostro Paese con le novità per Alitalia all’interno del decreto Cura Italia. Negli Stati Uniti, la preoccupazione maggiore riguarda Boeing, il colosso a stelle e strisce che realizza aerei commerciali (e non…

Covid-19, in Turchia scoppia il nuovo antisemitismo da virus

Il Coronavirus è colpa degli ebrei. Scoppia in Turchia il nuovo antisemitismo da virus, in un paese parecchio “sensibile” alle teorie complottistiche contro le minoranze, siano esse ebree, armene, curde, greche o cipriote. Ma questa volta le parole di un predicatore e politico islamista molto vicino al presidente Erdogan, creano sconcerto, dal momento che si tratta di frasi assurde ma…

La Wuhan dei giornalisti Usa. Arriva il bavaglio della Cina

Dai prossimi giorni non avremo più una copertura giornalistica affidabile e terza dalla Cina, perché il governo di Pechino ha deciso di espellere i giornalisti di New York Times, Wall Street Journal, Washington Post e Time magazine. Ieri il ministro degli Esteri cinese ha chiesto alle quattro redazioni, più quella del governativo Voice of America, di fornire informazioni sulle loro attività in Cina –…

Ue, Cina e Usa. La geopolitica del coronavirus nel report CeSI

Sono devastanti, a livello globali, i primi effetti della pandemia coronavirus. Inizialmente il virus ha colpito l’Italia ma ora si sta diffondendo velocemente in tutta Europa, mettendo in crisi i sistemi sanitari di ogni Paese, facendo traballare l’intesa dell’Unione europea. L’emergenza covid-19 sta sollevando molti interrogativi sul futuro dell’Ue, politico ed economico. L’analisi del Centro Studi Internazionali intitolato “Rischi pandemia…

La Via della Seta della salute? Breitbart ci sbertuccia allegramente (dagli Usa)

Un’armata Brancaleone. Così viene descritta da Breitbart, noto sito conservatore americano, la spedizione di medici e materiale sanitario in arrivo a Roma dalla Cina. In un colloquio con il premier Giuseppe Conte, il segretario del Partito comunista cinese Xi Jinping l’ha definita la “Via della Salute”. Si tratterebbe, insomma, di una nuova puntata della Via della Seta cui il governo…

Recessione, ripresa o lenta convalescenza. Gli scenari McKinsey sul coronavirus

Il coronavirus sarà un nuovo 2008 ma non è detto che il mondo non si riprenda abbastanza rapidamente. Dopo le stime di Goldman Sachs, che ieri ha previsto un crollo dell'economia italiana del 3,4%, adesso sono gli esperti di McKinsey a dire la loro, in un report dedicato alle prospettive economiche globali una volta che l'emergenza sarà terminata. Sono tre…

Vi spiego perché i successi napoletani sul coronavirus non sono casuali

Molti amici mi hanno chiamato per esprimermi la loro sorpresa nell’apprendere che all’ospedale Cotugno sarebbe stato trovato un farmaco utile nel contrasto al coronavirus, il Tocilizumab, utilizzato per la prima volta in Italia dal professor Paolo Ascierto, direttore dell'unità di immunologia clinica dell’Istituto “Pascale” e dai colleghi dell’ospedale Cotugno di Napoli nella cura della polmonite indotta dal Coronavirus. Una “scoperta”…

Così il virus affossa l’aviazione. E Alitalia torna pubblica. L'analisi di Alegi

Con la Iata, l’organizzazione mondiale delle compagnie aeree, che prevede perdite fino a 110 miliardi di dollari, sospensioni di voli ovunque, il titolo Boeing che perde oltre il 20% a Wall Street e riceve promesse di sostegno da Trump, Airbus che chiude le linee di montaggio in Francia e Spagna per sanificarle, nessuno vuole comprare Alitalia. La vendita della compagnia,…

Mascherine, respiratori e disinfettanti. Ecco cosa farà l'industria della Difesa

Per fronteggiare la situazione emergenziale causata dal Covid-19 e il trend incrementale dei contagi, accanto a quello che la Difesa sta già facendo, “abbiamo deciso di potenziare con misure straordinarie i servizi sanitari delle Forze Armate”. A dirlo il ministro Lorenzo Guerini, al termine del Consiglio dei ministri di ieri, durante il quale sono stati annunciati ulteriori provvedimenti. “Selezionando con…

Salvare la popolazione o l'economia? Due strategie contro il coronavirus

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato pandemia il COVID-19: nella conferenza stampa dell’11 marzo il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus si è detto certo che il coronavirus SARS-CoV-2 si distribuirà in tutto il mondo. ”Ma i governi, le aziende e i singoli cittadini hanno ancora la possibilità di cambiare la traiettoria dell’epidemia”, ha concluso. È interessante – anche per chi…

×

Iscriviti alla newsletter