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Sembra non avere fine l’iter di acquisto dei Chantiers de l’Atlantique francesi da parte dell’italiana Fincantieri. Sono passati più di due anni da quando il Gruppo guidato da Giuseppe Bono ha siglato l’intesa per rilevare da proprietà sudcoreana i cantieri dell’ex Stx, salvo poi la decisione francese di nazionalizzare e il nuovo accordo con Parigi. Come un fulmine a ciel sereno è poi arrivata lo scorso gennaio l’apertura del dossier da parte dell’antitrust europeo che, accogliendo una (strana) richiesta di Francia e Germania, ha deciso di esaminare l’operazione alla luce del regolamento sulle concentrazioni. Ora è ufficiale anche la nuova puntata della vicenda: la Commissione europea porterà avanti un’ulteriore indagine approfondita sugli effetti dell’operazione “per stabilire se potrebbe seriamente ridurre la concorrenza”. Bruxelles ha tempo fino al 17 marzo 2020. L’avvio di un’indagine approfondita, ricorda comunque la Commissione, “non pregiudica l’esito del procedimento”.

LA DECISIONE

“La domanda di navi da crociera è in piena espansione in tutto il mondo; Chantiers de l’Atlantique e Fincantieri sono due leader mondiali in questo settore; per questo motivo valuteremo attentamente se l’operazione proposta possa nuocere alla concorrenza nel settore a scapito dei milioni di europei che ogni anno scelgono di trascorrere vacanze in crociera”, ha spiegato la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager. Il timore è che “in un mercato già concentrato e con limitazioni di capacità, l’operazione proposta possa eliminare l’importante forza concorrenziale rappresentata da Chantiers de l’Atlantique”. Ci sarebbero, secondo l’antitrust, “ingenti ostacoli all’ingresso nel mercato della costruzione di navi da crociera, dovuti alla natura altamente complessa di questo settore”, visto che sono richieste “infrastrutture specifiche, consolidate competenze ingegneristiche e progettuali, cosi’ come notevoli capacita’ di gestione per coordinare le centinaia di fornitori e subappaltatori che intervengono in tutto il processo di costruzione”.

UN PROBLEMA DI CONCORRENZA

In più, la Commissione ha stabilito in via preliminare che “non è presumibile l’emergere di nuovi costruttori qualificati in tempo utile a contrastare i probabili effetti negativi dell’operazione, che potrebbe quindi ridurre seriamente la concorrenza in questo mercato determinando un innalzamento dei prezzi, una riduzione della scelta e un freno all’innovazione”. Sempre in via “preliminare”, ha poi stabilito che “i grandi clienti non avrebbero potere contrattuale sufficiente a contrastare l’eventuale rischio di aumento dei prezzi derivante dall’operazione”.

LA RISPOSTA DI FINCANTIERI

La risposta di Fincantieri era di fatto già pervenuta ieri, quando la decisione dell’antitrust europeo era stata anticipata da alcune indiscrezioni di stampa. “Riguardo la presunta decisione dell’antitrust europeo di avviare un’ulteriore fase di approfondimento sull’operazione Fincantieri/Chantiers de l’Atlantique, Fincantieri stigmatizza la diffusione di tali indiscrezioni, anche perché hanno determinato l’andamento negativo del titolo nel corso della giornata odierna”. Confermata la decisione, resta “il dissenso” del Gruppo di Fincantieri. La scorsa settimana, in una lunga intervista a La Stampa, Giuseppe Bono aveva ribadito l’insoddisfazione per lo stallo, affermando di essere “stufo di attendere” il via libera europeo sull’acquisto dei cantieri francesi. “Noi capiamo e rispettiamo tutto; ma come cittadini europei e come industria europea pretendiamo che ci sia un’attenzione maggiore nei confronti del mondo produttivo”.

UNA STORIA LUNGA

L’attesa è ormai piuttosto lunga. La Commissione europea ha aperto il dossier lo scorso gennaio su richiesta di Berlino e Parigi, richiesta che ha sorpreso l’Italia. Il Paese ha comunque reagito in maniera piuttosto compatta, con maggioranza e opposizioni, Parlamento e governo, a chiedere “rispetto per le aziende italiane”, soprattutto in considerazione di un progetto che procede verso l’integrazione europea sbandierata da più parti. D’altra parte, sulla vicenda dei Chantiers de l’Atlantique, i colpi di scena non sono mancati. A luglio 2017, la Francia ha deciso di nazionalizzare Stx, società che gestiva i cantieri di Saint Nazaire, in barba all’accordo che Fincantieri aveva concluso con la precedente proprietà sudcoreana (del 66%). L’intesa del settembre successivo ha poi previsto il riscatto del 50% da parte dell’azienda italiana, con l’aggiunta del prestito di un ulteriore 1% concesso dallo Stato francese. A questo manca l’ok dell’antitrust, per cui si dovrà dunque attendere ancora.

IL LATO MILITARE…

Procede invece regolarmente l’intesa navale sul lato militare, che questa volta riguarda i rapporti del Gruppo di Trieste con Naval Group. Oggi, in occasione dell’incontro periodico dello Steering committee, le due società hanno annunciato a Genova il nome della joint venture, primo passo dell’Airbus dei mari. Si chiamerà Naviris, e sarà detenuta pariteticamente al 50% tra i due. Il nome, spiega una nota congiunta, “evoca una robusta partnership a garanzia di un know-how di qualità superiore, proiettata verso uno scenario internazionale”. L’accordo era stato siglato lo scorso giugno da Bono e l’omologo di Naval Group Hervé Guillou. Allora, a bordo di Nave Martinengo, furono definiti i termini operativi per la costituzione della joint venture che avrà l’obiettivo di coordinare le attività di export, di ricerca e sviluppo e di acquisizioni.

…E IL CONTRATTO DALLA FRANCIA

La scorsa settimana, a dimostrazione dello stato avanzato dei rapporti italo-francesi sulla cantieristica navale, Fincantieri ha ricevuto l’ordine da Chantiers de l’Atlantique per la costruzione dei tronconi di prua di quattro unità di supporto logistico (Lss) basate sul progetto dell’unità italiana “Vulcano”. Saranno costruiti nel cantiere di Castellammare di Stabia, con consegne programmate tra il 2021 e il 2027. Il contratto si inserisce nel programma FlotLog, lanciato dalla Difesa transalpina lo scorso anno per la costruzione di quattro Lss. Era stata la ministra Florence Parly a presentare la collaborazione con Fincantieri su tale progetto come primo esempio verso l’Airbus dei mari. Eppure, sul lato civile resta la questione Stx.

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