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“Accordo storico: esporteremo farina di soia in Cina. Dopo 20 anni di negoziati siamo arrivati ad un’intesa. La Cina è il più grande consumatore al mondo di proteine vegetali per alimentare bestiami e adesso venderemo loro un prodotto con valore aggiunto”. Con questo tweet il presidente argentino Mauricio Macri ha confermato l’intesa con il governo cinese. Pechino cerca un’alternativa ai prodotti agricoli americani e guarda, sempre con più interesse, all’America latina.

Secondo Bloomberg, i cinesi non amano importare prodotti già lavorati, perché preferiscono importare soia raccolta e processarla in Cina. “Tuttavia, la guerra commerciale ha agitato le catene di fornitura mondiali. Quando la Cina ha respinto i germogli di soia americani, si è rivolta al Brasile e, in minor misura, all’Argentina per i nuovi rifornimenti. Ora fa un passo ulteriore accettando la farina di soia argentina”, anche se ciò significa meno lavoro per le fabbriche cinesi.

Finora l’Argentina vendeva alla Cina grano e olio di soia, ma la partnership commerciale sembrerebbe destinata ad allargarsi. L’Argentina, ricorda Reuters, è il principale esportatore di farina di soia al mondo, che prevede di esportare globalmente quest’anno in una quantità di 26 milioni di tonnellate.

Il ministro dell’Agricoltura argentino, Luis Miguel Etchevehere, ha dichiarato che la Cina è il principale partner commerciale di Buenos Aires dopo l’Unione europea: “Abbiamo costruito un rapporto molto profondo che ci permette iniziare e concludere accordi tra i nostri Paesi. L’Argentina torna ad essere un referente mondiale e questo nuovo passo darà benefici alla catena di produzione della soia argentina”. Questa è la prima volta che qualcuno esporta farina di soia in Cina.

Tuttavia, spiega Bloomberg, qualche intoppo è possibile: “I Paesi devono superare le procedure burocratiche, prima che le navi con il prodotto possano partire, ha detto Gustavo Idígoras, presidente della Camera dell’Industria di Olio e Centro di Esportazione di Cereali (Ciara-CEC). Questo implica anche la Cina approvi le fabbriche in Argentina, il che dovrebbe accadere il prossimo mese, mentre l’inclusione della farina nel registro delle dogane cinese potrebbe richiedere almeno cinque mesi”.

L’intesa sulla farina di soia “giunge in un momento in cui la Cina si allarga in America latina – dice ancora la testata, con lo sviluppo di progetti infrastrutturali – da impianti idroelettrici a reti ferroviarie – in tutto il territorio argentino”.

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