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Via il governo giallorosso, che “fa male all’Italia e agli italiani”, il popolo di centrodestra “esiste ed è più avanti di noi”, coalizione unita, ma la leadership sia “più ordinata e generosa”, riconoscendo pari dignità ai partner. E sull’Europa, il “quasi miracolo” di Berlusconi per far avvicinare la Lega al Partito popolare europeo.

In una intervista a Formiche.net, Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato e già ministro delle Politiche europee, durante la manifestazione a Roma, indetta da Salvini e divenuta, nonostante qualche polemica, un ritrovarsi insieme per tutte le anime del centrodestra, dopo le tensioni e la rottura della coalizione nel 2018 con il varo dell’ormai tramontato bicolore M5S-Lega.

Senatrice Anna Maria Bernini, Forza Italia era presente con il suo leader ed i militanti alla manifestazione di Roma, promossa dalla Lega e divenuta poi unitaria, di tutto il centrodestra. Si protesta contro il governo giallorosso e le sue prime indicazioni economico-finanziarie, ma il fatto più rilevante è una ritrovata intesa, seppur tra tensioni e polemiche, tra le componenti della coalizione, fortemente divise durante il governo M5S-Lega. Molte le presenze e le persone in piazza, ma quale percorso comune, rinnovato e possibile, tra voi?

San Giovanni è stata una piazza straordinaria. Io non ero qui nel 2006, allora non ero in politica e non avevo avuto questo impatto incredibile e dirompente, mentre allora solo guardandola in televisione ne avevo percezione. Una manifestazione che è un detonatore di positività. E devo dire che la cosa che mi ha molto colpita, avvicinandomi al palco, è stata di essere fermata da persone appartenenti alle categorie più disparate. Commercianti, artigiani, professionisti, piccoli imprenditori, agricoltori e tutti loro mi chiedevano la stessa cosa, anzi, precisamente due. In primo luogo: “Mandate a casa questo governo”, che è poi la ragione sociale di questa manifestazione. E la seconda cosa che mi han chiesto: “Unità, mantenete l’unità del centrodestra”. E qui, con maggiore forza: “Rimanete uniti, perché solo rimanendo uniti potete – come force de frappe aggiungo io -, mandare a casa questo governo, che sta facendo male all’Italia e agli italiani”. Devo dire che è stato un messaggio talmente unitario che mi è venuto da pensare che sono più di centrodestra loro, le persone in piazza, di noi.

Cosa accadrà in questa coalizione a guida leghista? Come affermare i valori moderati che Forza Italia – oggi in difficoltà – rappresenta, dinanzi a una indiscussa leadership salviniana e di una Lega che si aggira attorno al 30%?

Abbiamo avuto un popolo di centrodestra unito in piazza e tutte queste persone ci chiedono di essere uniti, non litigiosi, generosi, perché la leadership deve essere generosa ed il centrodestra deve essere una unione di forze più ordinate e caratterizzate da ruoli di uguale dignità. Ecco, come Forza Italia, questo è il nostro obiettivo. E dunque lavoreremo moltissimo, nelle piazze e, ovviamente, con i nostri iscritti al partito e con i nostri eletti. Soprattutto, lavoreremo con le persone che nei Consigli comunali, nei Consigli regionali, in Parlamento rappresentano il centrodestra e, in particolare, Forza Italia. Lavoreremo perché il nostro partito, che è veramente un grande partito con una grande tradizione, ritorni ad essere un partito grande, quello che adesso non è.

Vi sono state polemiche sulla presenza di CasaPound e di altre realtà di estrema destra alla manifestazione di piazza San Giovanni. Forza Italia ha preso le distanze, ma in diverse realtà locali, in passato, FI ha allestito alleanze a sostegno di sindaci anche con forze estreme come Forza nuova o altri. È un cambio di passo? La sua posizione, senatrice Bernini?

Lei mi chiede di Casapound, e le dico che loro non sono parte del centro destra, né parte del nostro accordo politico. Io non ho mai fatto passi avanti su questo. Non ho nulla contro forze che manifestano in maniera estrema la loro posizione politica, l’importante è che esse rimangano nell’alveo della democrazia e della legalità, oltre che nell’alveo del rispetto dei diritti fondamentali delle persone. Questo è il mio spartiacque. E questo è il perimetro oltre il quale, secondo me, non esiste un movimento politico, ma altre realtà, le quali non possono essere ricomprese in accordi di centro destra.

Se di questo si tratta, se all’interno del perimetro del centrodestra esistono anche altre forze, direi che queste sono, per lo più, forze e liste civiche o movimenti legati ai sindaci o ai governatori. Rappresentano quell’area a cui Berlusconi, da tempo, dice di guardare e voler allargare il campo. Adesso vedo che anche Salvini è venuto dalla sua parte. Questo mi sembra giusto, perché noi non siamo solamente tre movimenti politici, ma siamo un agglomerato di centro destra con una vocazione a crescere, e ciò deve avvenire anche attraverso coloro che magari non si riconoscono nei nostri simboli, ma che, in generale, si collocano sicuramente in un’area di centro destra.

Forza Italia è nettamente collocata nel Ppe, tra i partiti e i movimenti centristi e moderati europei. Il presidente Berlusconi, lei e anche Tajani riaffermate una posizione chiara di appartenenza ai valori cristiano-liberali del Partito Popolare nel Vecchio continente, ma rispetto a forze come la Lega e, a quelle ancor più diverse e spostate sul sovranismo, come Fratelli d’Italia, come ancorare al centro, e con le vostre idee, questa rinnovata alleanza del centrodestra italiano?

Parto dalla questione più complicata: la forza di Forza Italia. Noi siamo un partito, come dicevo prima, con una grande storia, ma dobbiamo ritornare ad essere veramente un grande partito. Questo è un nostro impegno, e non possiamo chiedere ad altri di calare nei voti, ma dobbiamo essere noi a crescere ed a conquistare l’elettorato. Anche quell’elettorato che non si riconosce nel nostro simbolo, ma si riconosce nel nostro moderatismo, chiaramente liberale e riformatore. Da domani, questa sarà la questione importante ed è certamente l’obiettivo e l’impegno di FI.

Riguardo all’Europa e al Ppe, direi che Berlusconi abbia cominciato a far fare una riflessione alla Lega e sta riuscendo a fare quasi un miracolo: nel senso che egli ha sempre affermato di voler portare la Lega nell’alveo del Partito popolare europeo. E aggiungerei Giorgetti, il quale in una dichiarazione che riportava quanto ha affermato in una trasmissione televisiva, ha detto che sarebbe stato interessante per la Lega avviare un percorso verso il Partito popolare europeo.

Lo stesso Salvini, da anti euro è diventato euro critico. Ma siamo tutti euro critici. Anche io, che sono stata europeista convinta, penso che questa Europa non sia la migliore possibile e credo che ci sono ampi margini di miglioramento, così come per Forza Italia. E quindi, già il fatto stesso di passare dallo scetticismo, il passare dal no-euro all’euro criticismo è un valore aggiunto, che ci fa sperare che la Lega possa essere ricondotta in questa direzione.

E adesso avviciniamo la Lega al Ppe. Parla Bernini (FI)

Di Roberto Pagano

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