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“Grazie Lockheed Martin, una delle grandi aziende degli Stati Uniti”. È questo il nuovo abbraccio cinguettato da Donald Trump al suo colosso della difesa, la società guidata da Marillyn Hewson con cui il tycoon se l’era presa all’inizio del suo mandato, salvo poi ricostruire (da bravo business man) un rapporto dimostratosi effettivamente proficuo. Il tweet del presidente si riferisce in particolare alle novità riguardanti lo stabilimento che Sikorsky, la società di Lockheed Martin specializzata in elicotteri, ha a Coatesville, in Pennsylvania, Stato politicamente rilevante anche in vista della campagna per le presidenziali del 2020.

IL TWEET

Sono stato appena informato da Marillyn Hewson, ceo di Lockheed Martin, circa la sua decisione di tenere aperto e funzionante lo stabilimento di Coatesville”, ha twittato Trump. “Siamo molto orgogliosi della Pennsylvania e delle persone che vi lavorano”, ha aggiunto rivolgendosi a un’area dalle grandi attività industriali. Non è la prima volta che il presidente interviene direttamente sull’argomento. A metà giugno, era entrato a gamba tesa nella vicenda, sempre tramite Twitter, preoccupato dalle notizie sulla chiusura, prevista entro la fine dell’anno, del sito di Sikorsky. Aveva dunque spiegato di essere in contatto con la Hewson, annunciando che una decisione sarebbe arrivata al più presto.

VERSO L’ELICOTTERO PRESIDENZIALE

Ora la decisione è arrivata, e certifica l’ottimo rapporto del presidente con la sua industria della difesa. D’altra parte, nello stabilimento in questione viene realizzato il prossimo elicottero presidenziale, il Marine One, nel modello VH-92. È destinato ad entrare in servizio tra un paio d’anni, quando occorrerà sostituire i VH-3D operativi dal 1978, utilizzati negli anni dai vari inquilini della Casa Bianca per viaggi istituzionali ed eventuali spostamenti di emergenza. Da diversi anni, anche con la precedente amministrazione, il programma è stato oggetto di lunghi dibattiti, giungendo a un punto di svola solo un mese fa, quando la US Navy ha assegnato a Sikorsky un contratto da 542 milioni di dollari per i primi sei velivoli dei 23 in programma, con tanto di pacchetto di supporto e addestramento.

IL RISCHIO CHIUSURA

Pochi giorni dopo (immediatamente prima del tweet di Trump sul colloquio con la Hewson) il primo VH-92 è atterrato nel cortile sud della Casa Bianca, ispezionato prontamente dal presidente. Nonostante il contratto per gli elicotteri presidenziali, il sito di Coatesville rischiava seriamente la chiusura. Lo aveva chiaramente previsto il presidente di Sikorsky Dan Schultz in una lettera spedita al deputato repubblicano, originario della contea, Chrissy Houlahan, spiegando il rischio di perdere 465 posti di lavoro nel territorio. Ipotesi che non è andata giù al presidente: “Ogni posto di lavoro conta; voglio che Lockheed cresca a bomba insieme allo stabilimento”, aveva detto Trump.

CON UN OCCHIO ALLE PRESIDENZIALI DEL 2020

L’impressione è che il presidente abbia messo in atto un abile manovra politica in vista delle prossime presidenziali. Nelle elezioni di midterm dello scorso anno, in Pennsylvania hanno prevalso i democratici, nonostante nelle elezioni del 2016 Donald Trump avesse staccato di oltre venti punti Hillary Clinton. Un campanello d’allarme che il presidente non si è lasciato sfuggire. D’altra parte, a metà maggio, il democratico Joe Biden ha lanciato la sua corsa verso Usa2020 proprio dalla Pennsylvania, di cui è originario. Trump ha prontamente risposto con il consueto cinguettio, ricordando agli abitanti dello Stato del nord-est come Biden li avesse “abbandonati” sedendo per tre decenni in Senato tramite il seggio del Delaware. In più, Trump ribadiva la critica alla precedente amministrazione, rea a suo avviso di aver trascurato gli Stati industriali della regione.

UN RAPPORTO PERSONALE

Da notare resta comunque il rapporto personale con la Hewson, costruito da Trump proprio come una relazione tra grandi vertici aziendali. Ancora non insediato, il presidente aveva riservato parole critiche nei confronti di Lockheed Martin, accusata di proporre l’F-35 a costi troppo alti. Le distanze sono state superate solo con il faccia a faccia con la Hewson, sicuramente supportata in questo dalla vertiginosa discesa dei costi del programma Joint Strike Fighter in ogni nuova fase di formalizzazione degli accordi con il Pentagono. L’ultima notizia in tal senso era arrivata proprio due giorni prima del dialogo tra i due sullo stabilimento di Coatesville. L’handshake agreement tra il dipartimento della Difesa e Lockheed Martin sul nuovo lotto produttivo presentava un caccia di quinta generazione con un costo unitario uguale, se non inferiore, ai velivoli di quarta.

Trump, la Pennsylvania e Lockheed Martin. Racconto di una storia americana

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